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Il bilancio delle Fiamme Gialle riguarda fisco, lavoro, carburanti, droga e sicurezza dei prodotti. Nella provincia identificati 2.723 cittadini e controllati 1.800 veicoli, con particolare attenzione al litorale e alle aree più frequentate.

Controlli fiscali, verifiche sui distributori di carburante e interventi contro spaccio e contraffazione. La Guardia di Finanza di Fermo ha diffuso il bilancio delle attività svolte durante l’estate, nell’ambito del presidio della legalità economico-finanziaria sul territorio provinciale.

Gli interventi hanno interessato diversi settori, dall’economia sommersa alla tutela dei consumatori. Il quadro comprende 203 controlli sugli adempimenti fiscali, con 42 casi di irregolarità, e la scoperta di tre lavoratori in nero e uno irregolare.

Sul fronte della sicurezza dei prodotti, le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 1.400 articoli presumibilmente contraffatti e più di 600 prodotti non sicuri. Le attività antidroga hanno invece portato a cinque persone denunciate alla Procura e 52 segnalazioni alle Prefetture.

Il dispositivo ha incluso anche i controlli delle pattuglie “117”, con 2.723 persone identificate e 1.800 veicoli controllati. Il Comando provinciale riferisce inoltre di diverse infrazioni al Codice della strada contestate.

I numeri descrivono attività differenti e non vanno sovrapposti: una denuncia all’autorità giudiziaria, una segnalazione amministrativa e una violazione fiscale seguono percorsi distinti. Il bilancio fotografa gli esiti dei controlli, senza anticipare le successive valutazioni sulle responsabilità penali.

Fisco e lavoro: 203 controlli e quattro lavoratori fuori regola

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Una parte dell’attività estiva si è concentrata sul corretto adempimento degli obblighi fiscali. Nei 203 controlli strumentali eseguiti, i finanzieri hanno constatato 42 irregolarità relative alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

Si tratta degli obblighi che riguardano la registrazione e la comunicazione dei dati delle operazioni effettuate. Le verifiche mirano a individuare le violazioni e a tutelare anche gli operatori economici che rispettano le regole.

Il dato diffuso dal Comando riguarda i casi riscontrati durante gli interventi. Non rappresenta una stima della diffusione delle irregolarità nell’intera provincia, né consente di attribuire lo stesso comportamento a tutte le attività di un settore.

Sul versante del lavoro, sono stati individuati tre lavoratori in nero e un lavoratore irregolare. Nei confronti dei rispettivi datori di lavoro sono state elevate sanzioni per diverse migliaia di euro, senza che il comunicato indichi un importo complessivo preciso.

Anche queste due categorie devono restare distinte: il bilancio separa il lavoro nero dalle altre irregolarità riscontrate e non specifica la natura della quarta posizione.

L’azione contro l’economia sommersa ha una ricaduta sulla concorrenza. Il mancato rispetto degli obblighi fiscali e lavorativi può infatti alterare le condizioni in cui operano le imprese regolari. È su questa tutela, insieme a quella dei lavoratori, che si concentra il presidio economico-finanziario.

Carburanti e prodotti: verifiche sui prezzi e sequestri

I controlli sui distributori di carburante hanno portato all’accertamento di irregolarità nella trasparenza e nell’esposizione dei prezzi praticati ai clienti. Il comunicato non precisa quanti impianti siano stati interessati dalle violazioni.

Gli accertamenti hanno riguardato gli obblighi di comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la corretta indicazione dei prezzi al pubblico, il funzionamento dei sistemi di erogazione e la qualità dei prodotti.

Le violazioni riferite nel bilancio riguardano però trasparenza ed esposizione: non vengono annunciati riscontri di carburante adulterato o alterazioni dei quantitativi erogati.

Per i consumatori, un riferimento utile è Osservaprezzi carburanti del MIMIT, il servizio pubblico che permette di consultare i prezzi comunicati dagli impianti sul territorio nazionale. È disponibile anche un’app dedicata. 

Un altro filone ha interessato contraffazione dei marchi, sicurezza dei prodotti e tutela del diritto d’autore e del Made in Italy. Sono stati sequestrati oltre 1.400 articoli presumibilmente contraffatti e più di 600 prodotti non sicuri, questi ultimi per violazioni del Codice del consumo.

Cinque soggetti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per commercio di prodotti con segni falsi. La qualificazione della merce come presumibilmente contraffatta mantiene distinta l’ipotesi emersa dai controlli dall’accertamento definitivo.

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Antidroga e pattuglie sul territorio: denunce e segnalazioni

Le attività contro il traffico di stupefacenti sono state condotte anche con l’ausilio delle unità cinofile, vicino ai locali della movida e nei luoghi a maggiore presenza turistica, soprattutto nei Comuni del litorale.

Il bilancio indica 66 interventi, dai quali sono derivate cinque denunce alla Procura per ipotesi di spaccio e 52 segnalazioni alle Prefetture per i provvedimenti amministrativi di competenza.

La distinzione è sostanziale: la segnalazione al prefetto non equivale a una denuncia per spaccio. Il quadro normativo sugli stupefacenti prevede infatti anche un procedimento amministrativo per la detenzione destinata all’uso personale, come ricorda la Prefettura di Novara. 

Per le persone denunciate, le responsabilità penali dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria. Nel comunicato non vengono indicati arresti né quantità complessive di sostanze sequestrate.

Il presidio è proseguito attraverso le pattuglie “117”, impegnate nelle aree considerate più sensibili della provincia anche nell’ambito del dispositivo coordinato dalla Prefettura di Fermo.

L’identificazione di persone e il controllo dei veicoli completano un’attività che affianca sicurezza del territorio e tutela dell’economia. Il Comando provinciale conferma la prosecuzione dell’impegno contro le irregolarità, a protezione dei cittadini e delle imprese che operano nel rispetto delle norme.

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