Il Carnevale 2026 si prepara a tornare con una forza dirompente in molte città italiane e nelle Marche, dove la tradizione carnascialesca non è solo una festa stagionale ma un patrimonio culturale profondo, radicato nel tempo e nei ricordi collettivi. Nel capoluogo ascolano e nelle cittadine limitrofe, tra macchiette, maschere e sfilate, il Carnevale diventa un teatro a cielo aperto che consegna emozioni dal passato fino al presente più vivace. Secondo le fonti storiche, il Carnevale di Ascoli Piceno è documentato già dal 1229, facendo di questa celebrazione una delle più antiche di tutta Italia, con maschere e tradizioni che hanno attraversato il tempo mantenendo intatto il loro fascino.
La parola Carnevale 2026 porta con sé un senso di attesa, di colori e costumi, ma soprattutto una domanda semplice: quando è Carnevale nel 2026? La risposta non è fissa come per altre festività, perché la data del Carnevale dipende da quella della Pasqua, che ogni anno si calcola in base al ciclo delle lune. Per questo la festa del Carnevale “balla” tra fine gennaio e gran parte di febbraio, creando un calendario di eventi e tradizioni che si intrecciano con il tessuto sociale delle città in cui si celebra.
Nel 2026, il Martedì Grasso cade il 17 febbraio: è questo il giorno che chiude ufficialmente la festa secondo il rito romano, seguito il giorno dopo dal Mercoledì delle Ceneri (18 febbraio), che segna l’inizio della Quaresima.
Questo spostamento in avanti rispetto ad alcuni anni precedenti è dovuto proprio al calcolo della Pasqua, variabile di anno in anno, che fa slittare l’ultima settimana di Carnevale più avanti nel calendario.
Dal Giovedì Grasso al Martedì Grasso, le date chiave del Carnevale 2026
Gli appuntamenti più attesi
Nel 2026 il Carnevale si concentra principalmente nella prima metà di febbraio, con alcuni momenti simbolici che aggiungono fascino alla festa:
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Giovedì Grasso è il primo momento clou, che nel 2026 cade il 12 febbraio;
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Domenica di Carnevale, un giorno ricco di festa nelle piazze, è il 15 febbraio;
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Martedì Grasso, come detto, chiude il periodo festivo il 17 febbraio;
Queste date costituiscono il cuore della festa, ma non esauriscono la mappa dei festeggiamenti in Italia e in Europa.
I Carnevali d’Italia più evocativi: Venezia, Viareggio e altri eventi
Quando e dove vivere il Carnevale 2026
Tra le celebrazioni più famose del Carnevale 2026 troviamo eventi che spaziano dal ritmo elegante delle calli veneziane alle sfilate colorate sulla costa toscana.
Il Carnevale di Venezia 2026 è programmato dal 31 gennaio al 17 febbraio e non è solo la festa mascherata più celebre d’Italia, ma uno spettacolo globale che unisce storia, arte e tradizione lagunare. Il tema scelto per il 2026, “Olympus – Alle origini del gioco”, celebra l’anno olimpico italiano, collegando la festa alla tradizione e al mito.

Venezia si trasforma in un grande palcoscenico, con spettacoli in Piazza San Marco, sfilate in barca lungo il Canal Grande e il richiamo delle “Marie” e delle maschere più belle della Serenissima.
Sul versante opposto della penisola, il Carnevale di Viareggio 2026 è in calendario dall’1 al 21 febbraio. La città toscana è famosa per i suoi carri allegorici impressionanti: giganti di cartapesta che sfilano lungo il Viale a Mare regalando satira, creatività e un’atmosfera di festa che dura settimane.
Queste due manifestazioni, pur diverse per stile e tradizione, incarnano perfettamente l’idea di Carnevale come un momento di condivisione popolare, in cui le strade si riempiono di suoni, colori, costumi e sorrisi.
Nel cuore di Ascoli Piceno, la celebrazione si arricchisce di eventi storici, performance e la presenza di maschere tipiche come Buonumor Favorito e Lu Sfrigne, che animano le strade raccontando con ironia e teatralità la vita quotidiana della città e i suoi personaggi più noti, anche attraverso macchiette satiriche che prendono di mira vicende locali con spirito giocoso e pungente.
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Ascoli Piceno, Offida e i carnevali storici del Piceno
Un patrimonio di folklore che vive nelle piazze e nei borghi
Il Carnevale nella provincia di Ascoli Piceno non è un evento isolato, ma un sistema aperto di celebrazioni che coinvolge più realtà storiche. Tra queste, spiccano Ascoli Piceno, Offida, Castignano e i carnevali delle frazioni come Pito, Pozza e Umito ad Acquasanta Terme, tutti parte del progetto dei Carnevali Storici del Piceno che mirano a valorizzare una tradizione secolare.
