L’inizio del 2026 sta segnando un momento di forte instabilità per i trasporti europei. In particolare, l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol, uno dei principali hub del continente con oltre 66 milioni di passeggeri all’anno, ha vissuto giorni di grave disorganizzazione dovuti a un’inaspettata ondata di neve e condizioni meteorologiche avverse. La combinazione di nevicate, forti venti e formazione di ghiaccio sulle piste ha già provocato la cancellazione di circa 800 voli in pochi giorni, lasciando migliaia di viaggiatori in attesa nei terminal e causando disagi che si estendono ben oltre i confini olandesi.
Amsterdam sotto la neve, centinaia di voli saltano
Le autorità aeroportuali di Amsterdam-Schiphol hanno registrato una crescita costante dei disservizi sin dai primi giorni del 2026. A causa delle nevicate e di venti intensi, l’attività di de-icing degli aeromobili e la pulizia delle piste si sono rivelate attività estremamente gravose, riducendo drasticamente la capacità operativa dell’hub nei giorni successivi alla Befana. Le compagnie, in particolare KLM, hanno confermato l’annullamento di centinaia di voli in partenza e in arrivo, mentre altre cancellazioni sono state annunciate nelle previsioni per giorni successivi.
Nei momenti più critici, molte persone sono rimaste bloccate all’interno dell’aeroporto, dove brandine e spazi temporanei sono stati allestiti per offrire un minimo di comfort a chi non è riuscito a ripartire o raggiungere la destinazione prevista. Anche i servizi ferroviari internazionali e regionali hanno subito rallentamenti o sospensioni, interrompendo i collegamenti con il resto d’Europa e aggravando la situazione complessiva dei trasporti.
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Perché la neve crea un caos a Schiphol
Amsterdam, come molte altre città europee con clima marittimo, non è abituata a nevicate intense e prolungate. Anche pochi centimetri di neve e ghiaccio possono rendere le operazioni aeroportuali estremamente complesse, perché ogni aeromobile deve essere liberato da neve e ghiaccio prima del decollo o dell’atterraggio, secondo rigidi standard di sicurezza. Questo processo richiede tempo, attrezzature specifiche e una disponibilità costante di fluido antigelo, che in molte occasioni è risultato insufficiente o difficile da rifornire rapidamente.
Il risultato è stato un effetto domino: piste meno disponibili, aerei che ritardano per interminabili ore, equipaggi costretti ad adattare piani di volo e passeggeri che, pur arrivando in anticipo in aeroporto, si sono trovati a fronteggiare cancellazioni in massa, code ai desk di informazione e difficoltà nel riprogrammare i propri itinerari.
L’impatto sui viaggiatori e le alternative
Per chi aveva in programma di viaggiare nei giorni dell’epifania o nei primi giorni lavorativi del 2026, la situazione si è rivelata particolarmente frustrante. Le cancellazioni non solo hanno compromesso i piani di rientro o partenza, ma hanno anche inciso sui collegamenti internazionali, con ripercussioni in città come Parigi, Bruxelles e Londra, dove coincidenze e arrivi dipendono spesso dai voli in transito attraverso Schiphol.
Le normative europee sui diritti dei passeggeri prevedono che, in caso di cancellazione causata da circostanze eccezionali come il maltempo, le compagnie aree non siano obbligate a fornire compensazioni economiche forfettarie, ma devono comunque offrire assistenza come il riprotezione su un altro volo o il rimborso del biglietto e pasti durante l’attesa. I passeggeri interessati sono invitati a contattare le rispettive compagnie e verificare le opzioni disponibili tramite i canali ufficiali delle loro prenotazioni.
Immagini e storie dal terminal: la dimensione umana dei disagi
La comunità dei viaggiatori racconta scene di code interminabili alle biglietterie, famiglie con bambini che trascorrono ore nei corridoi dei terminal senza un piano chiaro, e centinaia di valigie abbandonate nei pressi dei nastri trasportatori. Alcuni hanno scelto di restare in aeroporti vicini o città limitrofe, altri hanno atteso fino all’ultimo minuto nuove aperture di posti sui voli riprogrammati. La situazione è un esempio evidente di come condizioni climatiche estreme, anche in regioni non abitualmente soggette a nevicate intense, possano mettere sotto stress intere infrastrutture di trasporto globale.
Il futuro prossimo: monitoraggio e previsioni
Secondo i meteorologi, la perturbazione invernale non accenna a diminuire rapidamente, con temperature sotto lo zero e possibili ulteriori nevicate nella regione del nord Europa. Le autorità aeroportuali e le compagnie stanno lavorando per aumentare le risorse dedicate alla rimozione della neve e al de-icing degli aeromobili, ma i prossimi giorni saranno ancora critici per chi ha in programma viaggi internazionali tramite lo scalo di Amsterdam.
La speranza è che, con il miglioramento delle condizioni meteorologiche e l’intensificazione delle operazioni tecniche, la normalità possa gradualmente tornare, consentendo a Schiphol di riprendere il ruolo di snodo cruciale che storicamente ha sempre avuto nella rete dei trasporti europei.









