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ASCOLI PICENO – Incontro a tutto campo, dall’Imu alla sburocratizzazione, a Palazzo Arengo, tra il sindaco Castelli e la Confartigianato Imprese di Ascoli. Un utile confronto tra il primo cittadino e l’associazione di categoria (rappresentata dal presidente interprovinciale della sezioni Edili Francesco Silvi, dal segretario interprovinciale Guido Tarli e dal responsabile sindacale Giorgio Rocchi) che si è incentrato sui principali temi inerenti la situazione del settore artigiano ed il rapporto con le istituzioni.

LE RAGIONI DELLA CONFARTIGIANATO – La Confartigianato ha evidenziato come i ritardi ed i rinvii procurino danni irreparabili alle imprese anche a causa della stretta sul credito che le banche sanno attuando. “Lavorare per la Pubblica Amministrazione con gara al massimo ribasso – hanno ribadito i rappresentanti dell’associazione – e sostenere ulteriori costi per disporre del proprio denaro, è insostenibile per le imprese specie se si considera che nel Comune di Ascoli sono stati sospesi i pagamenti alle imprese del settore edile dal 30 giugno per procedere nelle liquidazioni solo poco tempo fa, alla riapertura dell’esercizio 2012. L’impegno degli amministratori locali si scontra con le disposizioni”. L’incontro è stata anche l’occasione per rappresentare anche altre problematiche correnti quale quelle del rilascio del bollino verde per le caldaie ed anche per offrire alcune proposte per snellire adempimenti burocratici. Più ampio e con l’impegno di tornare ad affrontare l’argomento con tavoli più allargati, è stato il confronto sull’applicazione dell’Imu, la nuova imposta municipale sugli immobili. “Le proiezioni finanziarie del fabbisogno comunale – hanno chiesto gli esponenti della Confartigianato al sindaco – non devono gravare sulle imprese: è questa la richiesta che è stata fatta al sindaco, per dare un segnale di aiuto alle realtà economiche in questa lunga e dura fase di crisi. In subordine, occorre introdurre la possibilità di scaglionare le aliquote di applicazione dell’Imu che, se non venisse modificata la legge, sarebbero della stessa entità per tutte le aziende, senza alcun fattore di mitigazione per tipologia economica, fascia di reddito di impresa, localizzazione”.