Il Carnevale di Ascoli Piceno: ironia, macchiette e teatro urbano
Al Carnevale di Ascoli Piceno le strade si trasformano in un grande palcoscenico. Non si tratta soltanto di sfilate di gruppi mascherati, ma di veri e propri momenti di teatro carnevalesco, in cui le cosiddette “macchiette” interpretano personaggi tipici della città e dello scenario contemporaneo. Attraverso costumi elaborati, dialetto e performances improvvisate, gli ascolani ironizzano sulla cronaca locale, sui piccoli difetti della comunità e sulle vicende condivise, creando un carnevale vivo, partecipato e profondamente identitario.
Tra le maschere storiche figurano personaggi come Buonumor Favorito, portatore di allegria, e altre figure interpretate da gruppi mascherati che si contendono l’attenzione del pubblico in una gara di creatività che non si limita alla bellezza del costume, ma si spinge fino alla performance narrativa.
Il Carnevale di Offida: mezzo millennio di storia e tradizione
Non lontano da Ascoli, il Carnevale storico di Offida è una celebrazione che vanta radici profonde, con testimonianze che risalgono a oltre 500 anni fa. Nel borgo medievale, le feste carnevalesche iniziano già il 17 gennaio con l’avvio del periodo festivo e culminano nel periodo di Carnevale con eventi che coinvolgono tutta la comunità.
Due momenti emblematici sono Lu Bov Fint, ovvero la corrida giocosa con il bue finto che anima le vie del centro storico, e i Vlurd, grandi fascioni di canne e paglia portati in processione per le strade, che vengono poi bruciati in un grande falò il Martedì Grasso. Queste manifestazioni non sono semplici spettacoli, ma rituali collettivi che intrecciano comunità, cultura e memoria, celebrando la socialità e la spensieratezza prima dell’inizio della Quaresima.
Tra storia, comunità e festa popolare
Il Carnevale del 2026 nel Piceno non si limita a ripetere gesti antichi. Al contrario, è un momento di incontro generazionale, in cui adulti e giovani riscoprono insieme il valore delle tradizioni, reinterpretandole in chiave contemporanea. Le piazze si riempiono di musica, coriandoli, balli e profumi di cibi tipici, e la festa diventa occasione di incontro tra cittadini e visitatori, animando non solo il centro di Ascoli, ma anche i borghi e le piazze di tutta la provincia.
Proprio per questo, negli ultimi anni si è sviluppato anche un interesse accademico e culturale verso queste feste: studi, mostre e pubblicazioni cercano di documentare l’evoluzione delle maschere, delle celebrazioni e dei significati sociali che il Carnevale ha avuto e continua ad avere nelle Marche.
Carnevale 2026 in Italia: la festa viaggia tra regioni e culture
Una tradizione che non conosce confini
Il Carnevale non è un fenomeno confinato a una sola città. Oltre a Venezia e Viareggio, numerosi altri centri celebrano la festa con proprie caratteristiche originali. Nel sud, il Carnevale di Putignano (1-17 febbraio) si distingue per una vivace tradizione di maschere e musica popolare; e in Sicilia, il Carnevale di Acireale (31 gennaio-17 febbraio) è noto per i suoi carri riccamente decorati e la partecipazione familiare.
Anche in Emilia Romagna, il Carnevale di Cento si prolunga fino a inizio marzo, offrendo una delle ultime feste carnevalesche d’Italia.
Questa varietà geografica riflette la ricchezza delle tradizioni regionali italiane, in cui il Carnevale diventa un modo per esprimere identità locali, storie popolari e creatività collettiva, rendendo ogni celebrazione unica anche se parte di un grande filo comune di festa.
Come si calcola la data del Carnevale e perché può sembrare “tardi”
La data del Carnevale è sempre determinata in relazione alla Pasqua, che si celebra la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Dato che questa relazione astronomica può variare fino a cinque settimane, anche il Carnevale cambia di anno in anno. Per gli appassionati, capire questo legame significa leggere il calendario in chiave storica e religiosa, non solo festiva.
Questo movimento fa sì che in alcuni anni il Carnevale possa “arrivare tardi” rispetto ad altri, spostandosi di alcune settimane più avanti nel calendario di febbraio.
La festa, comunque, mantiene sempre la sua energia con eventi che iniziano settimane prima delle date ufficiali, coinvolgendo cittadini, scuole e comunità intere in una celebrazione che è allo stesso tempo popolare, artistica e profondamente radicata nella storia culturale italiana.
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