Completati 25 interventi di gestione intelligente degli edifici, installate 11 colonnine di ricarica e attivato un impianto fotovoltaico ad Acquaviva Picena. Il piano interessa uffici postali e immobili aziendali del territorio.
Poste Italiane annuncia di aver completato 37 interventi per la sostenibilità ambientale nella provincia di Ascoli Piceno. Il programma comprende 25 Smart Building, 11 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e un impianto fotovoltaico realizzato sull’edificio aziendale di Acquaviva Picena.
Le iniziative fanno parte del più ampio percorso di decarbonizzazione del gruppo, che punta al raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2030. Gli interventi locali agiscono su tre fronti: produzione di energia rinnovabile, riduzione dei consumi degli immobili e sviluppo delle infrastrutture per la mobilità elettrica.
Il totale di 37 deriva dalla somma delle singole installazioni e degli edifici interessati. Non indica quindi 37 comuni coinvolti, ma il numero complessivo degli interventi comunicati dall’azienda sul territorio provinciale.
Il fotovoltaico di Acquaviva Picena punta sull’autoconsumo
Il nuovo impianto fotovoltaico è stato installato sulla sede aziendale di Acquaviva Picena. La produzione è destinata prioritariamente all’autoconsumo, in modo da coprire una parte del fabbisogno dell’edificio e ridurre l’energia prelevata dalla rete.
Poste non ha indicato nella nota la potenza installata, la produzione annua prevista o la quantità stimata di emissioni evitate. Senza questi dati non è possibile quantificare l’effetto specifico dell’impianto, ma il progetto si inserisce in una strategia nazionale che prevede l’ampliamento della produzione elettrica da fonti rinnovabili negli immobili del gruppo.
Nella propria rendicontazione di sostenibilità, Poste Italiane indica come obiettivo nazionale un aumento di 40 gigawattora di energia rinnovabile prodotta per l’autoconsumo entro il 2026, rispetto all’anno base 2020. Alla fine del 2025 il risultato dichiarato era pari a 35 gigawattora aggiuntivi.
L’autoconsumo consente di utilizzare direttamente l’energia generata durante le ore di produzione. Il beneficio effettivo dipende, tuttavia, dalle dimensioni dell’impianto, dai consumi contemporanei della sede, dall’esposizione dei pannelli e dalle condizioni meteorologiche.
Cosa sono i 25 Smart Building realizzati nel Piceno
La parte più consistente del piano provinciale riguarda i 25 Smart Building. Con questa espressione si indicano edifici dotati di sensori e sistemi di controllo capaci di monitorare gli impianti e regolare automaticamente illuminazione, riscaldamento e raffrescamento in base alle esigenze operative e alle condizioni ambientali.
Tra i territori citati da Poste figurano Palmiano, Castorano, Force e Venarotta, ma il comunicato non riporta l’elenco completo delle 25 sedi. L’obiettivo è evitare sprechi dovuti, per esempio, a luci accese in locali non utilizzati o a temperature non coerenti con l’effettiva presenza di dipendenti e utenti.
Secondo le stime aziendali, queste soluzioni possono determinare mediamente un risparmio del 15% sui consumi di energia elettrica e del 10% su quelli di gas. Le percentuali descrivono un risultato medio atteso e non equivalgono necessariamente al risparmio già misurato in ciascun edificio ascolano.
Su scala nazionale Poste ha fissato per il progetto Smart Building un obiettivo di riduzione dei consumi pari a 17 gigawattora entro il 2027. La società dichiarava un risparmio cumulato di 10,5 gigawattora alla fine del 2025. Il monitoraggio nel tempo sarà quindi necessario anche per conoscere l’impatto delle nuove installazioni nel Piceno.
Undici colonnine elettriche attraverso il progetto Polis
Il terzo gruppo di interventi comprende 11 colonnine di ricarica elettrica. Le installazioni sono segnalate a Carassai, Cupra Marittima, Massignano, Montedinove, Colli del Tronto e Spinetoli. Il numero dei dispositivi è superiore a quello dei comuni elencati perché in alcune località possono essere presenti più punti di ricarica.
Le colonnine rientrano nel progetto Polis di Poste Italiane, rivolto soprattutto ai comuni con meno di 15mila abitanti. Accanto alla trasformazione degli uffici postali in punti di accesso ai servizi della Pubblica amministrazione, il programma comprende impianti fotovoltaici, sistemi Smart Building, sensori ambientali e infrastrutture per la mobilità elettrica.
Il comunicato definisce le colonnine «disponibili», ma non specifica potenza, modalità di accesso, tariffe, orari o stato operativo di ogni singolo punto. Per gli automobilisti questi dati sono essenziali e vanno verificati attraverso i canali del gestore o le applicazioni di localizzazione prima di programmare una ricarica.
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Quali benefici possono produrre gli interventi
Il piano può avere un doppio effetto. Da un lato riduce i consumi e l’impatto ambientale del patrimonio immobiliare di Poste; dall’altro porta infrastrutture di ricarica anche in centri di dimensioni ridotte, nei quali l’offerta privata può essere meno capillare.
Per valutare pienamente i risultati serviranno però indicatori locali: energia prodotta dall’impianto di Acquaviva, consumi prima e dopo la trasformazione degli edifici, utilizzo delle colonnine ed emissioni effettivamente evitate. Il numero delle installazioni descrive infatti l’avanzamento del progetto, mentre l’impatto ambientale dipende dalle prestazioni registrate nel tempo.
I 37 interventi rappresentano comunque un passaggio concreto della strategia ambientale di Poste Italiane nella provincia di Ascoli Piceno. Fotovoltaico, automazione degli edifici e mobilità elettrica diventano così componenti dello stesso percorso, con l’obiettivo di rendere più efficiente una rete di immobili diffusa anche nei piccoli comuni dell’entroterra.









