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I numeri pubblicati dall’Istat su dicembre 2025 offrono una fotografia articolata dell’economia italiana, meno drammatica rispetto ai picchi inflattivi del recente passato ma ancora lontana da una reale normalizzazione. L’inflazione rallenta, si assesta e mostra segnali di stabilità, ma dietro la media nazionale si nascondono differenze che incidono in modo diretto sulla vita quotidiana delle famiglie. (istat.it)

Secondo i dati definitivi dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, a dicembre 2025 l’inflazione tendenziale si colloca intorno all’1,2 per cento, in lieve aumento rispetto a novembre ma ben lontana dai livelli registrati nel biennio precedente. Una dinamica che, letta superficialmente, potrebbe suggerire un ritorno alla normalità, ma che in realtà va interpretata con attenzione. (istat.it)

Istat dicembre 2025, cosa dicono davvero i numeri

Quando si analizzano i dati Istat dicembre 2025, emerge un quadro in cui la frenata dell’inflazione è trainata soprattutto dal rallentamento dei prezzi energetici e di alcune componenti volatili. Al contrario, il cosiddetto “carrello della spesa” continua a crescere, mantenendo una pressione costante sui bilanci familiari. (istat.it)

I beni alimentari, per la cura della casa e della persona segnano un aumento superiore alla media generale, attestandosi oltre il 2,5 per cento su base annua. Questo significa che, anche con un’inflazione complessiva contenuta, la percezione del caro vita rimane elevata, soprattutto per le fasce di popolazione a reddito medio e basso. (istat.it)

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Inflazione e consumi, un equilibrio fragile

L’inflazione di fine 2025 mostra un andamento che gli economisti definiscono “tecnicamente sotto controllo”, ma il problema principale riguarda la composizione dei rincari. I servizi legati ai trasporti, alla ristorazione e al turismo continuano a segnare aumenti significativi, riflettendo una domanda che, pur rallentata, resta sostenuta in alcuni settori. (istat.it)

Parallelamente, i salari reali faticano a recuperare il potere d’acquisto perso negli anni precedenti. Questo scollamento tra crescita dei prezzi e redditi disponibili alimenta una cautela diffusa nei consumi, che si traduce in scelte più selettive e in una maggiore attenzione alle spese essenziali. (bancaditalia.it)

Il contesto economico di fine 2025

Il dato Istat 2025 va inserito in un contesto europeo e internazionale segnato da una progressiva normalizzazione delle politiche monetarie e da una crescita economica moderata. L’Italia segue una traiettoria simile a quella degli altri Paesi dell’area euro, ma con una sensibilità più marcata sui beni di consumo quotidiano. (ecb.europa.eu)

Per le famiglie, questo scenario significa convivere con una stabilità apparente, che però non elimina le difficoltà legate alla gestione delle spese mensili. Il rallentamento dell’inflazione non coincide automaticamente con una riduzione dei prezzi, ma con una crescita più lenta, un dettaglio spesso trascurato nel dibattito pubblico.

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