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“L’attuale momento può essere definito come uno dei più bui dal dopoguerra a oggi, sussistono situazioni al limite delle decenza e offensive per i lavoratori e per chi, come i vigili del fuoco, rischiano la vita per 1.300 euro”. E’ la lettera aperta inviata al ministro Cancellieri, al capo del Corpo nazionale, ai comandanti provinciali e ai sindacati nazionali dai rappresentanti locali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (Renato Ripanti, Cinzio Scatassa, Tito Cerri) per denunciare la situazione di “allarme” in cui si trovano i vigili del fuoco delle Marche.

LA LETTERA – Criticando le scelte fatte per il settore, i tre sindacalisti osservano che “i vigili del fuoco delle Marche non fanno differenza, e, al pari dei colleghi di tutt’Italia, soffrono di tali scelte, che riteniamo assolutamente illogiche, e che stanno portando i Comandi della regione al totale collasso, con pochi uomini, scarse attrezzature, sedi di servizio fatiscenti”. Quindi sollecitano “risposte concrete che vadano al di là delle solite affermazioni di circostanza sulla crisi economica e sul particolare momento; diversamente – aggiungono – i vigili del fuoco delle Marche non potranno cambiare il proprio sentimento, misto di rabbia e scoramento. Il tempo delle promesse, delle pacche sulle spalle e degli elogi strumentali è finito – concludono – e i vigili del fuoco marchigiani chiedono uno specifico impegno per ridare al Corpo il lustro che merita”.