Articolo
Testo articolo principale

ASCOLI PICENO – Dopo alcuni mesi di silenzio, la vicenda della bonifica dell’amianto nell’area ex Carbon di Ascoli torna nuovamente sotto i riflettori. Franco Gaspari, presidente della Restart, con tutto il consiglio di amministrazione ha voluto precisare alcune questioni importanti relative all’annosa questione della bonifica. Proprio oggi, infatti, il Tribunale di Ascoli Piceno ha accolto integralmente le richieste della Restart e ha disposto, in via d’urgenza, che la Sgl Carbon spa, società in liquidazione, e la Sgl Carbon Holdin SL, capogruppo spagnola, provvedano all’integrale bonifica dell’amianto presente nel sito.

GASPARI SULLA BONIFICA – “Per specificare meglio come si è giunti a questa sentenza – dichiara Franco Gaspari – bisogna fare un salto in dietro. Ci piace innanzitutto rimarcare ancora una volta la volontà della Restart di portare avanti il progetto di sviluppo, sempre più importante per tutto il territorio. Quando nel 2010 abbiamo acquistato il sito “ex Sgl Carbon” – continua Gaspari – ci siamo subito impegnati a portare avanti progetti di bonifica ambientale e di riqualificazione del sito. Sono state individuate, infatti, tutte le migliori soluzioni per eliminare le criticità ambientali causate dalla precedente attività produttiva. Nel 2011 quando abbiamo provveduto a redigere il progetto di bonifica – attacca ancora il presidente di Restart – ci siamo resi conto della grande quantità di amianto presente, soprattutto sui tetti dei capannoni. Una presenza che era stata totalmente sottaciuta dalla Sgl Carbon durante il perfezionamento della compravendita del sito. Appena avuto conoscenza della presenza di amianto la Restart ha messo in atto tutte le attività necessarie a proteggere la salute dei cittadini ascolani. Nel frattempo, senza alzare la voce e lavorando come sempre in silenzio, ci siamo rivolti all’autorità giudiziaria – conclude Franco Gaspari – in particolare per lamentarci per il comportamento non leale e poco trasparente adottato dalla Sgl Carbon Spa nei confronti della nostra società. A febbraio infatti ci siamo resi conto della messa in liquidazione della società italiana della multinazionale spagnola, e del conseguente abbattimento del capitale sociale. Ci siamo mossi, quindi,  immediatamente richiedendo un intervento d’urgenza al Tribunale di Ascoli Piceno”.

IL PROCESSO DI BONIFICA – Il pronunciamento appare importante anche dal punto di vista giuridico perché riconosce specifiche responsabilità anche da parte della multinazionale Sgl Carbon Holding SL, detentrice del 99,89% del pacchetto azionario della Sgl Carbon Italiana. Il percorso di bonifica va comunque avanti e, entro i primi di luglio, verrà presentato il Progetto Operativo di Bonifica, adeguato a tutte le prescrizioni dettate dai diversi Enti. Appena ricevute tutte le autorizzazioni di legge, e sottoscritto l’Accordo di programma, verranno finalmente avviato il processo di bonifica del sito che inizierà con la rimozione dell’amianto per poi continuare con la demolizione dei capannoni, la messa in sicurezza permanente della discarica e la bonifica del sottosuolo. La società ha anche annunciato di aver avviato una procedura di aumento di capitale sociale per il sostentamento delle prossime attività. Un aumento di tre milioni di euro che, per la prima volta, sarà aperto anche ai non soci, a tutti coloro, quindi, che vorranno partecipare a questo importante progetto per tutta la comunità.

LA MULTA DELL’UE – “Per quanto riguarda la salatissima multa della Comunità Europea riguardo alla mancata bonifica di alcune aree – interviene Alfredo Sperandio del consiglio di amministrazione – è una sanzione che colpisce lo Stato italiano e ricade sui comuni. Noi in questo non c’entriamo niente e qualsiasi tipo di azione di rivalsa può essere fatta solo dal Comune. La multa è di 400 mila euro ogni sei mesi, fino a quando non verrà realizzato l’intervento di bonifica”.

TAG: , , ,