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Per analizzare Io sto con la sposa, film documentario che il giornalista Gabriele Del Grande ha girato insieme al regista Antonio Augugliaro e al poeta Khaled Soliman Al Nassiry, è bene partire dai titoli di coda. In un lungo elenco alla fine del film, viene dato il giusto risalto alle 2617 persone che attraverso il crowdfunding ne hanno reso possibile la post produzione in tempo per la presentazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

“Il confine è una riga su un trattato, qualcosa che esiste più nella nostra testa che nella realtà”.

Del Grande ha riflettuto su questo concetto, come dichiara lui stesso in un’intervista rilasciata proprio in occasione della Mostra, ed è partito dalla fortuita conoscenza con uno dei superstiti al naufragio di Lampedusa del 2013 per unire il bisogno di raccontare una storia alla volontà di aiutare delle persone in difficoltà.

La fuga di 5 rifugiati siriani e palestinesi, passati attraverso l’incubo del mare e diretti nell’accogliente Svezia, viene favorita da un escamotage suggerito a Del Grande da un’esperienza avuta sotto i bombardamenti in Siria: lì un bambino tagliava a pezzi un abito da sposa, per farne lembi da utilizzare come vessilli per non essere colpiti. L’idea geniale per aiutare i profughi diventa quindi quella di inscenare un matrimonio, contando sull’aiuto di persone spinte dalla solidarietà, e accompagnare il corteo nuziale attraverso stati e confini, confidando in un’intuizione:

“Chi fermerebbe mai un corteo nuziale? Perché dovrebbero fermarlo?”.

La telecamera segue protagonisti e comparse attraverso il lungo viaggio dall’Italia alla Svezia, raccontando sogni e paure, rabbia e dolore, alla ricerca di una cittadinanza per molti scontata, ma che per troppe persone rappresenta ancora un miraggio.

Terminate le riprese del film si è passati alla produzione. In un momento storico in cui tutto è social, il crowdfunding diventa la risorsa principale per un finanziamento dal basso. Grazie al sito Indiegogo e alla risposta di 2617 persone, il progetto ha visto la luce ed ha ottenuto immediati consensi alla sua presentazione.

Riuscire a trovare una tale accoglienza con un documentario non è semplice. Io sto con la sposa ci riesce trattando un tema attuale e delicato come quello del diritto alla mobilità, affidandosi esclusivamente alla spontaneità di chi vive la fuga, indugiando sui volti e sugli sguardi, e attraversando la rabbia e i sogni che da essi trapelano.

Si sorride, ci si affeziona a quella ricerca di serenità, e soprattutto ci si interroga, come fa il protagonista più piccolo nel rap che chiude il film.

“Da anni siamo rifugiati e adesso ci cacciano di nuovo. Siamo bambini normali, vogliamo un po’ di tenerezza”.

REGIA: Gabriele Del Grande, Antonio Auguliaro, Khaled Soliman Al Nassiry

ANNO: 2014

GENERE: Documentario

DURATA: 89 minuti

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