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Castelluccio di Norcia e la sua piana sono note per la fioritura dei campi di lenticchie e di fiori infestanti, che esplode, coloratissima, a inizio estate, tra giugno e luglio. Il pianoro dove lo spettacolo ha luogo è diviso in tre settori, Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto. Il Pian Perduto (anticamente chiamato Pian di Cànatra) si trova al confine tra Marche e Umbria, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, poco più avanti di Forca di Gualdo, con un’estensione di 123 ettari. Ma perché si chiama così?

 

Pian Piccolo e Pian Grande di Castelluccio
Pian Piccolo e Pian Grande di Castelluccio

 

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La battaglia del Pian Perduto

Nel Medioevo, Visso e Norcia avviano una contesa, per motivi di confini e per la preziosità del piano castellucciano, importante per l’attività agricola in un ambiente di montagna, essendo quel terreno molto fertile poiché è ciò che rimane del prosciugamento di un lago antico. Il piano, appartenente a Norcia, era agognato dal Comune di Visso che, nel 1325, acquista una Rocca (della quale non restano tracce) alle pendici del Monte Lieto. I Nursini percepiscono questo fatto come una provocazione, e danno l’avvio alle ostilità, con furti, rapimenti, scontri e dispetti, alternati a brevi periodi di pace non duratura.

Il conflitto finale esplode quando un certo Giorro (di Visso) si reca nel bosco norcino e abbatte un faggio per impadronirsi del suo legno. Una guardia lo scopre, ma il ladro riesce a scappare dopo averla malmenata; il gendarme torna a Norcia ferito, facendo scattare la vendetta della propria città. Il Comune di Norcia attacca il nemico, che riesce però a metterlo in fuga e costringerlo alla ritirata. I Vissani chiedono allora di raccogliere i feriti, ma vengono insultati e bastonati e, per una nuova vendetta, chiamano a raccolta la cittadinanza e la armano. La battaglia fatidica venne combattuta il 20 luglio del 1522, con lo scontro di 6000 norcini, sbaragliati, nonostante la superiorità numerica, da 600 vissani.

Non si tratta di un episodio storico completamente ricostruibile, a causa della scarsità delle fonti archivistiche; tuttavia, tra ‘700 e ‘800, un “Pastore poeta” pro Visso ricostruì i fatti e li narrò in 116 ottave, sottolineando le origini storiche di Norcia, che avrebbe dovuto discendere dagli Ebrei, e di Castelluccio, che avrebbe dovuto essere stata fondata dagli zingari. A sua detta, la città marchigiana vinse nello scontro campale per la fede nella sua protettrice, Santa Margherita, sbaragliando i norcini, perennemente “dediti a Bacco”, poiché avevano bevuto e mangiato abbondantemente prima dello scontro.

Per questo, “Pian Perduto”, perché sottratto al governo norcino e passato sotto la giurisdizione marchigiana.

Pian Perduto
Pian Perduto

 

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