Sant’Egidio alla Vibrata, piccolo comune della provincia di Teramo, è stato scosso nel tardo pomeriggio di giovedì 8 gennaio 2026 da un’esplosione in una palazzina che ha trasformato un tranquillo inizio d’anno in una serata di paura, evacuazioni e lunghe ore di lavoro per vigili del fuoco, tecnici e forze dell’ordine. L’episodio ha avuto origine da una significativa perdita di gas in una zona residenziale di viale Marche, che ha saturato l’aria di metano e ha reso inevitabile la deflagrazione quando un uomo di 47 anni ha aperto la luce nel bagno, innescando l’esplosione che lo ha ferito gravemente.
Sant’Egidio alla Vibrata: Una fuga di gas e poi l’esplosione
La ricostruzione dei fatti, confermata dalle autorità intervenute e dalle prime relazioni tecniche, indica che la perdita di gas si è verificata precedentemente a causa di un danneggiamento della condotta urbana del metano, provocato da un’impresa impegnata nei lavori di posa della fibra ottica con tecnologia di scavo. Il gas ha iniziato a fuoriuscire e, probabilmente attraverso la rete fognaria, si è diffuso all’interno delle abitazioni fino a raggiungere l’appartamento dove la deflagrazione è avvenuta nel tardo pomeriggio.
L’uomo rimasto coinvolto ha riportato ustioni gravi al volto, alle mani e alla testa ed è stato trasferito in condizioni serie all’ospedale “Giuseppe Mazzini” di Teramo, dove è stato intubato e sottoposto a cure specifiche per l’inalazione di gas e le ferite riportate.
Per consentire l’intervento e garantire la massima sicurezza, è stata decisa la chiusura temporanea della strada statale 259 “Vibrata” nel tratto compreso tra il chilometro 21,500 e il chilometro 22,036 in entrambe le direzioni, bloccando il traffico locale. Le deviazioni sono state predisposte sulla viabilità secondaria, con la presenza di personale dell’ANAS impegnato nella gestione dei flussi e nella messa in sicurezza dell’area.
Sul posto sono intervenuti i tecnici della società Italgas, che si occupano della gestione e manutenzione della rete di distribuzione del gas, per isolare la conduttura e verificare eventuali ulteriori perdite. L’obiettivo principale è stato quello di fermare la fuoriuscita di gas e rendere sicure tutte le abitazioni circostanti.
Evacuazioni e assistenza alle famiglie
A causa della pericolosità della situazione, con l’aria saturata di metano e la possibilità di ulteriori esplosioni, circa quaranta famiglie residenti nelle immediate vicinanze dell’area coinvolta sono state precauzionalmente evacuate dai vigili del fuoco e dalle autorità comunali. Il sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata, Annunzio Amatucci, ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di soccorso e assistenza.
Molti residenti hanno trovato alloggio presso parenti e amici, mentre una parte di essi ha trascorso la notte in locali comunali allestiti temporaneamente con brandine e servizi di prima necessità. È stata garantita assistenza anche attraverso la Protezione Civile e i volontari, per assicurare conforto e supporto a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione in via precauzionale.
Interruzione di energia e verifiche tecniche
Oltre alla fuga di gas e all’esplosione, l’esercizio Enel ha temporaneamente interrotto l’erogazione di energia elettrica in almeno cinque isolati della zona per prevenire ulteriori rischi dovuti a scintille o contatti accidentali con il gas. Anche per questa ragione, tecnici specializzati sono rimasti sul posto per diverse ore, controllando la rete elettrica e garantendo un ripristino in sicurezza delle forniture.
L’evacuazione ha permesso di escludere la presenza di gas accumulato in altri ambienti e di ridurre ogni possibile rischio residuo, ma l’area rimane sotto monitoraggio per il tempo necessario alle verifiche finali.
La risposta ai fatti di Sant’Egidio alla Vibrata è stata rapida e coordinata: ai vigili del fuoco si sono affiancati i carabinieri per garantire l’ordine pubblico, i tecnici Italgas per la messa in sicurezza della rete del gas e il personale dell’ANAS per la gestione del traffico e la protezione della viabilità. Tutti gli enti coinvolti hanno operato in stretta collaborazione per minimizzare i rischi e assicurare che la situazione venisse riportata alla normalità nel più breve tempo possibile.
La deflagrazione ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli scavi e sull’importanza di un coordinamento puntuale tra le imprese che operano nelle infrastrutture urbane, soprattutto in materia di gas metano, una risorsa energetica largamente utilizzata nelle nostre città ma potenzialmente pericolosa in caso di rotture o fuoriuscite incontrollate.









