Il tumore al seno, o carcinoma mammario, rappresenta una delle forme di cancro più diffuse tra le donne, con decine di migliaia di nuove diagnosi ogni anno in Italia e nel mondo. Secondo fonti autorevoli, questa neoplasia deriva dalla proliferazione incontrollata di cellule all’interno del tessuto mammario e può svilupparsi sia nelle cellule dei dotti che in quelle dei lobuli, spesso in modo silenzioso nelle fasi iniziali.
Nonostante la sua frequenza, c’è un aspetto che fa sperare: la mortalità da tumore al seno è in diminuzione grazie proprio alle campagne di diagnosi precoce, alla diffusione di programmi di screening e agli enormi progressi terapeutici realizzati negli ultimi decenni.
Tumore al seno: I segnali da non sottovalutare
Una delle difficoltà principali del tumore al seno è il fatto che possa essere asintomatico nelle sue fasi iniziali. Per questa ragione lo screening regolare è considerato cruciale. La mammografia, raccomandata generalmente a partire dai 50 anni con una frequenza biennale, consente di identificare anomalie anche molto piccole, prima che si manifestino sintomi evidenti.
Quando cominciano a emergere segni più evidenti, possono includere la comparsa di un nodulo duro nella mammella o nell’ascella, un cambiamento nella forma o nella dimensione della mammella, variazioni della pelle come arrossamenti o infossamenti, e modificazioni del capezzolo come retrazioni o secrezioni insolite.
È fondamentale sottolineare che non tutti i noduli sono tumori, ma qualsiasi cambiamento sospetto deve essere valutato con attenzione da un professionista sanitario. L’autopalpazione regolare può aiutare le persone a conoscere meglio il proprio corpo e a segnalare tempestivamente eventuali alterazioni.
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Diagnosi e percorsi clinici
Quando un nodulo o un’area sospetta viene individuata, i medici ricorrono a una combinazione di esami diagnostici per confermare o escludere la presenza di un tumore. La biopsia è il test definitivo, che consente di analizzare al microscopio le cellule prelevate e definire la natura della lesione.
Prima della biopsia, si possono effettuare altri esami come ecografia mammaria, mammografia e, in alcuni casi, risonanza magnetica per ottenere informazioni più dettagliate sulla struttura del tessuto.
La diagnosi precoce, combinata con la valutazione dei fattori di rischio individuali come l’età, la storia familiare o la presenza di mutazioni genetiche note (come BRCA1 e BRCA2 in alcuni casi ereditari), fornisce una base migliore per decidere il percorso terapeutico e aumentare le possibilità di successo.
Prevenzione, stili di vita e la ricerca
Il termine prevenzione nel contesto del tumore al seno non significa necessariamente evitare completamente la malattia, ma piuttosto adottare strumenti e abitudini che ne consentano la scoperta in una fase iniziale o riducano i fattori di rischio associati. Alcuni di questi includono stili di vita salutari, l’attenzione al peso corporeo, l’attività fisica regolare, la limitazione di alcol e tabacco e la partecipazione a programmi di screening.
Inoltre tutti i programmi di prevenzione includono l’informazione: sapere quali segni osservare e capire quando è opportuno consultare un medico può fare la differenza. Anche se per molte persone i primi sintomi non si manifestano precocemente, il tessuto tumorale può essere rilevato con esami di imaging ben prima che diventi palpabile.
Importanti progressi scientifici sono stati compiuti anche nel campo della terapia. Oggi le opzioni comprendono chirurgia, chemioterapia, radioterapia, terapie ormonali e trattamenti biologici personalizzati a seconda del tipo di tumore e del suo stadio di sviluppo. L’approccio multimodale e la personalizzazione dei trattamenti hanno aumentato significativamente la sopravvivenza e la qualità di vita per molte persone affette da carcinoma mammario.









