Articolo
Testo articolo principale

Nel territorio di Napoli e dei Campi Flegrei, negli ultimi anni è tornata con forza l’attività sismica, un fenomeno monitorato costantemente dai geologi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dallo Osservatorio Vesuviano. Questo sciame sismico coinvolge un’area dal duplice volto, sia vulcanico sia sismico, e comprende eventi rilevati da strumenti ma spesso avvertiti anche dalla popolazione cittadina.

Le scosse che interessano l’area flegrea non sono isolate, ma fanno parte di un pattern di terremoti e movimenti del suolo che vanno interpretati nel contesto più ampio del bradisismo, un fenomeno che caratterizza l’area da decenni.

Terremoto Napoli e sciame ai Campi Flegrei: i dati più significativi

Negli ultimi anni l’area dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, ha visto un progressivo aumento dell’attività sismica. Secondo i dati dell’INGV, alcuni dei terremoti più profondi ed evidenti risalgono al marzo e agosto 2025, quando si sono registrate diverse scosse con magnitudo superiore a 3.0. Una di queste, verificatasi il 31 agosto 2025, è stata avvertita con magnitudo 4.0 e un epicentro superficiale vicino alla Solfatara, a soli 300 metri di profondità, provocando movimenti del terreno percepiti a Pozzuoli, Bacoli e in alcuni quartieri occidentali di Napoli come Soccavo e Pianura.

Scosse di intensità minore ma ugualmente significative sono state registrate anche negli ultimi mesi: ad esempio, a fine ottobre 2025 uno sciame di oltre 60 eventi ha portato alla registrazione di una scossa maggiore di magnitudo 2.5, con epicentro ad Agnano Astroni, pochi chilometri dall’area metropolitana.

Le scosse non sono eventi isolati ma spesso si manifestano come parte di serie di terremoti ravvicinati che si susseguono nell’arco di pochi giorni o settimane. Nel febbraio 2025, per esempio, furono oltre 1800 i terremoti registrati nell’area flegrea, un record che indica una fase di attività molto intensa nella recente storia sismica della zona.

Le cause profonde del fenomeno: bradisismo e tettonica locale

Per capire il perché di questi terremoti a Napoli, non basta guardare alla sismicità superficiale. L’area dei Campi Flegrei è un sito vulcanico quiescente ma attivo dal punto di vista geologico, caratterizzato da un fenomeno noto come bradisismo, ovvero il lento sollevamento o abbassamento del suolo dovuto a movimenti magmatici o di fluidi nel sottosuolo.

Dal 1950 a oggi, il suolo nell’area di Pozzuoli si è sollevato di oltre 4 metri, un numero impressionante che riflette l’intensa attività geologica di questa caldera. Nel corso dei decenni, periodi di sollevamento e abbassamento si sono alternati, spesso accompagnati da sciami sismici locali, con migliaia di piccoli terremoti, molti dei quali non avvertiti dalla popolazione ma rilevati dai sismografi.

Questi movimenti del suolo, strettamente connessi al bradisismo, generano tensioni nelle rocce circostanti, che si rilasciano in eventi sismici anche di magnitudo variabile. Non è un semplice terremoto da faglia tettonica come quelli dell’Appennino, ma un fenomeno legato alla dinamica di una caldera vulcanica con un equilibrio molto delicato tra pressione interna, acqua, gas e deformazioni crostali.

Cosa significa per la popolazione di Napoli e dintorni

Pur essendo il cuore di questo fenomeno l’area dei Campi Flegrei, l’effetto delle scosse si percepisce spesso anche in altre parti della Città di Napoli e della sua provincia. Quartieri come Fuorigrotta, Bagnoli o Vomero sono stati citati tra quelli dove alcuni movimenti sono stati avvertiti, soprattutto nei casi in cui la profondità degli eventi è molto bassa, rendendo la percezione più marcata anche per magnitudo non particolarmente elevate.

Le autorità scientifiche, compresa la Protezione Civile, invitano comunque alla calma e alla preparazione, ricordando che la sismicità è costantemente monitorata e che i terremoti registrati recentemente non hanno causato danni gravi. Tuttavia, la conoscenza di questi fenomeni e l’attenzione alle raccomandazioni per la prevenzione sono elementi fondamentali per vivere in una zona geologicamente attiva.

Gli scienziati sottolineano che non è possibile prevedere con precisione il momento di un terremoto; ciò che è possibile è monitorare costantemente i parametri geofisici e fornire informazioni tempestive alla popolazione per ridurre rischi e incertezze.

Leggi anche Terremoto Ravenna, la terra trema in Emilia Romagna oggi: due scosse avvertite anche a Forlì e Cesena
TAG: , , , , , , , , , , ,