Sabato 3 ottobre 2026 si celebra l’83° anniversario dell’inizio della lotta di liberazione ad Ascoli Piceno. Omaggi ai caduti in città e a Colle San Marco, interventi delle istituzioni e letture degli studenti per ricordare il sacrificio dei partigiani.
Ascoli Piceno torna a commemorare i caduti di Colle San Marco, protagonisti di una delle prime esperienze della Resistenza italiana. Sabato 3 ottobre 2026 si terranno le celebrazioni dell’83° anniversario dell’inizio della lotta di liberazione, con un percorso che partirà dal centro cittadino e raggiungerà i luoghi della memoria sul colle.
La manifestazione è organizzata dalla Provincia di Ascoli Piceno, insieme al Comune e all’ANPI provinciale. Il programma prevede deposizioni di corone, saluti istituzionali, testimonianze e riflessioni affidate alle scolaresche, prima della celebrazione della Santa Messa alle 11.
Al centro della giornata ci saranno gli eventi del 3 ottobre 1943, quando i partigiani affrontarono le forze tedesche sul Colle San Marco, pagando un pesante tributo di vite umane. Una vicenda che appartiene alla storia della città e al più ampio percorso della lotta contro l’occupazione nazista e il fascismo.
La presenza degli studenti darà alla commemorazione una dimensione educativa, collegando il ricordo dei caduti alla conoscenza dei fatti e delle scelte compiute in quei mesi.
Per chi intende seguire le celebrazioni, il primo appuntamento è fissato alle 9 in piazza Simonetti, presso il Palazzo del Governo. La mattinata proseguirà in piazza Roma e poi a Colle San Marco, dove si svolgerà la parte centrale della cerimonia.
Il programma del 3 ottobre: dalla città al sacrario
La commemorazione inizierà con la deposizione di una corona alle 9 in piazza Simonetti, davanti al Palazzo del Governo. Alle 9.15 seguirà l’omaggio al monumento ai caduti in piazza Roma.
Alle 9.45, le autorità civili e militari convenute si recheranno a Colle San Marco. Qui, alle 10, è prevista la deposizione delle corone presso il cippo e il sacrario dedicati ai caduti della Resistenza.
Seguiranno i saluti della prefetta Giovanna Longhi, del presidente della Provincia Fabio Salvi e del sindaco Marco Fioravanti. Interverrà quindi Rita Forlini, presidente del comitato provinciale dell’ANPI.
La parola passerà successivamente alle scolaresche, che leggeranno testimonianze e riflessioni dedicate a quel momento storico. Il programma annunciato si concluderà alle 11 con la Santa Messa.
La successione degli appuntamenti mette in relazione i monumenti cittadini con i luoghi nei quali si consumarono gli scontri. Piazza Simonetti e piazza Roma saranno le prime tappe dell’omaggio pubblico, mentre il colle ospiterà il momento di raccoglimento e gli interventi.
Il sacrario di Colle San Marco sarà dunque il punto centrale della mattinata. La partecipazione delle istituzioni, dell’associazione partigiana e delle scuole riunirà differenti generazioni attorno alla memoria della Resistenza ascolana, dando spazio sia alla commemorazione dei caduti sia alla comprensione del contesto nel quale agirono.
Colle San Marco nel 1943: le prime settimane della Resistenza
Gli avvenimenti di ottobre si collocano nelle settimane successive all’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’occupazione tedesca e la crisi delle strutture militari italiane aprirono una fase drammatica.
La ricostruzione pubblicata dall’ANPI provinciale di Ascoli Piceno ricorda che, dopo gli scontri avvenuti in città il 12 settembre, giovani antifascisti, militari e civili si portarono sul colle. Spartaco Perini, insieme ad altri ufficiali, contribuì all’organizzazione del nucleo partigiano.
Il 3 ottobre l’attacco tedesco investì le posizioni dei resistenti. La sproporzione di armamenti ed equipaggiamento rese lo scontro particolarmente duro, con morti, catture e successive deportazioni. Le vicende del colle si svilupparono nell’arco di più giornate: la data commemorativa richiama quindi una sequenza di combattimenti e repressione.
Tra i caduti figura Serafino Cellini, nato ad Ascoli nel 1921, operaio meccanico e militare dell’Aeronautica. Dopo l’armistizio entrò nella formazione dei Patrioti del Colle San Marco e morì il 3 ottobre 1943. Gli fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, come documenta la scheda biografica dell’ANPI nazionale.
Ricordare i nomi e i percorsi personali permette di restituire concretezza alla storia: dietro la commemorazione ci sono giovani vite, famiglie e una comunità attraversata dalla guerra.
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La Medaglia d’oro ad Ascoli e il valore della memoria
Il contributo della città alla lotta di liberazione è riconosciuto dalla Medaglia d’oro al valor militare, conferita ad Ascoli Piceno il 12 aprile 2001.
La motivazione ufficiale pubblicata dal Quirinale richiama gli scontri del 12 settembre 1943 e la resistenza opposta a Colle San Marco tra il 2 e il 5 ottobre, sottolineando le difficili condizioni dei combattenti e le perdite subite. Ricorda inoltre il sostegno prestato a prigionieri alleati e militari italiani, insieme alle deportazioni e alle distruzioni patite dalla città.
Questo riconoscimento colloca gli eventi del colle nel percorso complessivo della Resistenza ascolana. La celebrazione del 3 ottobre conserva il legame con quei luoghi e offre un’occasione per approfondire la storia locale attraverso fonti e testimonianze.
Le letture degli studenti saranno uno dei momenti più significativi del programma: porteranno il racconto dei fatti nella voce di chi appartiene a generazioni lontane dalla guerra.
A 83 anni dagli eventi del 1943, la commemorazione unirà così l’omaggio ai caduti alla trasmissione della memoria. Gli appuntamenti in città e al sacrario permetteranno alla comunità di ritrovare nei propri luoghi il significato storico della lotta di liberazione.









