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Approvato dalla Conferenza permanente il progetto di riparazione del danno locale della storica chiesa nel centro storico di Macerata. Previsti interventi di consolidamento strutturale, recupero della pavimentazione originaria e restauro degli affreschi.

Prosegue il percorso di ricostruzione del patrimonio storico e religioso danneggiato dal terremoto del Centro Italia del 2016. La Conferenza permanente ha approvato il progetto di riparazione del danno locale della chiesa di Santa Maria della Porta, nel centro storico di Macerata, per un investimento complessivo di 737.085,18 euro.

L’intervento consentirà di mettere in sicurezza e restaurare uno degli edifici religiosi più significativi della città, caratterizzato da una storia millenaria e da una particolare struttura architettonica composta da due chiese sovrapposte, appartenenti a epoche differenti.

Il via libera rappresenta un ulteriore tassello nel programma di recupero degli edifici di culto colpiti dal sisma, con l’obiettivo di restituire alla comunità luoghi di fede, cultura e aggregazione.

Una chiesa che racconta oltre mille anni di storia

Santa Maria della Porta rappresenta uno dei complessi religiosi più affascinanti del centro storico maceratese.

L’edificio attuale è infatti il risultato della sovrapposizione di due strutture costruite in epoche diverse.

La chiesa superiore, risalente alla metà del XIV secolo, è ancora oggi destinata alle celebrazioni liturgiche. L’edificio presenta una navata unica che termina con un presbiterio a pianta rettangolare leggermente più stretto rispetto al corpo principale.

La chiesa inferiore, invece, risale al IX secolo e costituisce la parte più antica del complesso. Recuperata negli anni Sessanta, oggi non viene più utilizzata per il culto ma conserva un notevole valore storico e artistico.

Al suo interno si sviluppano due navate separate da tre colonne in laterizio sulle quali sono ancora visibili antichi affreschi che testimoniano le diverse fasi storiche attraversate dall’edificio.

La particolarità architettonica rende Santa Maria della Porta uno dei monumenti religiosi più importanti del patrimonio culturale maceratese.

Gli interventi previsti: consolidamento e recupero degli elementi storici

Il progetto approvato prevede una serie di opere finalizzate sia alla sicurezza strutturale sia alla conservazione degli elementi storici e artistici della chiesa.

Tra gli interventi principali figurano:

  • demolizione della pavimentazione attuale con recupero del pavimento originario in cotto;
  • pulizia e consolidamento delle volte mediante reti in fibra di vetro;
  • installazione di cinque catene metalliche tra le pareti longitudinali;
  • realizzazione di una cerchiatura metallica perimetrale e di un massetto armato;
  • consolidamento della volta ogivale attraverso reti in fibra naturale di basalto;
  • interventi di cucitura delle murature lesionate con barre elicoidali in acciaio inox;
  • recupero degli stucchi, dei decori pittorici e delle murature esterne.

L’obiettivo è eliminare le criticità provocate dal terremoto preservando al tempo stesso il valore storico dell’edificio, attraverso tecniche di restauro compatibili con i materiali originari.

Castelli: “Restituiamo le nostre chiese al loro antico splendore”

Il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento.

“Le nostre chiese fanno parte della tradizione del nostro territorio. Dobbiamo tutelarle e le stiamo riportando al loro antico splendore”, ha dichiarato, ringraziando il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e il sindaco Sandro Parcaroli per la collaborazione.

Anche il vescovo Nazzareno Marconi ha evidenziato come il progetto riguardi non soltanto la ricostruzione materiale dell’edificio, ma anche la sua futura funzione per la comunità.

L’intervento consentirà infatti di restituire la chiesa superiore alla sua funzione di luogo di culto e preghiera, con una particolare attenzione al mondo universitario, mentre la parte inferiore sarà valorizzata come spazio culturale e di socializzazione grazie a un progetto condiviso con il territorio.

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Parcaroli: “Un gioiello del centro storico torna alla città”

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, che ha definito il via libera al progetto un momento particolarmente importante per la città.

Secondo il primo cittadino, il finanziamento consentirà un restauro altamente specializzato capace di sanare i danni provocati dal sisma e, allo stesso tempo, valorizzare elementi di grande pregio come la pavimentazione originale in cotto e gli affreschi medievali.

L’intervento si inserisce nel più ampio programma di recupero del patrimonio storico e monumentale di Macerata, uno dei centri più colpiti dal terremoto del 2016.

La riapertura della chiesa rappresenterà non solo il recupero di un edificio religioso, ma anche un passo significativo nel percorso di rigenerazione del centro storico, contribuendo a rafforzare l’identità culturale della città e ad aumentare la sua attrattività turistica.

Con il via libera della Conferenza permanente, il progetto entra ora nella fase operativa, avvicinando un nuovo importante traguardo nella ricostruzione del patrimonio artistico e religioso delle Marche.

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