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Il rapporto Smart City Index 2018 designa Milano come la città più smart d’Italia, seguita da Torino al secondo posto, e da Bologna al terzo posto. E le Marche come si piazzano? Nella nostra regione si migliora rispetto al 2016, con buoni risultati con ottime performance nella sanità. Ascoli Piceno, in particolare, si piazza nella top 10 italiana in digital work e acceleratori tecnologici. 

Smart City Index 2018, le Marche 

Le Marche registrano un miglioramento rispetto alla situazione precedente, datata 2016. I punteggi migliori, nella media, sono per servizi, vision e strategia, ottima la performance in sanità, ma tutti e cinque i capoluoghi sono molto indietro nella sensoristica. Nessuna delle città marchigiane risulta nella Top 40 nazionale purtroppo. 

Nel dettaglio provinciale, Pesaro mette a segno buoni punteggi in servizi e vision strategica, piazzandosi al secondo posto in Italia per “iniziative e norme per l’edilizia”.

Ancona è al quinto posto in Italia per digital work e settima in “Crm e partecipazione, molto indietro nella sensoristica e nella qualità dell’aria.

Arrivando ai capoluoghi di provincia più piccoli, Macerata è al primo posto in Italia per qualità dell’aria e Ascoli mette a segno ottimi risultati nella smart economy, piazzandosi nella Top 10 nazionale in digital work e acceleratori tecnologici. Fermo è invece nella Top 20 in consumi energetici, ma finisce al 115° posto per infrastrutture.

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Il rapporto Smart City Index 

Il rapporto di EY analizza le 117 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture intelligenti e misurando la loro capacità di innovare e offrire
servizi di qualità ai propri cittadini.

Nel rapporto 2018, che si avvale di oltre 480 diversi indicatori, l’analisi è stata effettuata in base a quattro livelli:

  • infrastrutture di rete,
  • sensoristica, 
  • piattaforme dati,
  • applicazioni mobili e web.

Le Smart City sono più attrattive e più competitive della media delle città italiane e rappresentano un volano significativo dell’economia del Paese. Già oggi lo sviluppo delle tecnologie IoT (Internet of Things) ha generato un mercato pari a 3,7 miliardi di euro, mentre circa il 40% dei 2,5 milioni di posti di lavoro previsti nei prossimi cinque anni saranno creati proprio nelle città.

Di questi oltre 350.000 saranno ad elevata specializzazione, legati ai diversi comparti della Smart City. Anche la nascita di nuove imprese trova nelle principali città l’ambiente più fertile per il loro sviluppo: circa 6.000 start up e 400 tra incubatori e co-working sono collocati in ambienti urbani di medie e grandi dimensioni.

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La classifica nazionale delle smart city

Anche quest’anno il podio resta saldamente nelle mani delle grandi città del Nord Italia. Milano ringrazia le sue infrastrutture di trasporto pubblico e le piattaforme digitali e balza al primo posto in Italia, soppiantando Bologna, in testa alla classifica 2016, quale città leader, posizionandosi come città più smart e innovativa, in grado di confrontarsi alla pari con le città metropolitane delle altre regioni industriali europee.

Torino spicca per la diffusione della banda larga fissa e mobile e per il trasporto pubblico e va al secondo posto della classifica, anche grazie alle ottime performance
nei servizi e-government al cittadino e nella “nuova economia”.

Bologna perde quindi il primato e scende in terza posizione, rimanendo comunque la città che meglio ha saputo definire una strategia e una vision strutturate. Roma e Firenze sono al settimo e
all’ottavo posto.

Le città di media dimensione continuano il loro percorso di crescita: ben cinque di loro si trovano nelle prime dieci posizioni. In particolare, Modena, attraverso un percorso di ammodernamento delle infrastrutture e di sviluppo di piattaforme per l’erogazione dei servizi, guadagna la quarta posizione assoluta. Anche Trento, Bergamo, Parma e Brescia sono tra le prime dieci città più smart nella classifica generale.

Alcune città del Sud, come Bari e Lecce, fanno enormi passi avanti rispetto al 2018, balzando dal 40° al 18° posto la prima e dal 52° al 26° posto la seconda nella classifica generale.

Ancora in ritardo le città di piccole dimensioni, che continuano a perdere terreno rispetto alle grandi città, soprattutto del Nord. Mantova si conferma la città piccola più smart, ma passa dalla quarta alla ventiduesima posizione della classifica generale. 

La classifica 2018 conferma l’esistenza di una correlazione tra “smartness” e qualità della vita, evidente soprattutto in città come Milano, Bologna, Trento e Firenze. Vi sono, però, anche città che mostrano alta vivibilità pur in presenza di una diffusione delle innovazioni ancora limitata: sono soprattutto le città alpine come Belluno, Aosta e Sondrio.

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