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Cari risparmiatori creativi, durante questa settimana ho riflettuto a lungo su una frase scritta dal sacerdote, teologo e filosofo italiano Luigi Giussani: “La pace è una guerra, ma con se stessi”. Chi mi conosce sa che abbraccio il laicismo, il concetto per cui la sfera pubblica della politica e quella privata della fede religiosa devono essere separate. A mio avviso, difatti, questa è l’unica condizione in cui l’essere umano può sviluppare un globale stato di benessere civile, costituito da un comune senso di giustizia, tolleranza e armonia. In una tale condizione, tuttavia, non possono essere ignorate quelle direttive che, seppur espresse da figure intrinsecamente legate a una particolare fede, racchiudono un messaggio valido per l’intera collettività. Proprio per questo motivo mi capita spesso di ragionare su esortazioni espresse da uomini come don Giussani. Nella vita privata così come in quella pubblica ci sono stati dei momenti in cui nutrivo quotidianamente un sentimento di rancore verso l’altro, come se i sentimenti di frustrazione o malcontento fossero disgiunti da me e dal mio potere decisionale. Ero perennemente in lotta con il sistema, la società. Non capivo che la prima guerra da combattere fosse con me stessa. Soltanto dopo mesi di sofferenza ho compreso che l’unica via per ritrovare la quiete era mettersi in discussione, accettare i limiti e smussare quelli che ostacolavano la crescita emotiva, essere grati per il più nobile patrimonio volatile che è l’amore, riscoprire e poi prestare fede alle proprie capacità. Solo una volta rappacificati con l’Io è possibile rintracciare la serenità. Questa sorta di equilibrio per di più ci porta ad essere meno ciechi verso i bisogni e le sofferenze di coloro che ci circondano perché in fondo noi siamo gli altri.

IL MOTTO DELLA SETTIMANA – Questa settimana desidero proporvi una parte del grande monologo finale de Il grande dittatore di Charlie Chaplin in quanto attinente alla mia idea di pace: “Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenta e tutto è perduto”.

LE PILLOLE D’ERCOLE – Sabato 5 marzo a partire dalle ore 21 presso il teatro PalaFolli, sito in via della Cardatura di Ascoli Piceno (AP), si terrà un nuovo spettacolo della 9^ rassegna teatrale di commedie Ascoli in scena. La protagonista della serata sarà la Compagnia Teatrale Arca di Trevi (PG), nata nel 1980 e così chiamata dai fondatori affinché la brigata sia considerata “un’enorme nave nella quale chi ne fa richiesta può salpare diretto alla scoperta dell’affascinante mondo del teatro”. La commedia che porteranno al PalaFolli s’intitola Le pillole d’Ercole, scritta da Charles Maurice Hennequin con la collaborazione di Paul Bilhaud nel 1904. Racconta di un medico, marito fedelissimo e di un collega, burlone e di alcune pillole afrodisiache. Questi sono gli ingredienti di uno scherzo irresistibile che tra equivoci e malintesi continua a ingigantirsi a dismisura in un’apparente spirale senza fine. Le pillole d’Ercole è una serie di irresistibili gags, qui pro quo, colpi di scena, un grande meccanismo comico che offre al contempo un’acuta osservazione critica dell’animo umano. La commedia funziona come un perfetto meccanismo a orologeria, dove in ogni istante la vicenda si complica arrivando a ingenerare situazioni così paradossali e complicate che sembra impossibile allo spettatore, tra una risata e l’altra, che tutto ritorni alla normalità, arrivando al lieto fine. Lo spettacolo sarà seguito dalla consueta degustazione di vino offerta dalla Cantina di Offida che è sponsor cultura dell’edizione 2015-2016 di Ascolinscena, sostenuta anche dalla UILT – Unione Italiana Libero Teatro, dalla Fainplast Compounds, dalla Banca Marche e dal Comune di Ascoli Piceno. Costo del biglietto: 10 €. Per info, biglietti e/o prenotazioni: www.palafolli.it – info@palafolli.it – Tel. 0736 352211.

