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Con La Grazia, Paolo Sorrentino firma un nuovo capitolo della sua filmografia, presentato a Torino e accolto con grande attenzione dalla critica. Il film, interpretato da Anna Ferzetti, si muove tra introspezione, immagini potenti e una riflessione profonda sul senso del dono, della colpa e della redenzione. 

Ambientato in una Torino sospesa e quasi metafisica, il film utilizza la città non come semplice sfondo, ma come parte integrante del racconto, tra architetture solenni e silenzi carichi di significato.

La Grazia, una storia di fragilità e ricerca

Il film La Grazia racconta il percorso interiore di una donna attraversata da una crisi profonda, che la costringe a confrontarsi con il proprio passato e con una dimensione spirituale spesso rimossa. Anna Ferzetti offre un’interpretazione intensa, misurata, lontana dall’enfasi, capace di restituire tutte le sfumature di un personaggio complesso. 

Sorrentino sceglie una narrazione rarefatta, fatta di immagini simboliche e dialoghi essenziali, lasciando spazio allo spettatore per interpretare e sentire, più che comprendere in modo lineare.

La Grazia di Sorrentino tra cinema e spiritualità

Con La Grazia Sorrentino torna a interrogarsi sul rapporto tra sacro e profano, uno dei temi ricorrenti della sua poetica. Questa volta, però, lo sguardo è più intimo, meno barocco, quasi trattenuto, come se il regista avesse scelto di sottrarre anziché aggiungere. 

Torino diventa lo spazio ideale per questo racconto, con i suoi contrasti tra ordine e inquietudine, luce e ombra. La città accompagna il viaggio emotivo della protagonista senza mai sovrastarlo.

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Anna Ferzetti e il cuore del film

La prova di Anna Ferzetti è uno degli elementi più apprezzati del film. La sua interpretazione evita ogni eccesso, affidandosi a sguardi, pause e silenzi che danno corpo a un personaggio profondamente umano. La Grazia non offre risposte definitive, ma apre domande, lasciando che siano le immagini e le emozioni a guidare lo spettatore.

Il film si inserisce nel percorso di un autore che continua a reinventarsi, mantenendo una coerenza stilistica riconoscibile ma sempre in evoluzione, capace di sorprendere senza rinnegare la propria identità.

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