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L’INPS ha attivato il modulo per richiedere l’incentivo destinato alle aziende che trasformano i contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato. Lo sgravio copre il 100% dei contributi, fino a 500 euro mensili per 24 mesi.

È disponibile la procedura per richiedere il nuovo incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. A comunicarlo è l’INPS con il messaggio numero 2518 del 29 luglio 2026, che rende operativo l’esonero contributivo introdotto dall’articolo 4 del Decreto legge numero 62 del 2026.

Il beneficio è rivolto ai datori di lavoro privati che trasformano determinati contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato. L’agevolazione riguarda le stabilizzazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.

Lo sgravio è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico dell’azienda, entro il limite di 500 euro al mese per ciascun lavoratore e per una durata massima di 24 mesi. Restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

La misura non finanzia nuove assunzioni, ma esclusivamente la trasformazione di rapporti di lavoro già esistenti e in possesso di requisiti precisi.

Incentivo alla stabilizzazione: chi può ottenere lo sgravio

Il beneficio può essere richiesto da tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. Non possono accedervi, invece, le Pubbliche Amministrazioni.

Il lavoratore interessato dalla stabilizzazione deve avere la qualifica di operaio, impiegato o quadro. Alla data della trasformazione non deve avere ancora compiuto 35 anni e non deve essere mai stato occupato con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato durante la propria vita lavorativa.

L’INPS precisa inoltre che il contratto a termine deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, non deve avere una durata complessiva superiore a 12 mesi e deve essere trasformato senza interruzioni tra il rapporto a termine e quello a tempo indeterminato.

Sono esclusi dall’agevolazione:

  • rapporti di lavoro domestico, apprendistato, personale dirigente, lavoro intermittente o a chiamata.

L’esonero può essere riconosciuto anche per i rapporti a tempo parziale, ma in questo caso il tetto massimo mensile viene ridotto proporzionalmente. Rientrano nella misura anche le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nell’ambito della somministrazione di lavoro.

Come chiarisce la guida ufficiale dell’INPS, l’impresa deve essere in regola con il DURC, rispettare le norme sul lavoro e sulla sicurezza e applicare i trattamenti economici previsti dai contratti collettivi. È richiesto anche un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei dodici mesi precedenti.

Come presentare la domanda sul sito dell’INPS

Le istanze possono essere presentate dal 29 luglio 2026, anche per trasformazioni programmate a partire dal 1° agosto. La procedura è disponibile esclusivamente online attraverso il Portale delle Agevolazioni, precedentemente denominato DiResCo.

Il datore di lavoro o l’intermediario deve accedere al sito dell’INPS utilizzando SPID almeno di livello 2, Carta d’identità elettronica di livello 3 oppure Carta nazionale dei servizi. All’interno del portale bisogna selezionare la sezione “Incentivi decreto Lavoro 2026 – Articolo 4 – ESTA” e compilare il modulo telematico.

La procedura cambia a seconda che la trasformazione sia già avvenuta oppure sia ancora da effettuare. Se il contratto è stato già trasformato e la comunicazione obbligatoria è presente negli archivi, l’INPS verifica i dati e comunica direttamente nel modulo l’accoglimento della domanda e l’importo riconosciuto.

Se la trasformazione non è stata ancora effettuata, l’Istituto calcola il beneficio, accantona preventivamente le risorse disponibili e invia una comunicazione tramite PEC o posta elettronica. Una notifica viene pubblicata anche nell’area personale MyINPS.

Da quel momento il datore di lavoro ha 10 giorni, termine definito perentorio, per trasformare il rapporto e trasmettere la relativa comunicazione obbligatoria. Durante questo periodo l’INPS consulta quotidianamente gli archivi per verificare la presenza del modello Unilav o Unisomm.

Il mancato completamento della procedura entro i dieci giorni può quindi determinare la perdita delle risorse precedentemente accantonate.

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Restituzione del contributo dell’1,40% e regole UniEmens

Il messaggio INPS contiene un ulteriore chiarimento economico per le imprese. In caso di trasformazione del contratto a termine oppure di stabilizzazione effettuata entro sei mesi dalla sua scadenza, trova applicazione la restituzione del contributo addizionale previsto dalla legge numero 92 del 2012.

Si tratta del contributo dell’1,40% generalmente versato dal datore di lavoro sui rapporti a tempo determinato per finanziare la NASpI. Quando il contratto viene trasformato a tempo indeterminato, l’azienda può recuperare quanto versato secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

Il documento fornisce anche le istruzioni per esporre correttamente l’esonero nel flusso UniEmens, attraverso il quale i datori di lavoro trasmettono mensilmente all’INPS le informazioni retributive e contributive dei dipendenti.

L’incentivo non può essere cumulato con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive. È invece compatibile, nei casi previsti, con la maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione per le nuove assunzioni e con le ulteriori misure espressamente indicate nella circolare INPS numero 72 del 3 luglio 2026.

Per un’impresa, il beneficio massimo teorico può raggiungere 12mila euro per ciascun lavoratore, considerando 500 euro mensili per 24 mesi. L’importo effettivo dipende però dalla contribuzione dovuta e, nel caso del part-time, dall’orario contrattuale.

Per i giovani coinvolti, la misura può rappresentare un’opportunità di passaggio verso un impiego stabile. Aziende e consulenti devono tuttavia verificare attentamente tutti i requisiti prima della trasformazione, soprattutto la precedente storia lavorativa del dipendente e il rispetto del termine di dieci giorni previsto dalla procedura.

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