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La fontana di lava e la nube vulcanica prodotte dal cratere Voragine hanno condizionato l’operatività dell’aeroporto Vincenzo Bellini. Dopo la sospensione degli atterraggi, inizialmente prorogata fino alle 16, SAC ha disposto la riapertura dello spazio aereo. Possibili ancora ritardi e cancellazioni.

Sono state ripristinate le operazioni di volo in arrivo e in partenza all’aeroporto di Catania-Fontanarossa, dopo le limitazioni provocate dalla nuova fase eruttiva dell’Etna. La nube di cenere emessa dal cratere Voragine aveva portato alla sospensione temporanea degli atterraggi durante la mattinata di venerdì 7 agosto 2026.

Lo stop agli arrivi, inizialmente previsto fino a mezzogiorno, era stato prorogato alle 16 dall’Unità di crisi della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Successivamente sono stati riaperti gli spazi aerei interessati dalla nube vulcanica e sono riprese tutte le attività.

La riapertura non comporta tuttavia un ritorno immediato alla normalità. I passeggeri possono ancora incontrare ritardi, cancellazioni o riprogrammazioni, conseguenza dei voli dirottati e delle rotazioni degli aeromobili modificate durante la chiusura.

La raccomandazione resta quella di non raggiungere lo scalo senza aver prima verificato lo stato del proprio collegamento attraverso la compagnia aerea e il servizio di tracciamento dell’aeroporto di Catania.

Etna, fontana di lava dalla Voragine e nuova bocca eruttiva

La nuova fase parossistica è stata caratterizzata da una fontana di lava al cratere Voragine e da una nube eruttiva dispersa dal vento verso Sud-Est. Il fenomeno è stato preceduto da un rapido aumento del tremore vulcanico, entrato nella fascia dei valori alti a partire dalle 21 del 6 agosto.

Secondo il monitoraggio dell’INGV-Osservatorio Etneo, la sorgente del tremore è stata localizzata nell’area della Voragine, a una quota compresa tra circa 2.900 e 3.000 metri sul livello del mare. Dopo il picco notturno, il valore ha mostrato una tendenza alla diminuzione, pur rimanendo elevato.

Le telecamere di sorveglianza hanno registrato un forte aumento della fontana di lava a partire dall’una di notte, con intensità sostenuta fino alle 4 e una successiva attenuazione. L’attività stromboliana ha continuato ad alimentare la nube eruttiva.

Sono state segnalate ricadute di cenere nei territori di Ragalna e Adrano, mentre flussi lavici hanno interessato la Valle del Leone. Alle 9:30 è stata inoltre osservata l’apertura di una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, a circa 2.750 metri di quota.

Il VONA, il bollettino dell’osservatorio vulcanologico destinato all’aviazione, era stato portato al livello rosso, il più alto. Il colore non rappresenta un ordine automatico di evacuazione per la popolazione: segnala agli operatori aeronautici un’attività eruttiva con emissione significativa di cenere, potenzialmente pericolosa per gli aeromobili.

Aeroporto di Catania, i voli dirottati durante la chiusura

Durante la sospensione gli aerei già presenti a Fontanarossa hanno potuto decollare, mentre alcuni voli diretti a Catania sono stati dirottati. Tra quelli indicati figurano il Ryanair proveniente da Roma Fiumicino e l’easyJet da Napoli, entrambi indirizzati a Palermo.

Il volo Delta Air Lines proveniente da New York è stato invece dirottato su Roma Fiumicino. La destinazione effettiva e l’eventuale trasferimento successivo dei passeggeri devono essere verificati direttamente con il vettore, perché l’operativo può cambiare rapidamente.

SAC e Trenitalia hanno organizzato collegamenti straordinari per agevolare chi era stato trasferito a Palermo. Dalla stazione di Palermo Centrale è stato previsto un convoglio via Messina diretto a Catania, con 500 posti disponibili. Gli orari e l’effettiva disponibilità dei servizi vanno controllati sui canali ufficiali di Trenitalia.

La criticità si è verificata in una giornata di traffico particolarmente intenso per gli spostamenti estivi verso la Sicilia. Anche dopo la riapertura, il riposizionamento degli aerei e degli equipaggi può produrre effetti a catena sui collegamenti successivi.

Per questo non è sufficiente sapere che l’aeroporto è operativo: ogni passeggero deve controllare il singolo numero di volo, le comunicazioni ricevute dal vettore e l’aeroporto nel quale potrebbe essere stato disposto un eventuale atterraggio alternativo.

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Cosa devono fare i passeggeri e quali diritti restano validi

Chi ha un volo da o per Catania deve consultare l’app o il sito della compagnia, verificare email e messaggi e controllare il tabellone online dello scalo. È consigliabile recarsi in aeroporto soltanto dopo la conferma del volo, rispettando comunque l’orario indicato dal vettore.

In caso di cancellazione, il Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri prevede la scelta tra rimborso del biglietto e riprotezione su un collegamento alternativo, oltre all’assistenza durante l’attesa secondo le condizioni applicabili.

Un’eruzione e la presenza di cenere vulcanica possono essere considerate circostanze eccezionali. In questo caso potrebbe non essere dovuta la compensazione economica forfettaria, ma restano i diritti al rimborso o alla riprotezione e, quando prevista, all’assistenza con pasti, sistemazione e trasferimenti.

È utile conservare carte d’imbarco, comunicazioni della compagnia e ricevute delle spese ragionevoli sostenute. L’eventuale rimborso deve essere richiesto innanzitutto al vettore che ha operato o avrebbe dovuto operare il volo.

L’attività dell’Etna può evolvere velocemente e determinare nuove limitazioni anche dopo una riapertura. Gli aggiornamenti decisivi restano quelli diffusi da INGV, SAC, ENAC e compagnie aeree: il monitoraggio del singolo volo è quindi indispensabile fino alla partenza.

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