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A 32 anni dalla morte di Kurt Cobain, storico frontman dei Nirvana, un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Forensic Science riporta al centro del dibattito una delle vicende più controverse della storia del rock.

Kurt Cobain non si è suicidato? Lo studio forense riaccende i dubbi sulla morte del leader dei Nirvana

Lo specialista forense Brian Burnett ha contestato la conclusione ufficiale che nel 1994 classificò la morte del cantante come suicidio, sollevando dubbi su alcuni elementi dell’autopsia e della scena del ritrovamento.

Secondo quanto riportato anche dal Daily Mail, Burnett avrebbe riesaminato la documentazione medico-legale evidenziando diversi aspetti ritenuti anomali.

Tra i punti contestati:

  • I danni agli organi sarebbero compatibili con ipossia da overdose di eroina, più che con una morte immediata da arma da fuoco.

  • Le mani di Cobain risultavano insolitamente pulite nonostante lo sparo.

  • Il bossolo sarebbe stato ritrovato in una posizione non coerente con una traiettoria compatibile con un suicidio.

  • Il sangue sulla maglietta suggerirebbe un possibile spostamento del corpo.

  • Il kit per l’eroina sarebbe stato trovato a diversi metri di distanza, con siringhe tappate e materiale ordinato.

Secondo il ricercatore, la scena sarebbe apparsa “insolitamente pulita” rispetto a quanto generalmente osservato nei casi di suicidio con arma da fuoco.

Ulteriori dubbi riguarderebbero il celebre biglietto d’addio: lo studio sostiene che le ultime righe potrebbero presentare una grafia differente rispetto al resto del testo, ipotizzando un’aggiunta successiva.

La posizione delle autorità di Seattle

Nonostante le nuove analisi, il dipartimento di polizia di Seattle e l’ufficio del medico legale della contea di King non intendono riaprire il caso.

Un portavoce ha dichiarato che l’autopsia fu completa e condotta seguendo tutte le procedure, ribadendo che la conclusione ufficiale resta quella di suicidio. Le autorità si sono dette disponibili a riesaminare il caso solo in presenza di nuove prove concrete.

Una morte che ha segnato la storia della musica

Kurt Cobain morì il 5 aprile 1994, a 27 anni, nella sua casa di Seattle. La sua scomparsa lo ha consegnato al tragico “Club 27”, insieme ad altre icone della musica.

Nato ad Aberdeen, nello Stato di Washington, Cobain ebbe un’infanzia complessa, segnata dal divorzio dei genitori. Con Krist Novoselic fondò i Nirvana alla fine degli anni ’80, rivoluzionando la scena musicale con l’esplosione del grunge.

L’album Nevermind (1991) e il singolo Smells Like Teen Spirit portarono la band a un successo mondiale. L’MTV Unplugged in New York del 1994 è ancora oggi considerato uno dei momenti più intensi della sua carriera.

Cobain soffriva di dolori cronici allo stomaco e lottava con la dipendenza da eroina. Nel 1992 sposò Courtney Love, dalla quale ebbe la figlia Frances Bean.

Il dibattito che non si spegne

Le nuove conclusioni pubblicate sull’International Journal of Forensic Science non modificano, al momento, la versione ufficiale. Tuttavia riaccendono un dibattito mai sopito tra fan, studiosi e investigatori indipendenti.

A oltre tre decenni dalla morte di Cobain, il suo nome continua a suscitare interrogativi, tra mito musicale e mistero giudiziario.

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