L’ex funzionario delle Nazioni Unite aveva partecipato a numerose missioni internazionali, dalla Cambogia all’Iraq. Il presidente Alessandro Gentilucci: «Il suo esempio e il suo insegnamento per costruire la pace rimarranno sempre vivi».
La Provincia di Macerata piange la scomparsa di Andrea Angeli, ex funzionario delle Nazioni Unite, giornalista, scrittore e protagonista per oltre trent’anni di missioni internazionali in alcune delle aree più difficili del mondo.
Angeli è morto nella sua abitazione di Macerata all’età di 69 anni. Nato il 6 dicembre 1956, aveva dedicato gran parte della propria vita professionale alla diplomazia, alla comunicazione e alle missioni di pace.
Il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, insieme all’intera Amministrazione provinciale, ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa del concittadino, ricordandone il coraggio, la sensibilità e il legame mai interrotto con il territorio maceratese.
«Uomo di grande cuore, coraggio e dedizione, Angeli ha partecipato come portavoce a numerose missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, dall’Iraq alla Cambogia, passando per Namibia e Cile», ha dichiarato Gentilucci.
Una vita nelle missioni internazionali di pace
La carriera di Andrea Angeli si è sviluppata nei principali scenari di crisi degli ultimi decenni. Laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, ricevette il primo incarico internazionale nel 1987 in Cile, durante gli ultimi anni del regime di Augusto Pinochet.
Successivamente lavorò in Namibia, Cambogia, Timor Est, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Albania, Iraq e Afghanistan. Nel corso della sua attività ricoprì incarichi civili come portavoce e consulente per organizzazioni quali Nazioni Unite, Unione europea e Osce.
In Afghanistan fu anche consigliere politico nell’ambito della missione internazionale. La sua esperienza lo portò a lavorare a stretto contatto con diplomatici, militari, operatori umanitari, giornalisti e rappresentanti delle comunità locali.
Angeli amava definirsi un “peacekeeper senza uniforme”, espressione che riassumeva il suo ruolo di civile impegnato nei luoghi attraversati da guerre, crisi politiche e difficili processi di ricostruzione.
Nonostante gli incarichi internazionali e i periodi trascorsi tra Roma, New York e numerosi Paesi stranieri, mantenne sempre un rapporto profondo con Macerata. In città tornava regolarmente per incontri, presentazioni e iniziative dedicate ai temi della pace e della diplomazia.
La sua esperienza professionale è stata raccontata anche attraverso libri e testimonianze pubbliche, con l’obiettivo di mostrare il volto umano delle missioni internazionali e delle persone coinvolte nei conflitti.
Il salvataggio di Rosaria Bartoletti a Sarajevo
Uno degli episodi più conosciuti della vita di Andrea Angeli risale alla guerra in Bosnia ed Erzegovina. Durante l’assedio di Sarajevo, il funzionario si impegnò per rintracciare e portare in salvo Rosaria Bartoletti, considerata l’ultima cittadina italiana rimasta nella capitale bosniaca.
La città era allora sottoposta a bombardamenti e assediata dalle forze serbo-bosniache. Muoversi al suo interno significava affrontare rischi continui, strade esposte al tiro dei cecchini e collegamenti estremamente difficili.
«Durante la guerra in Bosnia Erzegovina, con il suo coraggio e senso di umanità, è riuscito a rintracciare e mettere in salvo Rosaria Bartoletti», ricorda Alessandro Gentilucci nel messaggio di cordoglio.
Quell’intervento diventò il simbolo dell’impegno personale di Angeli e della sua capacità di andare oltre i compiti istituzionali per aiutare concretamente chi si trovava in pericolo.
Per questa azione e per il lavoro svolto a Sarajevo, nel 1996 ricevette dal Comune di Ortona il primo Premio internazionale San Tommaso Apostolo tra le Genti. Nel 2010 ottenne una menzione speciale al Premio per la Pace della Regione Lombardia e fu nominato Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.
La sua storia è ricordata anche da Gariwo, la Foresta dei Giusti, che ne sottolinea l’impegno durante l’assedio di Sarajevo e il valore delle sue scelte.
Gentilucci: «Macerata perde un uomo di grande umanità»
Nel suo messaggio, il presidente della Provincia ha posto l’accento sul forte legame che Andrea Angeli aveva conservato con la città d’origine.
«Nonostante i suoi impegni in giro per il mondo e le residenze tra le Marche, Roma e New York, Angeli è sempre rimasto legatissimo alla sua Macerata, città che portava nel cuore e dove oggi resta un grande vuoto», ha affermato Gentilucci.
La Provincia ricorda soprattutto la lezione civile lasciata dall’ex funzionario delle Nazioni Unite: considerare la costruzione della pace come un lavoro quotidiano, capace di coinvolgere non soltanto le istituzioni internazionali ma anche le amministrazioni locali e i singoli cittadini.
«Il suo esempio e il suo insegnamento rimarranno vivi: l’impegno per promuovere la pace deve essere il filo rosso che collega l’azione di tutti noi amministratori e cittadini», prosegue il presidente.
Al cordoglio della Provincia si è unito quello del Comune di Macerata. Il sindaco Sandro Parcaroli ha ricordato Angeli come «un grande concittadino capace di percorrere le strade del mondo e di tessere trame di pace», nel messaggio pubblicato dall’Amministrazione comunale.
L’ultimo saluto nella chiesa di Santa Croce
I funerali di Andrea Angeli saranno celebrati sabato 5 settembre alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Santa Croce a Macerata.
La camera ardente è stata allestita presso il Centro funerario Città di Macerata, in via dei Velini. Angeli lascia la sorella Teresa, il cognato Marco e i nipoti Ludovica e Lorenzo.
La cerimonia sarà l’occasione per familiari, amici, colleghi e cittadini di salutare un uomo che ha attraversato guerre e cambiamenti politici mantenendo come riferimento il dialogo tra le persone.
La sua attività ha rappresentato anche un’importante testimonianza del contributo che funzionari civili, operatori umanitari e responsabili della comunicazione possono offrire nelle missioni internazionali.
«Ai familiari, agli amici e a quanti lo hanno conosciuto va il mio personale affetto e la vicinanza di tutto l’Ente in questo momento di dolore», conclude Alessandro Gentilucci nel messaggio diffuso dalla Provincia di Macerata.
Con Andrea Angeli scompare una figura profondamente legata a Macerata, ma conosciuta ben oltre i confini regionali. Rimangono le sue testimonianze, i suoi libri e una lunga esperienza costruita nei luoghi in cui parlare di pace significava, prima di tutto, lavorare ogni giorno per renderla possibile.
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