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È morto ieri, giovedì 19 febbraio 2026, l’attore statunitense Eric Dane, celebre per il ruolo del Dr. Mark “McSteamy” Sloan nella serie tv Grey’s Anatomy e per la sua interpretazione in Euphoria, all’età di 53 anni dopo una coraggiosa battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Morte Eric Dane: la malattia e gli ultimi mesi

La causa della sua morte è stata confermata come complicazioni dovute alla SLA, una grave malattia neurodegenerativa progressiva che attacca i motoneuroni — le cellule nervose che controllano i muscoli volontari — portando gradualmente alla perdita di forza e alla paralisi.

Dane aveva reso pubblica la diagnosi di SLA nell’aprile del 2025, meno di un anno prima della sua scomparsa. All’epoca aveva espresso la sua determinazione a continuare a lavorare e a vivere la sua vita “con gratitudine” accanto alla famiglia, pur sapendo che la malattia avrebbe progressivamente limitato le sue capacità.

Negli ultimi mesi, l’attore era diventato un appassionato sostenitore della sensibilizzazione e della ricerca sulla SLA, partecipando a iniziative per aumentare l’attenzione sulla malattia e stimolare investimenti nella ricerca.

Chi era Eric Dane

Nato il 9 novembre 1972 a San Francisco, Dane aveva iniziato la sua carriera recitativa negli anni ’90 con ruoli in serie come Saved by the Bell, Married… With Children e Charmed. La sua notorietà globale era però arrivata con Grey’s Anatomy (2006–2012, con ritorno nel 2021), dove il personaggio di Mark Sloan divenne ben presto uno dei preferiti dal pubblico.

Oltre alla serie medica, Dane è apparso in produzioni importanti come Marley & Me, X-Men: The Last Stand, Burlesque e ha interpretato Cal Jacobs in Euphoria.

Impegno e sensibilizzazione sulla SLA

La SLA, nota anche come morbo di Lou Gehrig negli Stati Uniti, è una delle patologie più devastanti tra le malattie dei motoneuroni. Non esiste una cura risolutiva, e i trattamenti disponibili sono focalizzati sulla gestione dei sintomi e sul miglioramento della qualità della vita.

Dane aveva usato la sua visibilità per parlare apertamente della malattia, partecipando a panel e confronti pubblici per aumentare la consapevolezza della SLA e sottolineare la necessità di più fondi per la ricerca. Questa battaglia personale, condivisa con forza e onestà, gli aveva guadagnato il rispetto sia dei colleghi sia dei fan in tutto il mondo.

L’eredità e il ricordo

La famiglia dell’attore ha reso noto che Eric Dane ha trascorso i suoi ultimi giorni circondato dall’affetto della moglie, l’attrice Rebecca Gayheart, e delle loro due figlie, Billie e Georgia, che erano “il centro del suo mondo”.

Il suo impegno nel portare alla luce le sfide vissute da chi convive con la SLA, insieme alla sua lunga carriera in televisione e cinema, lascia un’eredità significativa per il mondo dello spettacolo e per la comunità dei pazienti colpiti dalla malattia.

Eric Dane sarà ricordato non solo come un personaggio iconico della televisione, ma anche come una voce autentica e coraggiosa che ha cercato di trasformare una diagnosi difficile in un’opportunità di consapevolezza, sostegno e speranza per altri colpiti dalla SLA.

 
 
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