La prima parte del 2026 ha portato con sé un maltempo pesante che sta mettendo in difficoltà non solo singoli aeroporti, ma intere reti di trasporto aereo in Europa. Neve, gelo e vento forte alimentano una situazione di caos che si riflette in cancellazioni su larga scala, ritardi diffusi e crescente frustrazione tra i viaggiatori. La dimensione del fenomeno è tale che chi pianifica un viaggio in questo periodo deve considerare non solo le condizioni locali, ma possibili effetti a catena su scala continentale.
I dati più aggiornati indicano che l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol, uno dei principali hub europei, ha cancellato centinaia di voli in pochi giorni: solo nella giornata del 7 gennaio sono stati annullati circa 800 voli a causa di neve e venti forti, e il totale complessivo delle cancellazioni dall’inizio delle nevicate ha superato le 3.000 secondo il monitoraggio dei voli.
Voli cancellati: neve, ghiaccio e fluidi antigelo
Le cause principali delle cancellazioni non sono esclusivamente le precipitazioni abbondanti, ma anche le difficoltà tecniche legate alla rimozione della neve e del ghiaccio da piste e aeromobili, operazioni che richiedono tempo, attrezzature specifiche e, soprattutto, il fluido antigelo necessario per rendere sicuri i velivoli prima della partenza. Nel caso di Schiphol, la compagnia aerea KLM ha comunicato che stava utilizzando circa 85.000 litri al giorno di fluidi per la de-icing delle ali e delle fusoliere, ma la domanda ha finito per superare le scorte disponibili a causa della domanda simultanea di molti aeroporti europei colpiti dal maltempo.
Questa carenza ha aggravato i problemi già causati dalle condizioni meteorologiche avverse, con operazioni di rimozione della neve sotto pressione e continui ritardi sulla tabella di marcia di partenze e arrivi. Secondo il monitoraggio di traffico aereo, dall’inizio delle nevicate il totale delle cancellazioni a Schiphol ha superato le 3.200 unità in meno di una settimana, con il traffico fortemente ridotto e passeggeri rimasti bloccati nei terminal.
Disagi in Europa: Amsterdam, Parigi e oltre
Il fenomeno dei voli cancellati non si limita ai Paesi Bassi. Anche la regione di Parigi sta vivendo una significativa interruzione dei collegamenti aerei. A causa della neve e del ghiaccio, le autorità francesi hanno imposto la cancellazione di una quota rilevante di voli: circa il 40 % dei voli programmati a Charles de Gaulle e il 25 % a Parigi Orly nella mattinata del 7 gennaio sono stati annullati, con effetti a catena sulle prenotazioni e sugli spostamenti internazionali.
Questa dinamica si inserisce in un quadro più ampio di condizioni climatiche estreme che hanno interessato molte aree del continente. Le autorità di trasporto e meteorologiche hanno diramato allerte di neve e ghiaccio su vasta scala, con la raccomandazione di evitare spostamenti non indispensabili e di prepararsi a ulteriori disagi nei prossimi giorni, mentre le nevicate continuano a colpire anche regioni non tipicamente abituate a fronteggiare queste condizioni.
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Oltre l’Europa: impatti globali dei maltempo invernali
Se l’Europa è il centro delle cancellazioni attuali a causa delle forti nevicate, fenomeni simili si verificano anche in altre parti del mondo durante le stagioni fredde. Negli Stati Uniti, ad esempio, le bufere di neve e ghiaccio sono storicamente responsabili di cancellazioni di voli e interruzioni del traffico aereo, con aeroporti principali come quelli di Chicago e New York che registrano regolarmente riduzioni operative in caso di condizioni estreme. I dati climatici sugli effetti delle tempeste invernali mostrano come neve e ghiaccio aumentino significativamente il rischio di cancellazioni e ritardi nei servizi aeroportuali, costringendo le compagnie aeree a riprogrammare o cancellare centinaia di voli nelle stagioni di freddo intenso.
In Asia, rotte in zone montuose o soggette a inverni rigidi, come in Giappone e Corea, vedono anch’esse cancellazioni in caso di neve abbondante o condizioni di ghiaccio sulle piste, mentre in alcune aree dell’Oceania la neve può produrre disagi imprevedibili in aeroporti situati in altitudine. Quando servizi di de-icing e infrastrutture dedicate non sono disponibili o sufficientemente ampi, anche scali non abituati a grandi nevicate possono arrestarsi quasi completamente per giorni, come testimoniano vari casi osservati su reti social e fonti del settore.
L’impatto umano: passeggeri bloccati e viaggi spezzati
Le conseguenze immediate delle cancellazioni di voli sono drastiche per i passeggeri: famiglie costrette a passare la notte all’interno dei terminal, prenotazioni di hotel difficili da ottenere, code ai desk di assistenza e lunghe ore di attesa per le riprotezioni automatiche dei voli. Nel caso di Amsterdam e Parigi, molte persone hanno dormito negli aeroporti, con brandine allestite e pasti forniti in loco, mentre le informazioni sulle soluzioni di viaggio sono risultate spesso difficili da reperire nei momenti più critici.
Le regole europee sui diritti dei passeggeri prevedono che in caso di cancellazioni causate da circostanze eccezionali come il maltempo le compagnie non siano obbligate a pagare compensazioni finanziarie, ma debbano comunque garantire assistenza, riprotezione su altri voli o rimborso del biglietto, pasti e alloggio se necessario. Questa protezione non annulla la frustrazione di viaggiatori che vedono i propri piani compromessi, ma costituisce uno strumento di tutela che può attenuare l’impatto immediato.
Come orientarsi in un periodo di caos aereo
Per chi si trova costretto a viaggiare durante ondate di maltempo come quella che sta colpendo l’Europa, alcune raccomandazioni pratiche possono fare la differenza: controllare frequentemente lo stato del proprio volo tramite app e portali ufficiali della compagnia aerea, verificare eventuali notifiche di cancellazione o cambio di schedule, e considerare alternative come spostamenti ferroviari o stradali quando possibile. Anche pianificare tempi di trasferimento più ampi tra i voli può aiutare a ridurre il rischio di perdere coincidenze a causa di ritardi o cancellazioni su tratte precedenti.
La situazione in corso rivela come le condizioni meteorologiche estreme siano ancora tra i fattori più imprevedibili e difficili da gestire per il trasporto aereo globale, con effetti che trascendono i confini nazionali e richiedono soluzioni di coordinamento internazionale tra aeroporti, compagnie aeree e autorità aeroportuali.









