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Una vasta nube di pulviscolo africano ha raggiunto il Mediterraneo insieme a una nuova massa d’aria rovente. Cieli lattiginosi, piogge sporche e temperature oltre i 40 gradi soprattutto al Centro-Sud. Le polveri diminuiranno da lunedì, mentre il caldo resisterà più a lungo.

Il cielo appare opaco, la luce assume tonalità giallastre e, dove piove, su automobili e balconi possono rimanere tracce rossastre. È l’effetto della nuova nube di polvere proveniente dal Sahara che ha raggiunto l’Italia insieme alla quinta intensa ondata di caldo africano dell’estate 2026.

Il fenomeno interessa gran parte del Mediterraneo centrale, ma le concentrazioni più elevate riguardano soprattutto Sardegna, Sicilia e regioni centro-meridionali. Le immagini satellitari mostrano una vasta massa di pulviscolo sollevata dalle aree desertiche dell’Africa settentrionale e trasportata verso la Penisola dai venti meridionali.

Tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto si registra la fase più intensa, accompagnata da un sensibile aumento delle temperature. In Sicilia e Sardegna i valori possono superare localmente i 40 gradi, mentre condizioni di caldo marcato interessano anche Calabria, Puglia, Basilicata e le zone interne del Centro.

Le previsioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service, consultabili attraverso le mappe dedicate agli aerosol, indicano una graduale riduzione delle concentrazioni a partire da lunedì 31 agosto. La diminuzione del pulviscolo, però, non coinciderà necessariamente con la fine dell’ondata di calore.

Perché la polvere del Sahara arriva fino in Italia

Quella comunemente chiamata “sabbia del Sahara” è in realtà composta soprattutto da minuscole particelle minerali. I granelli più pesanti tendono a ricadere vicino alla zona di origine, mentre il materiale più fine può rimanere sospeso nell’atmosfera e viaggiare per migliaia di chilometri.

A sollevare la polvere sono i venti che attraversano le aree aride del Nord Africa. Quando la circolazione atmosferica richiama aria calda verso il Mediterraneo, le particelle vengono trascinate prima sul mare e successivamente sull’Europa meridionale.

Il legame con il caldo è quindi legato alla stessa configurazione meteorologica. La rimonta di aria subtropicale porta sulla Penisola temperature molto elevate e, contemporaneamente, favorisce il trasporto del pulviscolo desertico.

Una parte delle particelle resta negli strati più alti dell’atmosfera, generando i caratteristici cieli lattiginosi e riducendo la nitidezza dell’orizzonte. Un’altra parte può raggiungere quote più basse e contribuire temporaneamente all’aumento del particolato rilevato dalle centraline.

Il fenomeno non rappresenta una novità per l’Italia. Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service monitora regolarmente gli episodi di trasporto a lunga distanza, che possono coinvolgere Italia, Grecia, Spagna e altre zone europee.

L’intensità varia in base alla quantità di polvere sollevata, alla direzione dei venti e alla stabilità dell’atmosfera. In questo caso, la nube risulta particolarmente evidente sul Mediterraneo e sulle due Isole maggiori.

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Pioggia sporca sulle Alpi e cieli gialli al Centro-Sud

La polvere sahariana non interessa soltanto le regioni meridionali. Le correnti in quota possono spingerla fino al Nord Italia e all’arco alpino, dove l’arrivo di rovesci o temporali produce la cosiddetta “pioggia sporca”.

Le gocce d’acqua, attraversando gli strati carichi di pulviscolo, incorporano le particelle e le trascinano verso il suolo. Una volta evaporata l’acqua, rimangono depositi beige, giallastri o rossastri su vetri, automobili, terrazzi e superfici esposte.

Non si tratta quindi di sabbia caduta direttamente dal cielo sotto forma di granelli, ma di polvere minerale raccolta dalle precipitazioni. Il fenomeno può verificarsi anche a grande distanza dal deserto, comprese le vallate alpine.

Al Centro-Sud, dove le precipitazioni sono meno probabili, l’effetto più evidente rimane invece l’aspetto velato del cielo. La presenza del pulviscolo può attenuare la radiazione solare diretta, ma non è sufficiente a contrastare la massa d’aria calda che avvolge la Penisola.

Anche tramonti e albe possono assumere colori più intensi. Le particelle sospese diffondono infatti la luce e favoriscono tonalità arancioni o rossastre. L’effetto visivo può essere spettacolare, ma rappresenta anche il segnale di una temporanea alterazione della qualità dell’aria.

Le piogge possono ripulire localmente l’atmosfera, facendo però aumentare i depositi al suolo. Dove non piove, la riduzione dipende soprattutto dal cambiamento delle correnti e dall’allontanamento progressivo della nube.

Polveri sahariane e salute: chi deve fare attenzione

La presenza di pulviscolo desertico può determinare un aumento delle concentrazioni di PM10, cioè particelle con diametro uguale o inferiore a 10 micrometri. Non tutti gli episodi producono gli stessi valori al suolo, perché una parte consistente della nube può restare in quota.

L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda tuttavia che le tempeste di sabbia e polvere contribuiscono all’inquinamento atmosferico e possono rappresentare un problema soprattutto per le persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.

Durante le ore con maggiore concentrazione, bambini, anziani, persone asmatiche e soggetti con malattie cardiache o polmonari dovrebbero evitare attività fisica intensa all’aperto. È utile consultare i dati delle agenzie regionali per la protezione ambientale, che misurano il particolato effettivamente presente vicino al suolo.

Il rischio è aggravato dalle temperature elevate. Il caldo intenso aumenta lo stress sull’organismo e può favorire disidratazione, colpi di calore e peggioramento di patologie preesistenti. Restano quindi fondamentali idratazione, ambienti freschi e limitazione dell’esposizione nelle ore centrali.

Quando finiranno pulviscolo e caldo africano

Le mappe atmosferiche indicano che la quantità di polvere sull’Italia dovrebbe cominciare a diminuire in modo più netto da lunedì 31 agosto, grazie a una variazione delle correnti. Residui potrebbero comunque persistere più a lungo sulle regioni meridionali e sul Mediterraneo.

Il caldo seguirà un’evoluzione differente. Al Nord, il passaggio di correnti più instabili e alcuni temporali possono favorire un calo anticipato delle temperature. Al Sud e sulle Isole maggiori, invece, l’aria africana resterà più resistente, con valori ancora molto elevati durante il fine settimana.

La conclusione della nube sahariana non comporterà dunque un’immediata fine dell’estate rovente. Il pulviscolo è destinato ad attenuarsi per primo, mentre l’alta pressione continuerà a mantenere condizioni calde su una parte significativa del Paese.

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