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Quella che sembrava una semplice scelta personale si è rapidamente trasformata in un caso mediatico e culturale. Con una decisione tanto pratica quanto simbolica, il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani ha acceso i riflettori su un oggetto da sempre familiare in Europa ma ancora divisivo negli Stati Uniti: il bidet.

Rivoluzione del bidet negli Usa: una scelta che fa discutere

Nel giorno del suo insediamento a Gracie Mansion, storica residenza ufficiale del sindaco sull’East River, Mamdani ha annunciato la volontà di installare bidet in tutti i bagni. Un gesto che ha immediatamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica americana, poco abituata a considerare questo dispositivo parte integrante dell’igiene quotidiana.

Il primo cittadino ha motivato la scelta con parole semplici e dirette: “Una volta che ne usi uno è difficile dimenticare quanto ci si senta più puliti”. Una frase diventata virale, che sintetizza un approccio pragmatico all’igiene personale e riflette anche le sue radici culturali: il bidet è infatti diffuso sia in Italia sia in India, Paese d’origine della famiglia Mamdani.

Dal simbolo politico al trend di design

La mossa del sindaco non arriva però nel vuoto. Secondo un sondaggio della National Kitchen and Bath Association, condotto su circa 700 designer d’arredo, il 76% dei proprietari di casa statunitensi è oggi interessato a water con funzioni integrate di lavaggio. Ancora più significativo il dato prospettico: quasi la metà dei progettisti ritiene che i bidet diventeranno popolari negli Stati Uniti entro i prossimi tre anni.

Anche il mercato conferma questa tendenza. L’azienda Tushy, fondata a Brooklyn nel 2015, ha già venduto circa due milioni di bidet nel mercato americano. Un numero impensabile fino a pochi anni fa, quando questi dispositivi erano percepiti come strani, superflui o riservati a una nicchia di consumatori.

Rivoluzione del bidet negli Usa tra igiene ed ecologia

Oltre alla dimensione culturale, la rivoluzione del bidet negli Usa si lega sempre più a temi ambientali. L’utilizzo del bidet riduce infatti il consumo di carta igienica e, soprattutto, quello delle salviettine umidificate, che rappresentano una delle principali cause di ostruzione delle reti fognarie urbane.

Non a caso, il Dipartimento per la Protezione Ambientale di New York ha rilanciato l’annuncio di Mamdani sui social con un messaggio chiaro: “Più bidet = meno salviettine umidificate”. Un’equazione semplice che unisce sostenibilità ambientale e gestione più efficiente delle infrastrutture cittadine.

Un segnale che va oltre il bagno

Ogni sindaco lascia un segno personale a Gracie Mansion: Bloomberg avviò una profonda ristrutturazione, Ed Koch fece installare un barbecue interno. Mamdani, invece, sceglie di intervenire sulle abitudini quotidiane, portando un oggetto domestico al centro di una discussione nazionale.

La sua iniziativa ha raccolto consensi trasversali, anche inaspettati, come quello di Caroline Rose Giuliani, figlia dell’ex sindaco Rudolph Giuliani, che ha dichiarato: “Se avessi conosciuto i bidet quando vivevo lì, avrei fatto la stessa cosa”.

Un piccolo gesto, insomma, che potrebbe contribuire a cambiare il modo in cui milioni di americani pensano all’igiene, al comfort e all’impatto ambientale della vita quotidiana.

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