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Come ogni autunno, il Governo si prepara alla stesura della Legge di bilancio, in cui troveremo diverse novità importanti, come la Pace Fiscale 2019. Si tratta di un nuovo strumento di definizione delle pendenze fiscali. E secondo Matteo Salvini, la Pace Fiscale farà recuperare al governo ben  20 miliardi.

Il ministro dell’Interno ha aggiunto: “La pace fiscale è per quelli che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, per chi è in contenzioso con Equitalia”. E assicura che “non è un regalo, è gente che è disperata, che pagherebbe il 10% del dovuto, gente che per riavere un conto corrente, correrebbe a pagare. Si possono così incassare più di 20 miliardi di euro”.

Sostanzialmente, quindi, si tratta di un vero e proprio condono delle cartelle Equitalia a partire dal prossimo anno. Ma vediamo nel dettaglio che cos’è la pace fiscale, quando arriverà e come funziona.

Pace fiscale, che cos’è nel dettaglio

A oggi non sono stati definiti analiticamente requisiti di accesso, soggetti beneficiari ed entrata in vigore della norma. Quello che è certo a oggi, stando alle dichiarazioni di Matteo Salvini, è che si tratterà di una sorta di rottamazione-ter ancor più vantaggiosa per i contribuenti.

Se infatti le passate definizioni agevolate prevedevano l’azzeramento di sanzioni e interessi irrogati dall’Agente della riscossione, il primo abbozzo di pace fiscale, prevede la possibilità di sanare le proprie pendenze con il Fisco in base alla propria capacità contributiva.

La misura sarà rivolta ai c.d. piccoli contribuenti, ovvero imprese, famiglie, professionisti e società che presentano una posizione debitoria fino a 200.000 euro.

La misura risale direttamente al famoso contratto di governo M5s Lega. Dunque, chiunque si trovi in in una difficile situazione economica può sanare la propria situazione pendente con il fisco, risarcendo soltanto una minima percentuale del proprio debito. La vera novità, poi, è che si pagherà in percentuale al reddito.

La misura fiscale farà parte del decreto fiscale all’interno della Legge di Bilancio 2019 ed è già stata ribattezzata come il “nuovo condono cartelle Equitalia”. Da qui il governo dovrebbe prendere le risorse necessarie al finanziamento della flat tax e del reddito di cittadinanza.

Come funziona la pace fiscale

In merito alle modalità, sono al vaglio alcune ipotesi:

  • integrare le dichiarazioni fiscali con il pagamento di un’imposta compresa tra il 15 ed il 20 per cento, riducendo le sanzioni ancor più di quanto non lo si faccia con l’istituto del ravvedimento operoso, in pratica pagando una “sovrattassa” del 15 20 per cento sul proprio reddito dichiarato per chiudere le proprie posizioni con il Fisco;
  • sanare la propria posizione pagando il 6, 10 oppure il 25 percento del debito a saldo e stralcio, in proporzione alla propria capacità contributiva.

Non è comunque detto che la pace fiscale si fermi alle sole cartelle di pagamento emesse fino al 2014.

A chi spetta il nuovo condono Equitalia

Il provvedimento potrebbe interessare anche quei contribuenti che hanno subito un accertamento e relativa notifica dell’atto, nonché la definizione delle liti pendenti davanti alle Commissioni tributarie provinciali, regionali ed in Cassazione.

Le risorse recuperate da questa riappacificazione fisco-cittadino sono stimate tra i 35 e i 60 miliardi in due anni.

La misura, tuttavia, non è rivolta a tutti, ma è pensata in favore dei contribuenti più piccoli per una pendenza con il fisco italiano fino a 200.000 euro e relativa a cartelle Equitalia emesse entro il 2014. Dunque i grandi contribuenti sembrano, al momento, lasciati fuori dalla misura fiscale.

Così come stabilito al momento, spetta ai piccoli contribuenti, ovvero:

  • alle famiglie, 
  • alle piccole imprese;
  • ai liberi professionisti;
  • alle piccole società.

Pace fiscale da quando comincia? A oggi non ci sono notizie certe sulla data di entrata in vigore effettiva della pace fiscale, in ogni caso il decreto pace fiscale arriverà nel 2019.

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