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LE MARCHE – “Non resta che prendere atto del risultato delle urne. Il dato elettorale indica che il nostro progetto per le Marche non è entrato nel cuore dei marchigiani, come avremmo sperato. I cittadini sono sovrani e hanno compiuto la loro scelta, che merita rispetto. A Luca Ceriscioli rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, nella consapevolezza che il momento che stiamo vivendo è particolarmente complesso e gli richiederà il massimo impegno”. Questo il commento di Gian Mario Spacca, arrivato nel cuore della notte. L’ex presidente della Regione si ferma a un tiepido – o scottante, a seconda dei punti di vista – 14,21% con un totale di 86.848 voti. I marchigiani non hanno apprezzato il suo “esperimento” politico, forse ha pesato l’alleanza Centristi-Forza Italia o, più semplicemente, i cittadini hanno voluto comunicare che dopo dieci anni è lecito aspettarsi una sostituzione al vertice.

Luca Ceriscioli, il nuovo presidente della Regione Marche, vince in tutte le Province, con oltre 250mila voti ottiene il 41,07% dei consensi. Ottimo risultato per Gianni Maggi del Movimento 5 stelle che va oltre il 21% delle preferenze, seguito dal rappresentante di Lega e Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, grande sorpresa di queste lezioni. Il partito di Salvini, infatti, ottiene poco più del 13% delle preferenze, terzo a livello regionale. Regge Forza Italia che nelle Marche dimostra di essere un partito ancora in piedi, quarto posto con oltre il 9% dei consensi. A sinistra del PD ci si ferma al 3,82% di Altre Marche. Fratelli d’Italia raggiunge il 6,51%, segno che i marchigiani hanno apprezzato l’asse Salvini-Meloni, mentre il gruppo a sostegno di Spacca, Marche 2020 – Area Popolare, non convince e si arresta sul 3,97%. Nelle Marche si è imposto, prima ancora del risultato elettorale, il largo astensionismo registrato in tutte le Province.

L’OMBRA DELL’ASTENSIONISMO – Un’affluenza del 49,78% dimostra che nella nostra Regione, storicamente vitale dal punto di vista della partecipazione, sta allargandosi il fronte dei delusi e di coloro che non hanno interesse a designare i propri rappresentanti. Una disaffezione che preoccupa, anche alla luce dell’abolizione delle Province, e che dà l’idea di chiusura progressiva nei recinti dei propri territori, di mancanza di dialogo e confronto con l’istituzione che ci lega direttamente all’Europa.

I SEGGI PER LISTA – L’assegnazione provvisoria prevede 15 seggi al PD, 5 al Movimento 5 Stelle, 3 alla Lega Nord, 2 a Forza Italia, uno a Fratelli d’Italia, uno a Marche 2020 e uno ai Popolari Marche UDC.

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