Le politiche ambientali europee continuano a incidere sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Dopo anni di dibattito sulla riduzione della plastica, l’Unione europea introduce nuove misure destinate a cambiare le abitudini nel settore della ristorazione e dell’accoglienza.
A partire dall’estate 2026, una pratica molto diffusa sarà definitivamente archiviata.
Vietate le bustine di ketchup e maionese: cosa prevede la normativa UE
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dal PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), saranno vietate le bustine di ketchup e maionese, così come le confezioni monouso per olio, sale e aceto nei ristoranti di tutta l’Unione europea.
Il regolamento, attivo dal gennaio 2025, fissa infatti per agosto 2026 il divieto di utilizzo di imballaggi monouso per la somministrazione di alimenti e condimenti nel consumo sul posto. L’obiettivo è ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti, in particolare plastici, che rappresentano una delle principali fonti di inquinamento ambientale.
Addio bustine, spazio a contenitori e soluzioni sostenibili
Con le nuove regole UE, i ristoratori dovranno sostituire le classiche bustine con contenitori riutilizzabili o sistemi di dosaggio sostenibili. Una scelta che, secondo la Commissione europea, permetterà di abbattere tonnellate di rifiuti ogni anno.
Non mancano però le perplessità da parte degli operatori del settore, che temono un aumento degli sprechi alimentari e sollevano dubbi sul piano dell’igiene. Durante la pandemia, infatti, le bustine monodose erano state adottate proprio per garantire maggiore sicurezza sanitaria. La sfida ora sarà coniugare sostenibilità ambientale e tutela della salute pubblica.
Le nuove regole UE per gli hotel: stop alle confezioni monodose
Il regolamento non riguarda solo i ristoranti. Le nuove regole UE coinvolgono anche il settore dell’hôtellerie. Gli alberghi dovranno dire addio alle confezioni monodose di shampoo, balsamo e prodotti per l’igiene personale, sostituendole con dispenser ricaricabili.
Secondo Bruxelles, la plastica utilizzata in questi prodotti finisce spesso negli ecosistemi marini, entrando nella catena alimentare e rappresentando un rischio ambientale e sanitario. La misura mira quindi a ridurre l’impatto ambientale del turismo, uno dei settori più rilevanti in termini di produzione di rifiuti.
Costi, igiene e adattamento: le criticità della transizione
L’applicazione del divieto solleva interrogativi concreti sui costi di adeguamento per ristoranti e strutture ricettive, soprattutto per le piccole attività. Sarà necessario investire in nuovi sistemi di somministrazione e definire protocolli igienici chiari e uniformi.
La Commissione europea, dal canto suo, ribadisce che la transizione verso modelli più sostenibili è ormai inevitabile e che le nuove regole rappresentano un passo fondamentale per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.
Le bustine di ketchup e maionese vietate diventano così il simbolo di un cambiamento più ampio, che punta a modificare comportamenti consolidati in nome della sostenibilità e della responsabilità ambientale.









