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La cosiddetta chirurgia “awake”, ovvero a paziente sveglio, consente ai medici di monitorare in tempo reale funzioni neurologiche fondamentali come linguaggio e movimento. Nel caso pediatrico, l’obiettivo è proteggere aree cerebrali sensibili riducendo il rischio di deficit post operatori.

L’intervento richiede un’équipe multidisciplinare composta da neurochirurghi, anestesisti, psicologi e tecnici neurofisiologi. Il bambino viene preparato con percorsi specifici per ridurre l’ansia e favorire la collaborazione. Durante l’operazione, piccoli test verbali o motori aiutano a mappare le funzioni cerebrali.

La dimensione umana dell’operazione

Oltre alla complessità tecnica, l’aspetto più sorprendente è la relazione medico paziente. Coinvolgere un bambino in una procedura così delicata significa costruire fiducia, spiegare ogni passaggio e creare un ambiente controllato ma rassicurante.

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Innovazione e prospettive future

Una frontiera della medicina moderna

Questa tecnica apre nuove prospettive per il trattamento di tumori o malformazioni cerebrali pediatriche. Il monitoraggio in tempo reale consente interventi più precisi e un recupero funzionale migliore.

La neurochirurgia pediatrica sta evolvendo rapidamente grazie a tecnologie di imaging avanzato e simulazioni digitali che permettono pianificazioni sempre più accurate.

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