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Il Lago di Pilato è un luogo speciale. Lo è visivamente parlando, con quella sua bizzarra forma ad occhiale. Lo è dal punto di vista geografico: unico lago naturale delle Marche, appollaiato in uno spettacolare circo glaciale sul Monte Vettore. All’interno del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Lo è per le storie, le leggende e i misteri che da sempre lo circondano. Lo è, infine, perchè al suo interno vive il Chirocefalo del Marchesoni.

lago di pilato

Lago di Pilato – ph. Peppe Rossi

Il Lago di Pilato e il Chirocefalo del Marchesoni

Il Chirocefalo del Marchesoni è un animaletto minuscolo, grande al massimo 12 millimetri: è un crostaceo di colore rosso-arancione che ha l’abitudine di nuotare con il ventre verso l’alto. A pancia in su, insomma. E’ endemico del Lago di Pilato, cioè vive solo lì, in quello che può essere considerato un regno incantato. Il “suo” regno incantato situato a poco più di 1.900 metri di altezza sul livello del mare.

E’ piccolo, il Chirocephalus marchesonii, ma è tosto e riesce a sopravvivere anche in un habitat decisamente ostile, quello di un lago la cui esistenza dipende in parte dalle piogge e in parte dallo scioglimento delle nevi. E’ infatti capitato più volte, in passato, che il lago quasi scomparisse, perchè parzialmente prosciugato a causa delle persistenti siccità. Nonostante ciò, il piccolo crostaceo è sempre sopravvissuto, a dispetto di tutto e di tutti. Lo ha fatto sviluppando un efficace meccanismo di sopravvivenza.

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Il Chirocefalo del Marchesoni, fotografato nei giorni scorsi da Peppe Rossi

Chirocefalo del Marchesoni: il meccanismo di sopravvivenza

Il Chirocephalus marchesonii è un animale alquanto delicato: intanto una volta nato rimane in vita solo per qualche mese, inoltre è molto sensibile alle variazioni di temperatura. Le sue uova, invece, sono un vero prodigio della natura. Infatti la femmina le depone sulla battigia del lago e lì possono rimanere in una sorta di “quiescenza” anche per anni, in attesa delle condizioni più favorevoli per lo sviluppo della piccola larva. Grazie a questa caratteristica perfezionata nel percorso evolutivo, la conservazione della specie se non garantita è almeno aiutata.

Poichè non capita spesso e non capita a tutti di fotografare il chirocefalo del Marchesoni, ringraziamo l’ingegner Peppe Rossi per averci concesso l’utilizzo dei suoi splendidi scatti.

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Il Lago di Pilato – ph. Peppe Rossi

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