FRAMMENTI DI FESTIVAL – Al Cinema Margherita di Cupra Marittima riprendono gli appuntamenti con Frammenti di Festival, un appuntamento speciale dedicato al Cinema Ritrovato. Sabato 5 marzo alle 17.30 sarà mostrata l’edizione restaurata e digitalizzata de Il grande dittatore di Charles S. Chaplin. La proiezione sarà accompagnata da un intervento del saggista e giornalista Filippo La Porta dal titolo LA GINESTRA DI CHAPLIN. Ne “IL GRANDE DITTATORE” lo stesso messaggio di solidarietà che troviamo in Giacomo Leopardi. Il film è uno dei più celebri della storia del cinema. Concentrato su Adolf Hitler e il movimento nazista tedesco, rappresenta una delle parodie più notevoli di quest’ideologia diffusasi nella prima metà del XX secolo, tantoché nel 1941 la pellicola fu candidata a ben sei premi Oscar. Indimenticabili sono frasi come: “Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità e alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!”. Cos’è il Cinema Ritrovato? Gli organizzatori fanno sapere che i classici del cinema grazie a quest’iniziativa ritrovano il grande schermo, l’incontro vivo con il pubblico. Capolavori di ogni tempo tornano a essere prime visioni: perché è solo la visione condivisa davanti a un grande schermo che può recuperare, di questi film, l’autentica bellezza visiva, l’emozione dirompente, e tutto il divertimento, il piacere, il brivido. A partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la distribuzione di una serie di grandi film del passato nelle sale dell’intero territorio nazionale. Si tratta di “una scommessa in nome del cinema che amiamo, che restauriamo, che ci impegniamo a proporre al pubblico nelle condizioni migliori; è un gesto attivo di tutela nei confronti della sala cinematografica, in anni nei quali la vita delle sale italiane, quelle che resistono, sta diventando una problematica sopravvivenza. Partiamo dalla considerazione semplice che questi film sono stati concepiti e realizzati per la visione in una sala: è questa la loro sede naturale, ed è inevitabile che il loro passaggio attraverso altri formati e canali rappresenti un’esperienza impoverita”. Il costo del biglietto d’ingresso unico è di 5 €.

SENZATOMICA – Sabato 5 marzo presso la Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, si terrà l’inaugurazione della mostra Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari. L’esposizione è organizzata e promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30, mentre sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. L’ingresso è gratuito. Gli organizzatori fanno sapere che la mostra fino ad ora è stata vista da 275.000 visitatori totali di cui oltre 100.000 studenti delle scuole elementari, medie e superiori di tutta Italia. Ascoli Piceno Sarà la 59ª tappa. Senzatomica è stata insignita di una medaglia dal Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano nel febbraio 2011. Lo scopo dell’esposizione che prosegue nel cammino di sensibilizzazione al disarmo nucleare intrapreso dal presidente della Soka Gakkai Internazionale – Daisaku Ikeda – è diffondere una concreta cultura di pace attraverso un percorso di immagini, documenti e testimonianze di uomini e donne che vissero il dramma di Hiroshima e Nagasaki. “La mostra è pensata in particolare per le giovani generazioni, destinate a raccogliere il testimone del futuro del nostro pianeta e renderlo un luogo in cui alle armi e ai conflitti si sostituiscano il dialogo e la pace. Così i curatori hanno pensato a un vero percorso lungo il quale, il visitatore viene messo in grado di comprendere quale rischio rappresentino per l’intera comunità umana gli armamenti nucleari e come sia possibile, partendo dalle azioni di un singolo individuo attuare delle politiche attive di pace e rispetto verso il pianeta e ogni essere vivente”. Per info: www.senzatomica.it. – ascolipiceno@senzatomica.it.

