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La quarta ondata di calore dell’estate 2026 non concede tregua: venerdì 7 agosto sono 26 le città in allerta rossa. Nel fine settimana scenderanno a 19, mentre temporali e rovesci porteranno un sollievo soltanto temporaneo al Nord. Resta critica la situazione della siccità.

Il caldo estremo continuerà a interessare l’Italia almeno fino a Ferragosto. Venerdì 7 agosto 2026 sono 26 su 27 le città contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute: l’unica eccezione è Bolzano, indicata al livello 1, il codice giallo.

Si tratta di un leggero miglioramento rispetto a giovedì, quando tutte le 27 città monitorate erano contemporaneamente in livello 3. Il nuovo bollettino prevede una riduzione a 19 città con bollino rosso sabato 8 e domenica 9 agosto, soprattutto grazie a un calo delle temperature nelle regioni settentrionali.

Il livello 3 non indica semplicemente una giornata molto calda. Segnala condizioni di emergenza che possono produrre conseguenze sulla salute dell’intera popolazione, non soltanto di anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Le proiezioni oltre i prossimi giorni presentano naturalmente un margine crescente d’incertezza. I meteorologi prevedono però che l’anticiclone africano possa mantenere temperature superiori alla media per circa altri dieci giorni, con un cambiamento più significativo soltanto dopo il 15 agosto.

Caldo record, cosa significano i 48 gradi misurati a Napoli

In diverse località le temperature atmosferiche hanno superato i 40 gradi, ma il dato dei 48 gradi registrati a Napoli richiede una precisazione. Non rappresenta la temperatura ufficiale dell’aria rilevata secondo gli standard meteorologici per l’intera città.

Il valore è stato misurato da Legambiente Campania in specifici hotspot termici urbani, tra i quali la Stazione Centrale di Napoli e il mercato ortofrutticolo di Afragola. Sono aree caratterizzate da asfalto, cemento, traffico, intensa esposizione solare e scarsa capacità di dispersione del calore.

Queste rilevazioni descrivono l’effetto dell’isola di calore urbana e la temperatura sperimentata in luoghi particolarmente esposti. Non devono essere confuse con le misurazioni meteorologiche dell’aria effettuate in condizioni standard, ma mostrano concretamente quanto piazze, stazioni e superfici impermeabilizzate possano diventare pericolose.

La persistenza dell’ondata rappresenta il problema principale. Anche quando le massime diminuiscono di qualche grado, l’elevata umidità e le temperature notturne possono impedire all’organismo e agli edifici di recuperare dal calore accumulato durante il giorno.

Il sistema nazionale può essere consultato nella pagina dei bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornata nei giorni feriali con previsioni a 24, 48 e 72 ore.

Temporali al Nord e frana in Valle Aurina: il rischio degli eventi intensi

L’ingresso di aria più fresca in quota favorirà temporali soprattutto sui settori alpini e nelle regioni settentrionali. Il bollettino della Protezione Civile prevede rovesci o temporali sulle Alpi della Lombardia orientale e sul Triveneto, oltre a fenomeni più isolati in altre regioni.

I temporali potranno determinare un calo locale delle temperature, ma non segneranno necessariamente la fine dell’ondata. Dopo la breve attenuazione al Nord, l’alta pressione africana dovrebbe tornare a esercitare la propria influenza su gran parte del Paese.

Il contrasto tra masse d’aria molto calde e infiltrazioni più fresche può produrre precipitazioni concentrate in poco tempo. La notte tra il 5 e il 6 agosto, oltre 50 millimetri di pioggia hanno provocato una grande colata di fango e detriti in Valle Aurina, in Alto Adige.

La frana ha interessato la zona di Gisse, tra Lutago e San Giovanni, isolando la parte più interna della valle e rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di circa 120 persone. Non sono stati segnalati feriti. La Provincia autonoma di Bolzano ha mobilitato soccorritori, tecnici e mezzi pesanti per ripristinare l’accesso.

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Siccità al Nord e rischi per la salute: cosa fare nei prossimi giorni

I temporali intensi non risolvono automaticamente la siccità. Una grande quantità di pioggia caduta rapidamente tende infatti a scorrere in superficie, aumentando il rischio idrogeologico, senza ricaricare in modo uniforme falde, laghi e riserve.

Nel distretto del Po resta alta l’attenzione per la disponibilità d’acqua. L’Autorità di bacino ha confermato una condizione di severità idrica elevata in diverse aree settentrionali. I dati sugli invasi montani indicavano a fine giugno un accumulo vicino al 50% della capacità complessiva, ma il valore non equivale automaticamente a una riduzione della metà rispetto alla media storica.

Sul piano sanitario, nelle ore più calde è opportuno limitare attività fisica e spostamenti non indispensabili, bere regolarmente senza aspettare lo stimolo della sete e non lasciare persone o animali nelle automobili. Particolare attenzione va riservata a chi vive solo, assume farmaci o soffre di malattie cardiache, respiratorie e renali.

Il Ministero mantiene attivo il numero di pubblica utilità 1500, dedicato alle informazioni sui rischi delle ondate di calore. In presenza di confusione, svenimento, temperatura corporea molto elevata o alterazioni dello stato di coscienza bisogna richiedere rapidamente assistenza sanitaria.

Una possibile svolta viene intravista dopo Ferragosto, con l’arrivo di aria più fresca dal Nord Europa. La distanza temporale impone però cautela: per programmare spostamenti e attività all’aperto restano decisivi i bollettini ufficiali aggiornati giorno per giorno.

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