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In arrivo un decreto sisma shock, almeno a detta del sottosegretario con la delega sul terremoto, Vito Crimi. “Servono misure shock per far partire la ricostruzione nel centro Italia e ridare speranza ai cittadini e voglia di rinascita economica e sociale” a quei territori secondo Crimi.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha fatto il punto sulla ricostruzione post sisma, annunciando senza mezzi termini che il decreto in arrivo la prossima settimana o al massimo entro fine marzo, avrà “misure immediate”.

Crimi ha anche sottolineato le motivazioni del ritardo accumulato fino a oggi, vale a dire la scelta degli strumenti normativi. “Si è scelto di utilizzare il modello Emilia Romagna che però ha dimostrato tutta la sua inefficacia in un territorio completamente diverso. E si è messa in piedi una struttura multilivello per gestire la ricostruzione poco efficace, con un percorso ad ostacoli che ha rallentato di fatto i processi decisionali”.

“Auspico che ci sia da parte del Parlamento – ha aggiunto Crimi – la massima collaborazione, perché tutti vogliamo una ricostruzione in tempi rapidi e ben fatta”.

Sul testo si sta ancora lavorando ma metterà assieme misure per favorire e accelerare la ricostruzione, inserendo anche norme per il sisma di Catania e per l’Abruzzo. Quali saranno le novità? Vediamole assieme.

Decreto sisma, le principali novità annunciate da Crimi

Lo stesso sottosegretario Crimi ha indicato alcune novità presenti nel decreto, a cominciare dal potenziamento del personale per la ricostruzione. Oggi gli addetti sono 700 e l’obiettivo del governo di aggiungerne altri 350.

Altra novità fondamentale sarà l’affidamento ai Comuni delle pratiche per i danni lievi (ovvero la lettera B).

Aspettiamoci anche col il decreto una scadenza definitiva per presentare le domande di contributo per danni lievi, così come l’adeguamento del tariffario dei professionisti.

E ancora, addio all’obbligo di non vendere l’immobile nei 24 mesi successivi alla ricostruzione.

In merito alla ricostruzione pubblica, “oggi ferma”, Crimi ha annunciato “un alleggerimento delle procedure”.

Cosa contiene il decreto Sisma punto per punto

Ma cosa conterrà il decreto Sisma? Ecco i punti:

  • Affidamento dei danni lievi su base volontaria ai Comuni,
  • 350 nuove assunzioni per ufficio ricostruzione,
  • adeguamento del tariffario dei professionisti,
  • attuazione, anche con specifici decreti ministeriali, della Zona Franca,
  • affidamento al prezzo più basso delle gare fino alla soglia comunitaria,
  • innalzamento della soglia per il ricorso alla procedura negoziata,
  • alleggerimento delle procedure burocratiche.

Gli obiettivi della ricostruzione 

La ricostruzione, ha detto Crimi, non “può prescindere da uno sviluppo economico e sociale del territorio: l’obiettivo è scongiurare di ricostruire paesi bellissimi ma disabitati. E per farlo dobbiamo attirare le persone in quei territori e riportarci chi c’era. Questa è la scommessa più importante su cui dobbiamo essere tutti d’accordo”.

“Potenziare e semplificare: queste le parole d’ordine del Governo per la ricostruzione. L’audizione di ieri del sottosegretario Crimi in Parlamento ha chiarito quali saranno le prossime mosse dell’esecutivo e della maggioranza per favorire gli interventi nelle aree colpite dal sisma. Il nuovo decreto arriverà entro il prossimo mese”, ha aggiunto Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera in relazione all’intervento in commissione dell’esponente del Governo chiamato a relazionare sulle strategie da mettere in campo per le aree colpite dal sisma.

“Vogliamo puntare sul protagonismo dei comuni, le realtà più vicine ai cittadini che in questi anni hanno toccato con mano i problemi dell’eccessiva complessità delle norme sulla ricostruzione, che stanno ritardando la rinascita delle aree colpite dal sisma. Ora che finalmente stanno arrivando i progetti dobbiamo assicurare iter veloci di approvazione e di assegnazione dei lavori. Centrale è far partire i cantieri pubblici, che potranno fare da traino alla ricostruzione privata, contribuendo non poco all’economia del cratere” continua la Terzoni.

“Il Governo sta facendo la sua parte e servirà la sinergia con tutte le altre istituzioni, dalle regioni ai comuni, ad esempio per le loro competenze sullo smaltimento delle macerie, sulla redazione dei piani urbanistici e sulle opere di urbanizzazione. Ognuno ha un ruolo ed una responsabilità ben definita e contiamo sulla cooperazione e collaborazione di tutti per ridare dignità al territorio colpito dal sisma” conclude la Terzoni.

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