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Nell’ambito dei numerosi eventi della manifestazione “Ascoli celebra Cecco” organizzata dal Comune di Ascoli Piceno per il 750° anniversario della (presunta) nascita di Cecco d’Ascoli, al secolo Francesco Stabili, si è tenuta, nella Sala dei savi di Palazzo dei Capitani, la presentazione del volume Il principe dei peripatetici dell’ascolano Giampiero Giorgi.

Cecco d’Ascoli e la vicenda raccontata 

Si tratta di un romanzo storico che narra gli ultimi mesi della vita di Cecco, condannato dall’Inquisizione per le sue idee libere e liberali e bruciato sul rogo per eresia a Firenze il 16 settembre del 1327. “Cecco non era un tipo dal compromesso facile”, spiega Giorgi, tanto che tradizione vuole abbia urlato, mentre veniva arso vivo, “L’ho detto, l’ho insegnato, lo credo!”, rinunciando all’abiura.

Oltre a offrire al lettore un tuffo nella Firenze medievale, attraverso le letture di Marisa Lubes, il romanzo si aggancia al presente trattando un tema quanto mai attuale: quello dell’inaugurazione della statua di Cecco che oggi si trova a Piazza Matteotti. Perché, in effetti, quell’inaugurazione non è mai avvenuta.

Giorgi effettua un’ipotesi ricostruttiva di come pensa possano essere andate le cose, ma ciò che sappiamo di certo è che risale solamente al 1864 la decisione del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno di dedicare un monumento al suo illustre concittadino.

La statua viene realizzata a New York da Edoardo Cammilli, finanziata da ascolani residenti in America, per approdare in territorio piceno solo nel 1919, dopo 55 anni. La mancata inaugurazione è dovuta a vicissitudini varie, tra cui la difficoltà a trovare un oratore che si prestasse a conferir merito a un personaggio tacciato, in passato, di eresia.

La buona notizia è che il monumento a Cecco verrà finalmente inaugurato il 6 aprile 2019, a 100 anni dall’approdo in città dell’opera, alle 17.00; a questo evento seguirà l’apertura al pubblico della mostra di arte contemporanea al Forte Malatesta dedicata proprio all’autore de L’Acerba, del quale non abbiamo rappresentazioni a lui coeve – forse perché, spiega Furio Cappelli, storico dell’arte, la tendenza è stata quella di cancellare non tanto la figura di Francesco Stabili ma la sua memoria, quello che egli avrebbe potuto significare per i posteri.

Invece, oggi più che mai, sottolinea l’Assessore alla Cultura Piersandra Dragoni, è necessario riappropriarsi delle radici e della propria identità culturale. E Cecco fa parte sicuramente di quella ascolana.

L’ultimo enigma da svelare riguarda il titolo del libro. Cosa c’entra Francesco Stabili con i Peripatetici, i seguaci della filosofia di Aristotele? L’ispirazione viene da una frase pronunciata da Papa Giovanni XXII: I Frati Minori hanno ucciso il Principe dei Peripatetici. E che un tale omaggio provenga direttamente dal Vaticano, non è poca cosa.

Gli altri eventi in programma

Giampiero Giorgi sarà tra i promotori di un’altra iniziativa all’interno di Ascoli celebra Cecco che si terrà il 27 aprile: si tratta di un reading letterario integrale de L’Acerba, che si svolgerà per le vie del centro cittadino, partendo da Piazza del Popolo, dalla scalinata di Palazzo dei Capitani.

La durata dell’intera lettura – stima Giorgi – si aggirerà intorno alle 7 ore ma, si auspicano gli organizzatori dell’evento, eventuali sorprese sono ben accette.

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