PRIVATA – E’ formato perlopiù da marchigiani il gruppo di artisti che ha smosso le coscienze di giovani e adulti grazie a un lavoro di mirabile potenza comunicativa su un tema attuale e delicato come la violenza di genere e il femminicidio. Verrà inaugurata il 5 marzo al Museo Civico di Sansepolcro (Arezzo) l’ultima tappa di PRIVATA, un lodevole progetto espositivo e didattico che merita una gita fuori porta. Nato da un’idea dell’artista recanatese Federica Amichetti, affronta il tema attraverso l’arte contemporanea, sottolineando il ruolo sociale dell’arte e della cultura quale veicolo di comunicazione, sollecitazione e riflessione su tematiche erroneamente considerate e definite “private”. PRIVATA è progetto culturale, sociale, artistico e didattico, perché affronta un tema sociale che attraversa la storia della civiltà, perché partendo dal linguaggio dell’arte contemporanea coinvolge artisti, cittadini, studenti, genitori e insegnanti offrendo spunti di riflessione e dibattito, perché negli incontri pubblici e con il libro-catalogo varca il confine disciplinare grazie all’intervento di professionalità varie. Parte fondamentale del progetto è proprio un programma didattico, in quanto si propone l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una cultura della non violenza, nel rispetto della parità dei sessi, a partire dalla scuola. Oltre agli incontri con gli studenti, guidati da psicologi e criminologi, il progetto è segnato da convegni aperti al pubblico. PRIVATA – proposta per la prima volta al pubblico l’8 marzo del 2014 ad Ancona – arriva a Sansepolcro dopo le tappe a Sorrento e Penne (2014) e a Cosenza e Milano (2015). Molti artisti nel corso del tempo hanno partecipato a PRIVATA che nel Museo civico di Sansepolcro a cura di Antonio Zimarino presenta opere di Federica Amichetti, Attinia, Alessandra Baldoni, Mandra Cerrone, Angelo Colangelo, Annaclara Di Biase, Ilaria Margutti, Giancarlo Marcali e Rita Soccio con il contributo di Nikla Cingolani e della giornalista Tamara Ferrari. La mostra presenta il tema del femminicidio e della violenza di genere prendendo come punto di partenza e riferimento la sfera intima, proprio per rifiutare la relegazione della questione alla sfera del privato. Procedendo per negazione l’esposizione evidenzia la diffusione del dramma utilizzando il termine “privata” nella sulla sua duplice accezione e dunque anche guardando alla violenza come privazione (di dignità, rispetto, diritto, libertà, nonché della vita stessa). Sono presentate opere che vanno dalla istallazione al video, dalla fotografia alla documentazione da azione performativa, tutte volte a denunciare e al tempo stesso ad aprire una riflessione sulla natura, le dinamiche e le implicazioni personali e sociali della violenza. Il progetto è accompagnato da un omonimo libro con contributi di giornalisti, critici, criminologi, teorici e politici ed edito da Comunication Project, Recanati (MC).

SPELONGA E LA MADONNA DEI SANTI – Domenica 6 marzo alle ore 9.30 dal caratteristico abitato di Spelonga in località Trisungo di Arquata del Tronto (AP) si partirà per una ciaspolata tra i boschi di castagno innevati dei Monti della Laga. L’obbiettivo della camminata, organizzata dalla cooperativa Risorse Active Tourisme, consisterà nel raggiungere la sperduta chiesetta della Madonna dei Santi, edificata dai boscaioli in mezzo al bosco tra esemplari secolari. La durata del tragitto è di circa 5 ore, la difficoltà è turistica e il dislivello di 350 metri. Si consiglia di indossare o portare con sé: completo da trekking invernale o tuta da sci e scarpe da trekking (no doposci), pile, k-way, giacca impermeabile, cuffia, guanti, occhiali da sole, un cambio da tenere in auto. Mentre nello zaino: acqua, snack, thermos con bevanda calda e macchina fotografica. Il numero massimo di escursionisti consentito varia in base alle peculiarità di ogni escursione ed è stato valutato per garantire la massima sicurezza e godibilità dell’evento. Risorse Cooperativa si riserva la possibilità di annullare l’evento qualora le condizioni atmosferiche non ne consentano un regolare svolgimento in sicurezza. Si ricorda che l’attività può essere annullata o il percorso modificato su decisione della guida escursionistica anche il giorno stesso dell’evento.  La quota d’iscrizione è di 15 € e comprende organizzazione, guida, assicurazione RCT. Per il noleggio ciaspole e bastoncini saranno necessari altri 5 €.  La registrazione è obbligatoria e per effettuarla basta telefonare al numero 0733 280035 o al 339 5761441, in alternativa mandare una e-mail all’indirizzo activetourism@risorsecoop.it. In fase di iscrizione indicare: altezza, peso, numero di scarpe.

Buon divertimento! Per comunicarmi i vostri eventi Cheap and Creative scrivete a vfalcioni@yahoo.it

 

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