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Bilancio dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026” lungo i 51 chilometri di costa tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. Oltre 70 militari impegnati nel weekend di Ferragosto, con verifiche su imbarcazioni, stabilimenti, pesca e spiagge libere.

Circa 1.500 controlli durante la stagione balneare e oltre 70 militari impiegati nel solo fine settimana di Ferragosto. È il bilancio tracciato dalla Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto nel periodo di maggiore afflusso turistico e diportistico lungo la costa meridionale delle Marche.

Le attività sono state condotte con gli Uffici marittimi di Porto San Giorgio e Cupra Marittima. Il territorio vigilato si estende per 51 chilometri di litorale e comprende dieci comuni tra Ascoli Piceno e Fermo.

Nel weekend di Ferragosto non sono stati registrati incidenti. Secondo la Capitaneria, il risultato è legato anche alla prevenzione, alla sensibilizzazione degli utenti e alla presenza capillare di pattuglie in mare e a terra.

Mare e Laghi Sicuri 2026, cosa controlla la Guardia Costiera

Guardia Costiera

L’operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri 2026” è partita il 16 giugno e accompagnerà il territorio fino al 20 settembre. Il dispositivo presentato a inizio estate dalla Capitaneria sambenedettese comprende complessivamente 110 uomini e donne e cinque mezzi nautici, con una quota rilevante del personale impiegata nei servizi esterni.

L’attività ha come priorità la salvaguardia della vita umana in mare. A questa si affiancano la sicurezza della balneazione e della navigazione da diporto, la tutela dell’ambiente marino, la vigilanza sulle attività produttive e il controllo delle risorse ittiche.

I 1.500 accertamenti svolti finora non corrispondono automaticamente ad altrettante sanzioni. La Capitaneria non ha comunicato il numero complessivo dei verbali elevati: il dato descrive l’intera attività di verifica, che ha soprattutto una funzione preventiva.

Nel periodo più affollato sono stati rafforzati i pattugliamenti e l’informazione a bagnanti, diportisti e operatori sulle ordinanze di sicurezza balneare.

Barche nelle aree vietate e dotazioni mancanti: le irregolarità rilevate

Tra le violazioni accertate figurano il transito e l’ormeggio di imbarcazioni da diporto in zone vietate o interdette alla navigazione. Sono emersi inoltre casi di dotazioni di sicurezza mancanti e assenza della documentazione obbligatoria a bordo.

Prima di prendere il mare, il comandante deve verificare che documenti, dispositivi individuali, mezzi antincendio e altre attrezzature siano adeguati al tipo di unità e alla navigazione programmata. Le dotazioni richieste cambiano in base alla distanza dalla costa e alle caratteristiche dell’imbarcazione.

Le regole sulle fasce riservate ai bagnanti, sulle velocità e sui corridoi di lancio sono stabilite dalle ordinanze locali, consultabili sul portale della Guardia Costiera. Affidarsi a indicazioni valide in un’altra località può quindi portare a comportamenti non consentiti.

La vigilanza ha interessato anche piccoli natanti come pattini e canoe lasciati senza autorizzazione su tratti di spiaggia libera. In seguito alle segnalazioni ricevute, gli interventi hanno consentito di rimuovere gli ostacoli nei casi verificati e restituire gli arenili alla piena fruizione pubblica.

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Controlli negli stabilimenti balneari e sulla filiera della pesca

Particolare attenzione è stata dedicata agli stabilimenti balneari. Le verifiche quotidiane hanno evidenziato, in alcuni casi, carenze nella predisposizione dei presidi e delle dotazioni di primo soccorso.

In isolate occasioni è stata riscontrata anche l’assenza ingiustificata del personale addetto al salvataggio. Si tratta di un aspetto particolarmente delicato perché l’assistente bagnanti rappresenta il primo presidio per individuare una persona in difficoltà e attivare tempestivamente la catena dei soccorsi.

I controlli non si sono fermati alla spiaggia. La Guardia Costiera ha verificato la filiera della pesca dalla cattura alla somministrazione, controllando provenienza e regolarità del pescato. L’obiettivo è tutelare i consumatori, contrastare la commercializzazione irregolare e garantire condizioni di concorrenza corrette tra gli operatori.

Il comunicato non riporta quantità di prodotto sequestrato né un totale delle sanzioni nel settore ittico. Non è quindi possibile ricavare questi numeri dal bilancio generale dei controlli.

Vigilanza attiva 24 ore su 24: cosa fare in caso di emergenza

L’attività della Capitaneria proseguirà nelle prossime settimane con pattugliamenti via mare e via terra lungo l’intero litorale. La sala operativa garantirà una capacità d’intervento 24 ore su 24, anche dopo il periodo di massimo afflusso.

In presenza di persone in pericolo, imbarcazioni alla deriva o altre emergenze in mare occorre chiamare subito il 1530, numero blu della Guardia Costiera, oppure il 112, numero unico europeo. È importante indicare posizione, tipo di emergenza, numero delle persone coinvolte e ogni elemento utile a riconoscere l’unità o il tratto di costa.

Chi naviga dovrebbe controllare prima della partenza condizioni meteorologiche, carburante, efficienza dei mezzi di comunicazione e dotazioni. Chi fa il bagno deve invece rispettare bandiere, indicazioni degli assistenti e divieti, evitando scogliere e specchi d’acqua riservati alla navigazione.

Il bilancio di Ferragosto è positivo, ma la Capitaneria invita a non ridurre l’attenzione. L’assenza di incidenti nel fine settimana più affollato non elimina i rischi: conferma piuttosto quanto prevenzione, rispetto delle regole e rapidità delle segnalazioni siano determinanti per la sicurezza di tutti.

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