Il tema delle morti sul lavoro continua a essere uno dei più delicati e discussi in Italia. I dati più recenti diffusi da INAIL offrono un quadro complesso, fatto di luci e ombre, dove a segnali positivi si affiancano criticità ancora difficili da superare.
Morti sul lavoro: quanti sono davvero e cosa dicono i dati INAIL
Secondo gli ultimi aggiornamenti, nel 2025 si sono registrati 1.093 casi mortali, un numero sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente . Un dato che, preso da solo, potrebbe sembrare invariato, ma che nasconde dinamiche più articolate.
Infatti, i decessi avvenuti direttamente sul luogo di lavoro risultano in lieve calo, mentre aumentano quelli legati agli incidenti “in itinere”, cioè durante il tragitto casa-lavoro. Una distinzione fondamentale per comprendere il fenomeno nella sua interezza.
Nel complesso, le denunce di infortunio hanno raggiunto quota 597.710 nel 2025, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente . Questo significa che, nonostante alcuni miglioramenti, il numero complessivo degli incidenti continua a crescere.
Le percentuali più recenti: segnali contrastanti
I dati più aggiornati del 2026 mostrano un quadro ancora più sfumato. Nei primi mesi dell’anno si registra un aumento degli infortuni del +2,4%, ma allo stesso tempo un calo significativo dei casi mortali, pari a circa -27% .
Un dato incoraggiante, che suggerisce come le misure di prevenzione possano iniziare a produrre effetti concreti. Tuttavia, l’aumento degli incidenti complessivi indica che il problema non è ancora risolto.
Sanzione per pagamento retribuzione in contanti, cosa rischiano aziende e lavoratori
Perché si muore ancora sul lavoro
Analizzando le cause principali, emerge un elemento ricorrente: gli incidenti stradali. Secondo le statistiche, rappresentano una delle prime cause di morte sul lavoro, includendo sia gli eventi in itinere sia quelli legati a mansioni che prevedono l’uso di veicoli .
A questo si aggiungono fattori strutturali come:
- condizioni di lavoro non sempre adeguate
- carenza di formazione sulla sicurezza
- ritmi produttivi elevati
Elementi che contribuiscono a mantenere alto il livello di rischio, soprattutto in alcuni settori come edilizia, trasporti e industria.
Il ruolo della prevenzione e della cultura della sicurezza
L’INAIL non si limita a raccogliere dati, ma svolge anche un ruolo attivo nella prevenzione. L’istituto promuove campagne di sensibilizzazione, ricerca e interventi mirati per ridurre il rischio di infortuni.
Negli ultimi anni si è registrato un miglioramento dell’incidenza infortunistica, ovvero il numero di incidenti rapportato agli occupati. Ad esempio, si è passati da 309 denunce ogni 100mila lavoratori nel 2019 a circa 261 nel 2026, con una riduzione significativa .
Un segnale positivo, che però non basta a cancellare il peso delle vittime.
Un fenomeno che va oltre i numeri
Dietro ogni dato ci sono storie, famiglie, vite interrotte. È questo l’aspetto che rende il tema delle morti sul lavoro particolarmente complesso. Non si tratta solo di statistiche, ma di una realtà che coinvolge l’intero sistema produttivo e sociale.
Il fatto che i numeri restino elevati, nonostante i miglioramenti, indica che la sicurezza sul lavoro deve rimanere una priorità assoluta. Non solo attraverso norme e controlli, ma anche attraverso un cambiamento culturale che coinvolga aziende, lavoratori e istituzioni.
Nel dibattito pubblico, sempre più spesso si parla di prevenzione come investimento e non come costo. Un approccio che potrebbe rappresentare la chiave per ridurre in modo significativo il numero di incidenti nei prossimi anni.
Trattamento di fine servizio, quando arriva la liquidazione degli statali e cosa sapere









