Il conflitto in Iran sta già incidendo pesantemente sull’economia globale e sul portafoglio degli italiani. Prima ancora che i missili colpissero il territorio, il prezzo del petrolio Brent aveva superato i 73 dollari al barile, segnando massimi da sette mesi. L’escalation militare e i timori dei mercati hanno innescato un ulteriore aumento dei costi energetici, trascinando verso l’alto bollette, carburanti, trasporti e prezzi dei generi alimentari.
Guerra in Iran: gas ai massimi dal 2022
La chiusura dello Stretto di Hormuz e il fermo di un impianto chiave per il gas naturale liquefatto in Qatar hanno provocato un vero e proprio rally del gas. Il prezzo del TTF ad Amsterdam ha raggiunto i 54,3 euro al megawattora (+22% in una sola giornata), confermando un trend iniziato nei giorni precedenti.
Petrolio e benzina in aumento
Anche il petrolio corre e la benzina ne risente direttamente. Essendo il greggio la materia prima principale per benzina e diesel, l’incremento dei prezzi si riflette immediatamente sui rifornimenti e sui costi dei trasporti, con conseguenze sui prezzi finali di quasi tutte le merci, compresi alimenti e beni di prima necessità.
Bollette più salate: +166 euro a famiglia
Secondo le stime di Facile.it, il conflitto comporterà una spesa extra media di 166 euro a famiglia: 121 euro in più per il gas e 45 euro per l’energia elettrica. La bolletta annua complessiva potrebbe salire a 2.593 euro, il 7% in più rispetto alle previsioni pre-crisi.
Inflazione e mutui, l’effetto a catena
L’aumento dei prezzi dell’energia si ripercuote direttamente sull’inflazione: a febbraio l’indice Nic è salito dell’1,6% su base annua. Se gas e petrolio continueranno a salire, anche i tassi dei mutui e il costo della vita potrebbero subire ulteriori pressioni. La guerra in Iran dimostra come eventi internazionali possano incidere immediatamente sulla vita delle famiglie italiane.
Cosa hanno pagato gli italiani nel 2025
Nel 2025, la spesa media per elettricità e gas nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata di 2.055 euro a famiglia, con grandi differenze tra regioni: la Sardegna ha registrato le bollette più alte per l’elettricità (826 euro), mentre la Basilicata quelle più basse (611 euro). Per il gas, i conti più salati si sono avuti in Trentino-Alto Adige (1.548 euro) e i più bassi in Sicilia (942 euro).









