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Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono purtroppo all’ordine del giorno in Italia e nelle Marche: secondo i dati della Cgil regionale, infatti, aumentano le denunce per infortunio e a essere colpiti sono soprattutto giovani e immigrati.

 

La Cgil Marche ha rielaborato i dati Inail da gennaio a giugno 2018 sugli infortuni Marche e il quadro che ne emerge è tutto tranne che roseo.

Pare infatti che nei primi sei mesi del 2018 le Marche abbiano registrato un aumento esponenziale del numero di denunce di infortunio. Un netto +0,6% dello stesso periodo nel 2017. Un aumento inaspettato che il segretario regionale Cgil Marche, Giuseppe Santarelli, ha definito “mai accettabile per un Paese civile”.

Incidenti sul lavoro statistiche: giovani, immigrati e incidenti sul lavoro ascolani

Il dato più allarmante è che a pagare le conseguenze più alte di questa disattenzione alla sicurezza sono i lavoratori stranieri extracomunitari. Coloro che vivono di lavori meno garantiti, discontinui e precari sono meno istruiti sulle norme lavorative dalle aziende e le denunce di incidenti aumentano dello 9,8%.

Per i comunitari invece salgono dello 0,9% e per gli italiani scendono dello 0,7%.

Sempre con la costante del lavoro precario, non vengono salvati dalla rielaborazione i giovani. Con un range d’età che va di 20 ai 24 anni si registra una crescita di incidenti del 10%. Preoccupante e scoraggiante in termini di crescita professionale e buone norme lavorative.

Infine la provincia marchigiana più colpita da questa piaga pare essere Macerata. Con il suo alto tasso di infortuni mortali, 4 decessi in 6 mesi, che arrivano quasi alla metà del totale di tutta la regione Marche.

Infortuni sul lavoro cosa fare?

Il segretario regionale Cgil Marche, Giuseppe Santarelli “nelle Marche bisogna aumentare la spesa pubblica per la prevenzione sulla sicurezza sul lavoro che rappresenta il 3,5% del bilancio della sanità. Anche le imprese, però, devono investire risorse per migliorare le condizioni lavorative.

Risulta fondamentale aumentare i controlli che oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese e per questo serve un impegno straordinario del Governo e della Regione”.

Il lavoratore dovrebbe inoltre in prima persona richiedere e assicurarsi che le misure di sicurezza siano rispettate e che l’ambiente di lavoro sia sicuro e protetto da possibili disgrazie.

Vedi anche Area di crisi, proroga mobilità in deroga, Cgil avvisa i lavoratori

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