Da mesi il mondo della scuola guarda con attenzione al concorso docenti PNRR3, terza fase del grande piano straordinario di assunzioni pensato per snellire l’organico e dare stabilità a migliaia di insegnanti precari. Si tratta di uno degli strumenti più discussi nel settore educativo, perché combina numeri significativi, nuove regole, una procedura digitalizzata e tempistiche serrate che richiedono preparazione e consapevolezza da parte dei candidati.
Un’opportunità storica: numeri, bando e calendario Concorso docenti PNRR3
Il Concorso docenti PNRR3 nasce all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con l’obiettivo di immettere in ruolo decine di migliaia di insegnanti su posto comune e sostegno, coprendo una fetta importante del fabbisogno nazionale di docenti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado. Secondo il quadro degli ultimi bandi e delle autorizzazioni ufficiali, i posti disponibili sono oltre 58.000 per l’intero triennio 2025-2028, suddivisi tra ordine di scuola e tipologie di insegnamento, con significative quote dedicate al sostegno.
L’iter concorsuale è stato avviato con la pubblicazione dei bandi entro ottobre 2025, e la presentazione delle domande è avvenuta tramite la piattaforma digitale InPA, accessibile con SPID o CIE, consentendo di scegliere la regione e la classe di concorso per cui concorrere.
Le prove scritte, cuore della selezione, si sono svolte tra fine novembre e i primi giorni di dicembre 2025, con sessioni distinte per scuola dell’infanzia e primaria il 27 novembre, e per la scuola secondaria di I e II grado tra 1 e 5 dicembre 2025.
Prove, modalità d’esame e criteri di selezione
La struttura delle prove del concorso docenti PNRR3 riflette un mix tra verifica delle competenze metodologiche e disciplinari, capacità didattiche e conoscenze pedagogiche. La prova scritta si è svolta in formato computer-based, con quesiti tesi a verificare la preparazione teorica e la capacità di applicare conoscenze a situazioni reali in aula; superarla con un punteggio minimo è prerequisito indispensabile per accedere alla fase successiva.
A seguire, la prova orale è progettata per testare competenze didattiche, capacità comunicative, progettazione di lezioni e comprensione del quadro normativo e pedagogico italiano, con simulazioni di unità di apprendimento incluse nelle valutazioni. Anche la valutazione dei titoli ha un peso importante, premiando titoli accademici, certificazioni specialistiche e percorsi formativi aggiuntivi rispetto ai requisiti di base.
Un elemento che ha attirato molta attenzione è l’opportunità di iscrizione con riserva per chi stava completando percorsi abilitativi o di specializzazione sul sostegno, permette ai candidati in formazione di partecipare purché completino i titoli richiesti entro determinate scadenze indicate nel bando.
USR Sicilia e gestione locale della procedura
L’USR Sicilia e gli altri Uffici Scolastici Regionali hanno avuto un ruolo chiave nell’organizzazione del concorso sul territorio, dalla pubblicazione delle convocazioni agli aggiornamenti sulle sedi d’esame. I candidati, infatti, vengono informati tramite email o attraverso la piattaforma ufficiale con anticipo di almeno due settimane rispetto alle date di prova, e la scelta della regione per la quale concorrere diventa un elemento strategico non solo logistico ma anche professionale.
Una rivoluzione per la scuola italiana?
Al di là del singolo concorso, il PNRR3 è percepito come un punto di svolta nella gestione del reclutamento dei docenti perché punta a combinare innovazione digitale, trasparenza e rapidità procedurale, in controtendenza rispetto alle lentezze burocratiche che hanno caratterizzato in passato molte tornate concorsuali.
Gli aspiranti docenti si trovano così davanti a un duplice compito: prepararsi a contenuti formativi articolati, che spaziano dai fondamenti disciplinari alla didattica inclusiva, e capire come muoversi nel mondo digitale delle procedure OnLine, gestione domanda e organizzazione di carriera.









