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Nel corso del 2018 sono nate 275 nuove imprese agricole dirette da giovani agricoltori under 35. Una media che supera le 5 alla settimana e che porta la quota di aziende attive del settore a 1562 unità nella nostra regione.

A dirlo è Coldiretti Marche commentando i dati della Camera di Commercio delle Marche: oltre il 6% in più rispetto all’anno precedente, il 5,83% del totale delle realtà che operano nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e dell’acquacoltura.

Attenzione però, le Marche sono la regione italiana con la più bassa percentuale fondi europei erogati nell’ambito del Prs: appena il 17,57% allo scorso 31 dicembre.

Giovani agricoltori, lo stato di salute nelle province marchigiane

La notizia migliore è che i giovani under 35 hanno spirito di impresa soprattutto nelle zone terremotate: sono nate, infatti, 79 nuove imprese agricole in provincia di Macerata, 56 in provincia di Ascoli e 38 in provincia di Fermo.

Positivo, in tutte le province, anche il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni.

Un vero e proprio ritorno alla campagna per i giovani che vedono nel lavoro agricolo una possibile traiettoria del proprio futuro ma anche un modo essere protagonisti di un risorgimento dell’entroterra a rischio spopolazione e ancora, purtroppo, ancora lontano dal ritorno alla normalità dopo i danni del terremoto.

I numeri del Bando Giovani 2018

Il numero di domande presentate all’interno del Bando Giovani 2018 è stato davvero cospicuo: ben 191 (su un totale di 735 negli ultimi 3 anni), che raccontano un grande entusiasmo.

La buona volontà, tuttavia, deve fare i conti con la burocrazia: per il Bando Giovani si sono registrate richieste per oltre 146 milioni (per primo insediamento, investimenti, agriturismo o longevità attiva).

“Ma non si tratta di un problema solo di risorse – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – I giovani devono avere priorità nel disbrigo delle pratiche. Occorre velocizzare le istruttorie per i piani di insediamento e agire sull’erogazione degli anticipi, oggi vincolati alla presentazione di fideiussioni troppo onerose e prolungate nel tempo”.

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