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ASCOLI PICENO – “Arriva, finalmente, il via libera alla legge che riconosce la qualificazione di restauratori”. Questo il commento del presidente di Confartigianato Restauro della Regione Marche, il noto restauratore ascolano Rino Altero Angelini, sulla nuova normativa che riconosce la competenza e il saper fare dei restauratori artigiani, eredi della secolare tradizione italiana.

 PRIMO SEGNALE – “Questo è un primo buon segnale – aggiunge Angelini – per le imprese in attività, che nelle province di Ascoli Piceno e Fermo sono 119 e che altrimenti rischiavano l’esclusione dall’affidamento di lavori che oggi, di fatto, svolgono in maniera idonea e qualificata. Ora manca l’attenzione giusta da parte della committenza pubblica che, sempre più a corto di fondi, rischia di espellere dal mercato una realtà di imprese e di collaboratori molto qualificata e che è pedina importante nel rilancio di quel segmento dell’economia nazionale e territoriale che viene dalla cultura. Un patrimonio che rischia ogni giorno il deterioramento e, più ancora, la dimenticanza.

PROVVEDIMENTO NECESSARIO E ATTESO DA TEMPO – A sbloccare in via definitiva il disegno di legge che stabilisce i requisiti professionali per ottenere la qualifica di restauratore è stata la Commissione Cultura della Camera alla vigilia delle dimissioni del premier Monti. Si tratta di un provvedimento atteso da tempo e che va a modificare l’articolo 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, cambiando la disciplina transitoria per il conseguimento delle qualifiche di restauratore e di collaboratore restauratore di beni culturali. L’intervento, reclamato con forza, si rendeva necessario perché numerose imprese del settore sarebbero state di fatto escluse dalla possibilità di ottenere la qualificazione necessaria per partecipare alle procedure di affidamento di appalti pubblici per l’esecuzione di lavori di restauro. Oltre alla formazione universitaria, viene riconosciuto il lavoro svolto anche dopo il 2004. Inoltre è prevista la possibilità di far valere le prestazioni di lavoro iniziate alla data di entrata in vigore della nuova legge e portate a compimento entro il 2014 con il riconoscimento del lavoro portato a buon fine delle Sovrintendenze appaltanti.