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La diatriba che riguarda la chirurgia estetica è ormai di lunga durata. Oggi, però, rispetto a prima, l’età in cui vi si ricorre si sta sempre abbassando, quello che però ci interessa è evidenziare che non sempre si tratta di uno sfizio – posto che anche quello sarebbe comunque lecito – ma che in molti casi vi si ricorre per un’effettiva necessità, come per esempio il ricorso alla mastoplastica additiva in caso di problematiche importanti, facciamo il punto.

Mastoplastica additiva, di cosa si tratta

Partiamo comunque dall’assunto che se una persona sta male con se stessa ha tutto il diritto di ricorrere al bisturi, magari dopo un consulto anche psicologico. Detto questo, ci sono diversi casi in cui il paziente che si sottopone a questo tipo di intervento lo fa per seguire una moda, spesso si esagera e quello che manca è un no categorico da parte del medico, anche perché con un seno non adatto alla propria struttura corporea si va incontro a diverse problematiche.

Ci sono invece delle circostanze in cui l’intervento di mastoplastica additiva non solo è consigliato per una questione psicologica, ma anche per rimettere in armonia il corpo con proporzioni adeguate.

L’intervento di mastoplastica additiva consiste nell’aumento del volume del seno mediante l’utilizzo di protesi mammarie. Nel tempo se ne sono utilizzate di diversa tipologia, ma quelle moderne sono assolutamente biocompatibili e sicure.

Quelle utilizzate dal dottor Andrea Ingratta, che esegue interventi di mastoplastica additiva a Roma, sono in gel di silicone. Abbiamo preso visione di tutta la metodologia sul sito andreaingratta.com per avere un’idea sulla tipologia del paziente ideale, ovvero, quelli che davvero hanno necessità di un intervento di questo tipo.

Il paziente ideale per la mastoplastica additiva

Siamo abituati a vedere in TV una cultura dell’estetica dirompente, soubrette e vallette con seni esuberanti, delle volte davvero molto esuberanti, e chiaramente, davanti a quelli che a noi sembrano degli eccessi, lecitamente ci si chiede quanto sia effettivamente necessario rifare il seno e rifarlo in quel modo.

C’è chi lo fa perché davvero non si sente bene con le sue forme e chi lo fa perché pensa che sia un buon biglietto da visita nel mondo dello spettacolo, quello che però non deve mai essere sottovalutata è la psicologia che si cela dietro certe necessità, motivo per cui si dovrebbe sempre evitare il giudizio.

In linea generale, comunque, la mastoplastica additiva è indicata in tutti quei casi in cui il seno risulti piccolo, svuotato, magari per via dell’allattamento di sbalzi di peso o per conformazione genetica, cadente, asimmetrico. Grazie a questo intervento, infatti, si può ottenere un aspetto del seno decisamente più tonico o con un volume adatto alle proporzioni del corpo.

Naturalmente è possibile intervenire anche quando un seno non soddisfa il paziente, ma è comunque doveroso, da parte del chirurgo, esporre tutti i pro e gli eventuali contro di un aumento di volume del seno laddove non strettamente necessario.

Prima dell’intervento

Quindi questo discorso porta a una valutazione da parte del chirurgo. In un incontro preoperatorio il paziente esprime quelli che sono i suoi desideri e le sue aspettative, sarà invece il chirurgo a stabilire la migliore tecnica e la tipologia di protesi per il caso specifico.

Oggi si trova una vasta gamma di impianti mammari adatti alle più diverse circostanze che consentono di ottenere un effetto assolutamente naturale.

Dal nostro punto di vista è questo il risultato migliore che si possa ottenere, un aspetto naturale, che sia in totale armonia con il resto del corpo.

Non possiamo quindi stabilire la linea di confine tra moda e necessità, tra fatto culturale o bisogno, o definire quanta e quale sia la necessità, ma di sicuro possiamo dire che se una persona sta bene nel suo corpo, di sicuro sarà una persona più felice.

Infine, consigliamo comunque, a prescindere dalla motivazione, di rivolgersi a chirurghi seri, con esperienza e che utilizzino materiali di prima qualità in modo da garantire soprattutto la sicurezza dell’intervento e del post operatorio.

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