Il Governo prepara un nuovo decreto per evitare la scadenza del taglio delle accise sul gasolio. Lo sconto potrebbe però scendere dagli attuali 17 centesimi a 10-12 centesimi al litro, mentre resta incerto il possibile buono carburante per lavoratori con redditi fino a 28mila euro.
Taglio delle accise sul diesel verso una nuova proroga
Una nuova proroga per contenere il prezzo del gasolio, in attesa di definire interventi più selettivi contro il caro carburanti. È la soluzione sulla quale sta lavorando il Governo, chiamato a intervenire prima della scadenza dello sconto fissata alla mezzanotte del 17 settembre 2026.
Il nuovo decreto è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri. La misura dovrebbe avere una durata limitata, indicativamente compresa tra sette e dieci giorni, per evitare un’interruzione improvvisa dell’agevolazione.
La decisione definitiva, tuttavia, non è stata ancora formalizzata. Il punto più delicato riguarda l’entità dello sconto. L’attuale riduzione complessiva vale circa 17 centesimi al litro, dei quali 14 centesimi derivano dal taglio dell’accisa e circa 3 centesimi dal conseguente effetto sull’Iva.
Le simulazioni del Ministero dell’Economia starebbero valutando una riduzione dell’aiuto a 10-12 centesimi al litro. Se questa ipotesi venisse confermata, lo sconto resterebbe in vigore ma sarebbe inferiore di 5-7 centesimi rispetto a quello attuale.
In assenza di variazioni delle quotazioni petrolifere e dei margini della filiera, per un rifornimento da 50 litri la differenza potrebbe tradursi in una maggiore spesa compresa tra 2,50 e 3,50 euro.
La proroga avrebbe quindi una funzione di collegamento tra l’attuale intervento generalizzato e il possibile passaggio a sostegni destinati soltanto alle famiglie e ai lavoratori con redditi più bassi.
Benzina a 2,12 euro e diesel oltre 2,23 euro al litro
L’intervento arriva mentre i prezzi alla pompa continuano a raggiungere nuovi massimi. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina self service sulla rete stradale ha raggiunto una media di 2,120 euro al litro.
Il gasolio è arrivato a 2,231 euro al litro, nonostante benefici già della riduzione fiscale di 17 centesimi. In autostrada il diesel self ha superato la soglia di 2,30 euro al litro, con valori ancora più elevati per il servizio assistito.
La situazione appare particolarmente delicata perché il prezzo del gasolio incide non soltanto sugli automobilisti, ma anche sul trasporto delle merci. Gran parte della distribuzione commerciale italiana viaggia infatti su strada.
Un aumento persistente può trasferirsi sui prezzi di alimenti, prodotti industriali, consegne e servizi. Il rischio è quindi che il caro carburanti contribuisca a una nuova accelerazione dell’inflazione, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie.
Alla fine di febbraio 2026, prima dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, sulla rete ordinaria la benzina self costava mediamente circa 1,67 euro al litro, mentre il gasolio si attestava intorno a 1,72 euro. In pochi mesi l’aumento ha quindi raggiunto circa 45 centesimi per la benzina e oltre 50 centesimi per il diesel.
Il Governo vuole evitare che la scadenza dello sconto porti il gasolio verso o oltre i 2,40 euro al litro. Una soglia considerata pericolosa per famiglie, imprese di trasporto e intera catena logistica.
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Bonus benzina da 150 euro: chi potrebbe riceverlo
Accanto alla proroga delle accise, Palazzo Chigi sta valutando un sostegno più mirato. Tra le ipotesi esaminate figura un buono carburante una tantum da 150 euro, destinato ai lavoratori dipendenti e autonomi con un reddito non superiore a 28mila euro.
Il contributo potrebbe essere utilizzato tra ottobre e dicembre 2026. Al momento, però, non sono ancora stati definiti modalità di erogazione, requisiti dettagliati e procedure per ottenere il beneficio.
Non è quindi possibile presentare il buono come una misura già approvata. Restano da chiarire anche il tipo di reddito da prendere in considerazione, l’eventuale utilizzo dell’Isee, la compatibilità con altri aiuti e il trattamento dei nuclei familiari con più lavoratori.
Il principale ostacolo è rappresentato dalle coperture finanziarie. Un bonus da 150 euro rivolto a una platea molto ampia richiederebbe risorse consistenti, mentre il Governo deve già sostenere il costo delle proroghe dello sconto fiscale.
L’ultima estensione di sette giorni del taglio sul diesel è stata quantificata in circa 85 milioni di euro. Proseguire a lungo con una riduzione generalizzata comporterebbe quindi una spesa elevata per i conti pubblici.
Per questo l’esecutivo punta ad attendere il 22 settembre, quando l’Istat dovrebbe diffondere l’aggiornamento relativo al deficit e al Pil del 2025. I dati saranno rilevanti anche per valutare il possibile percorso di uscita dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
Soltanto dopo questo passaggio sarà più chiaro lo spazio finanziario disponibile per buoni carburante, riduzioni fiscali o altri interventi contro il caro energia.
Petrolio sopra i 100 dollari, perché i prezzi continuano a salire
La corsa dei carburanti è alimentata dalla crisi delle rotte energetiche mediorientali. Alle difficoltà nello Stretto di Hormuz si sono aggiunte le tensioni nel Mar Rosso e nell’area dello Stretto di Bab el-Mandeb, passaggio strategico per il commercio internazionale.
La situazione è peggiorata dopo gli attacchi contro infrastrutture energetiche saudite e l’interruzione dell’oleodotto East-West, conosciuto anche come Petroline. L’impianto collega i giacimenti orientali dell’Arabia Saudita al terminale di Yanbu sul Mar Rosso e rappresenta un’alternativa alle esportazioni attraverso Hormuz.
Le tensioni hanno spinto il petrolio Brent oltre i 105 dollari al barile, con oscillazioni intorno o sopra quota 110. Quando aumenta il costo del greggio, gli effetti non arrivano immediatamente e in modo identico alla pompa, ma si trasmettono progressivamente attraverso raffinazione, trasporto e distribuzione.
Per gli automobilisti la nuova proroga può quindi attenuare temporaneamente i rincari, ma difficilmente potrà neutralizzare una crisi internazionale prolungata.
La certezza, per ora, riguarda soltanto la scadenza imminente dell’attuale agevolazione. Durata della proroga, valore effettivo dello sconto e introduzione del bonus da 150 euro dovranno essere confermati dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri e dalla successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.









