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Dopo mesi di silenzio, Alfonso Signorini torna a raccontare il periodo più difficile della sua vita personale e professionale. Lo fa in un’intervista rilasciata a Hoara Borselli per Il Giornale, nella quale ripercorre i giorni successivi allo scandalo che lo ha coinvolto, parlando dell’isolamento, del sostegno ricevuto da persone sconosciute e del suo ritorno al lavoro.

Tra gli episodi che più lo hanno colpito c’è quello di una pensionata fiorentina che, senza conoscerlo personalmente, aveva deciso di aiutarlo economicamente.

«Un giorno mi è arrivata una raccomandata da Firenze», racconta Signorini. All’interno c’erano 1.780 euro inviati da un’ex farmacista di 78 anni, accompagnati da una lettera nella quale la donna spiegava di aver sempre seguito il conduttore in televisione e di voler contribuire alle sue spese legali perché convinta della sua buona fede.

«Mi ha scritto: “Io la seguivo in tv, guardo negli occhi le persone e ho visto chi è lei. Voglio partecipare alla sua difesa”», ricorda Signorini, precisando di aver successivamente restituito l’intera somma, non avendone necessità.

Il giornalista ha spiegato di essersi chiuso in una sorta di “bolla” per affrontare il momento più complicato, arrivando perfino a cambiare numero di telefono e ad allontanarsi dai mezzi di informazione.

«Avevo paura di uscire», confessa, «ma quando l’ho fatto mi sono accorto che le persone non mi giudicavano. Anzi, si avvicinavano per esprimermi solidarietà. La paura era solo nella mia testa».

Il ritorno alla vita pubblica è avvenuto lontano dagli studi televisivi. Signorini ha infatti firmato la regia della Bohème di Giacomo Puccini all’Arena di Verona, esperienza che considera una nuova tappa del proprio percorso artistico e professionale.

Nel corso dell’intervista affronta anche le conseguenze dello scandalo nato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona e dall’inchiesta aperta dalla Procura di Milano dopo la denuncia di un ex concorrente del Grande Fratello Vip. Signorini ribadisce di aver sempre respinto ogni accusa e lamenta il comportamento di alcune persone che riteneva vicine.

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«Non mi considero un santo, ma ciò che mi ha fatto più male è stato il silenzio e l’ipocrisia di chi si professava amico», afferma.

Per il futuro, il giornalista non esclude un ritorno in televisione, ma al momento preferisce concentrarsi sulla regia lirica e sui nuovi progetti, dopo un periodo che definisce tra i più complessi della sua vita.

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