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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Abito nella mia nuova casa da poco più di un anno e una colonna di una stanza è già piena di muffa”, ci racconta Maria, una grottammarese. “Ci ho messo quasi due anni a comprare casa – ricorda un ingegnere, sempre di Grottammare – quando facevo domande un po’ più tecniche direttamente al costruttore, questi, chissà perché, non era più propenso a vendermi la casa e il prezzo dell’abitazione, miracolosamente, lievitava davanti ai miei occhi”.

PROBLEMA MUFFA – Il punto è che acquirenti o locatari di un alloggio avrebbero diritto ad un’abitazione esente da difetti e la muffa è un “difetto” pericoloso per la salute. Ne potremmo raccontare tante di storie da noi raccolte, su appartamenti nuovi, consegnati agli acquirenti/locatari e che, a distanza di poco tempo, cominciano ad avere problemi di muffa. Per legge “se non si provvedesse a rimuovere il difetto, sia gli acquirenti che i locatari possono chiedere il risarcimento dei danni inclusi quelli relativi a mobili rovinati dall’umidità, possono inoltre rivendicare la rimozione del difetto e addirittura il diritto al trasferimento” (fonte Centro Consumatori)

CAUSE TROPPO DISPENDIOSE E DALL’ESITO INCERTO – La controparte (costruttore, venditore) però spesso si difende asserendo che la muffa si sarebbe formata a causa di un errato riscaldamento/arieggiamento. A quel punto si può contattare un perito che ne attesti le vere cause, potrebbe aver luogo un’istruttoria ufficiale, includendo perizie di altri esperti. Ma l’esito di un’eventuale causa è sempre incerto, l’unica sicurezza sarebbe la spesa eccessiva da improntare. Ecco perché si tenta quasi sempre la strada della conciliazione, quando è possibile. Ma per qualcuno significa ingoiare un boccone amaro: “Io ho acquistato la mia casa con i risparmi di anni di lavoro – commenta sempre Maria – e non è che ne comprerò altre, né ho i soldi per un’eventuale causa. Non si può approfittare di situazioni del genere! Non è giusto che lo Stato non mi tuteli quando il mio problema è strutturale: nonostante abbia la casa verso sud, ovvero sempre al sole, la una colonna della mia casa è piena di muffa a causa di un ponte termico non corretto”.

COSA FARE IN CASO MUFFA – Certo è che con le finestre a doppi vetri, la mancanza di quei cassettoni per serrande da cui entravano spifferi a non finire, le abitazioni di oggi risultano davvero blindate e la muffa può essere una conseguenza della scarsa aerazione dei locali. Ma se non si riesce a conciliare e non si hanno i soldi per la causa? Gli inquilini allora si armano di pennello e varechina, o di aceto che pare che sia un ottimo trattamento bio (sul primo ci sentiamo di dire che è efficace, invece per il secondo, aspettiamo le vostre segnalazioni). Dopo il trattamento, in teoria, sarebbe bene passare anche una mano di vernice, magari di quelle protettive antimuffa. Ma a volte non basta. Sempre su una casa nuova, in affitto, in cui la muffa aveva addirittura intaccato armadi e conseguentemente l’abbigliamento e la biancheria, il proprietario è stato costretto, dopo vari trattamenti alle pareti, a creare dei fori nelle mura, che permettessero il ricambio dell’aria ma che d’inverno, viene da sé, raffreddano la casa. Gli esperti consigliano di arieggiare la casa spesso e ogni giorno, ma se non se ne ha il tempo o si vuole evitare ventate di aria fredda, oggi la tecnologia ci viene in aiuto con i dispositivi di “ventilazione meccanica controllata – VMC”: in pratica dei sistemi automatici che ricambiano l’aria della nostra abitazione in modo da garantire condizioni ottimali dell’aria interna. Un duplice vantaggio poiché, oltre ad evitare le muffe, respireremo aria migliore in casa.

COSA AVVIENE ALL’ESTERO – Non per per cadere nella troppo facile esterofilia, ma delle volte converrebbe mettere il naso oltre confine per capire come funzionano le cose (mai termine fu più azzeccato, ndr) in Svezia. A due anni dalla compravendita, di norma, si incontrano di nuovo l’acquirente e il venditore, con i rispettivi periti, si verifica lo stato della casa, e si risolvono gli eventuali problemi. Il settore immobiliare svedese risulta essere, anche per questo, altamente regolarizzato.

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