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Il taglio fiscale teorico di 17,08 centesimi al litro resta in vigore fino al 25 agosto, ma il prezzo medio è diminuito di circa 9 centesimi rispetto ai livelli precedenti. Per finanziare la proroga il governo utilizza fondi del Mef e riduce stanziamenti assegnati a diversi ministeri.

Lo sconto sulle accise del gasolio è stato prorogato fino al 25 agosto 2026, ma il beneficio osservato alla pompa continua a essere molto più contenuto dei 17,08 centesimi al litro indicati dal governo.

Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del diesel sulla rete stradale ordinaria è sceso a circa 2,092 euro al litro. La riduzione rispetto ai livelli precedenti al provvedimento è però vicina a 9 centesimi, poco più della metà dello sconto fiscale teorico.

La proroga è contenuta nel decreto-legge 5 agosto 2026, numero 139, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 180. Il testo mantiene l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri dal 7 al 24 agosto, contro l’aliquota ordinaria di 672,90 euro.

La benzina resta esclusa dall’intervento. Per il 25 agosto è previsto un provvedimento separato del Ministero dell’Economia, finanziato attraverso il meccanismo delle accise mobili e il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei carburanti.

Perché lo sconto teorico di 17 centesimi diventa circa 9 alla pompa

La riduzione annunciata deriva da 14 centesimi di minore accisa, ai quali si aggiungono circa 3,08 centesimi per la conseguente riduzione dell’Iva. Poiché l’Iva viene applicata anche sull’accisa, il beneficio fiscale complessivo arriva teoricamente a 17,08 centesimi per litro.

Questo valore non rappresenta però un prezzo imposto ai distributori. Il prezzo finale del gasolio dipende contemporaneamente dal costo internazionale del prodotto raffinato, dal cambio euro-dollaro, dalla logistica e dai margini applicati lungo la filiera.

Nei giorni successivi all’entrata in vigore del taglio, l’aumento delle quotazioni internazionali del diesel ha assorbito una parte del vantaggio fiscale. La differenza tra 17 e 9 centesimi non può quindi essere attribuita automaticamente e per intero ai gestori degli impianti senza analizzare l’andamento delle diverse componenti del prezzo.

L’effetto pratico resta comunque inferiore alle attese. Su un pieno da 50 litri, il risparmio teorico sarebbe di circa 8,54 euro. Con una diminuzione effettiva di 9 centesimi, il vantaggio rispetto al prezzo precedente si ferma invece intorno a 4,50 euro.

La Commissione di allerta rapida sui prezzi, riunita dal garante Benedetto Mineo su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha rilevato un “progressivo adeguamento dei listini” della rete distributiva. L’Unione nazionale consumatori ha contestato le conclusioni, definendo l’incontro “tempo sprecato”.

Quanto costa la proroga e quali ministeri finanziano lo sconto

Il decreto copre il periodo dal 7 al 24 agosto con risorse per circa 232,3 milioni di euro. La cifra comprende 190,2 milioni per la riduzione delle accise e 42,1 milioni destinati all’estensione delle misure per l’autotrasporto.

Considerando anche la copertura separata per il 25 agosto, il costo complessivo della proroga si avvicina a 245 milioni di euro. Una parte rilevante viene recuperata attraverso fondi speciali e riduzioni di stanziamenti nei bilanci dei ministeri.

Quasi 137 milioni di euro derivano dalla riduzione del fondo speciale di conto capitale gestito dal Ministero dell’Economia. Di questi, circa 65 milioni riguardano accantonamenti riferiti allo stesso Mef. Altri 96 milioni arrivano da tagli diretti alle disponibilità dei dicasteri.

Il Ministero dell’Economia sostiene la quota principale, con altri 60 milioni sottratti alla missione “Fondi da ripartire”. Al Viminale vengono ridotti stanziamenti per 8,1 milioni, con interventi che interessano ordine pubblico e sicurezza, immigrazione e accoglienza, oltre al soccorso civile.

Il Ministero dell’Ambiente contribuisce con 7 milioni, in gran parte sulla missione dedicata a energia e diversificazione delle fonti. Altri 7 milioni provengono dalle Infrastrutture, dei quali circa 5,7 milioni riferiti al diritto alla mobilità e allo sviluppo dei sistemi di trasporto.

Le riduzioni riguardano anche Esteri per 5 milioni, Cultura per 3,5 milioni, Istruzione per 3 milioni e, con circa un milione ciascuno, Giustizia e Salute. La presenza di queste voci non significa necessariamente che servizi già programmati saranno cancellati: l’effetto concreto dipenderà dai capitoli utilizzati e dalla loro successiva gestione.

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Cosa succede dopo il 25 agosto e come controllare i prezzi

La misura continua ad avere carattere temporaneo. Dal 25 agosto il governo intende utilizzare il sistema delle accise mobili, che consente di finanziare riduzioni fiscali attraverso il maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi petroliferi.

Il meccanismo non garantisce però automaticamente uno sconto stabile né la proroga dell’attuale aliquota. La disponibilità dipende dall’extragettito effettivamente maturato e dalle future decisioni del governo, oltre che dall’andamento dei mercati internazionali.

Per gli automobilisti è importante confrontare i prezzi praticati dai singoli impianti, distinguendo tra modalità self-service e servito. Le medie nazionali descrivono una tendenza generale, ma sul territorio possono esserci differenze rilevanti.

Il monitoraggio resta affidato al Mimit e alla Guardia di Finanza nei casi di potenziali anomalie segnalate dal garante. Il punto politico ed economico rimane aperto: lo Stato sostiene un costo superiore a 232 milioni, ma una parte consistente del vantaggio fiscale non è ancora visibile nel confronto tra i prezzi medi prima e dopo il taglio.

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