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MONTEMONACO – Alla fine se ne è dovuto andare. Massimiliano, l’ultimo residente della piccola frazione di Foce di Montemonaco, lascia la propria abitazione. Impossibile continuare a vivere lì con la strada bloccata che non consente l’arrivo di cibo né di combustibile per l’energia elettrica.

LA VALANGA DEL 5 MARZO – Il dramma è iniziato il 5 marzo scorso, quando una valanga era caduta a causa del maltempo a Foce di Montemonaco. Il giorno dopo i nove residenti della zona sono rimasti completamente isolati e al buio, senza energia elettrica e con un’autonomia di 24/48 ore. Poi – grazie all’aiuto della Forestale e della Protezione Civile, otto di loro sono stati evacuati. Tutti tranne Massimiliano, che ha deciso di non abbandonare la propria abitazione. Ora però anche lui si è dovuto arrendere.

IL DISPERATO APPELLO – La strada infatti non è ancora stata liberata dagli addetti ai lavori: l’uomo non ha rifornimenti di cibo ed è senza luce elettrica e riscaldamento dal 5 marzo scorso. E così è dovuto ricorrere all’appello scrivendo alla pagina Facebook del Corriere Adriatico: “Ho bisogno di aiuto”, si legge. “Sono il cittadino che è stato abbandonato a Foce di Montemonaco dieci giorni fa. Sono senza elettricità, telefono e riscaldamento dal 5 marzo scorso quando lungo la strada che porta al mio paese sono cadute due valanghe, posso comunicare grazie ad una connessione internet wireless che utilizzo nelle pochissime ore di elettricità che mi posso permettere grazie al mio generatore. Il paese è stato evacuato, ma io sono dovuto rimanere non per un capriccio ma per il senso di responsabilità che mi impedisce di abbandonare gli animali che ho il compito di accudire, tra i quali c’è una dolcissima cavalla gravida che si chiama Dolly. Mi era stato assicurato che avrebbero provveduto velocemente all’apertura della strada e che, nel mentre, avrei ricevuto il carburante necessario per il mio generatore di corrente, ma da quando è iniziata la crisi nessuno si è fatto sentire e addirittura hanno impedito il transito a piedi a me e a chi si era offerto di aiutarmi, tagliandomi di fatto i rifornimenti ed impedendomi di provvedere a me stesso”.

UNA TRISTE VICENDA – “Oggi – continua il disperato appello di Massimiliano- finirò il carburante ed il cibo è agli sgoccioli. Quello che chiedo non ė assistenza, quello che pretendo è che la strada venga riaperta per poter provvedere da solo alle mie esigenze vitali, nonché a quelle dei poveri animali che accudisco.”Di certo porteranno avanti la perpetua scusa che sussiste ancora il pericolo di ulteriori valanghe, ma la verità è che nessuno è in grado di assumersi le proprie responsabilità e quindi fanno il gioco dello scaricabarile, mentre la mia ottantenne e cardiopatica madre attende con estrema ansia di rivedermi sano e salvo”.

LA RISPOSTA DEL SINDACO – Tempestiva è arrivata la risposta del sindaco Ornato Corbelli: “Non è vero che Massimiliano è stato abbandonato, è lui che ha rifiutato di lasciare la frazione nonostante la mia ordinanza. Non ho alcuna intenzione di riaprire la strada finché la Protezione civile non mi darà l’autorizzazione a farlo. In quella zona sta piovendo molto e c’è il rischio di altre valanghe”. Una decisione che ha costretto l’ultimo residente di Foce di Montemonaco ad abbandonare la propria residenza. L’uomo però tornerà ogni giorno a casa per dare da mangiare agli animali che ha in custodia.

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