Dopo i primi casi registrati in India e l’aumento dell’attenzione internazionale, il virus Nipah torna al centro dell’agenda sanitaria globale.
Virus Nipah, al via i test sull’uomo per il primo vaccino
Un team di ricercatori giapponesi ha annunciato l’avvio dei primi test sull’uomo per un vaccino sperimentale, considerato uno dei più promettenti nella lotta contro questo patogeno ad alta letalità.
La Fase I della sperimentazione clinica inizierà nei primi giorni di aprile in Belgio e coinvolgerà 60 volontari sani, con l’obiettivo principale di valutare la sicurezza del vaccino e la risposta immunitaria nell’uomo.
Perché il virus Nipah preoccupa l’Oms
Il virus Nipah è un patogeno zoonotico identificato per la prima volta nel 1999 in Malesia. Appartiene alla famiglia dei Paramyxovirus ed è inserito dall’Organizzazione mondiale della sanità tra i virus prioritari per la sorveglianza globale.
A destare particolare preoccupazione sono:
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l’elevato tasso di letalità, che in alcuni focolai ha superato il 40%;
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l’assenza di terapie specifiche approvate;
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la possibilità di trasmissione interumana, seppur limitata.
Alla luce dei nuovi casi in Asia, l’Oms ha invitato anche i Paesi europei a mantenere alta l’attenzione sul monitoraggio epidemiologico.
Il vaccino MV-NiV: come funziona
Il candidato vaccino, denominato MV-NiV, è sviluppato presso l’Istituto di Scienze Mediche dell’Università di Tokyo.
Si tratta di un vaccino vivo attenuato contro il morbillo, utilizzato come vettore per trasportare il gene G del virus Nipah (ceppo malese).
Secondo quanto spiegato dalla European Vaccine Initiative, il vaccino è già stato testato sugli animali, dove ha mostrato una risposta immunitaria promettente, aprendo la strada alla sperimentazione sull’uomo.
Fase I in Belgio, Fase II in Bangladesh
La sperimentazione clinica seguirà un percorso graduale:
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Fase I: da aprile in Belgio, su 60 volontari, per valutare sicurezza e tollerabilità;
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Fase II: prevista da dicembre, coinvolgerà circa 300 persone tra i 18 e i 55 anni in Bangladesh, uno dei Paesi più esposti al virus.
La Fase II sarà condotta con la collaborazione dell’Università di Oxford e servirà a valutare l’efficacia del vaccino su una popolazione più ampia.
Trasmissione e serbatoio naturale del virus
Il serbatoio naturale del virus Nipah sono principalmente i pipistrelli del genere Pteropus, diffusi in molte aree dell’Asia meridionale e sud-orientale.
Il contagio può avvenire attraverso:
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contatto diretto con secrezioni animali, urine o saliva;
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consumo di alimenti contaminati, come frutta non lavata o prodotti derivati dalla linfa di palma;
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in alcuni casi, trasmissione da uomo a uomo.
Un passo importante, ma la strada è lunga
L’avvio dei test clinici rappresenta un passo cruciale nella ricerca contro il virus Nipah, ma gli esperti sottolineano che saranno necessari anni di studi prima di un’eventuale autorizzazione all’uso del vaccino.
Nel frattempo, restano fondamentali la prevenzione, il monitoraggio dei focolai e la cooperazione internazionale per evitare nuove epidemie.









