Il Piano sociale per il clima prevede uno sconto in bolletta per circa 4,7 milioni di famiglie con Isee fino a 25mila euro. La misura dovrebbe durare quattro anni, ma prima dovrà ottenere il via libera della Commissione europea.
Un nuovo sostegno contro il caro energia destinato a una platea molto più ampia di quella raggiunta dagli ordinari bonus sociali. È il Bonus sociale Energia Plus, inserito nel Piano sociale per il clima esaminato dal Consiglio dei ministri e destinato ora al negoziato formale con Bruxelles.
L’agevolazione dovrebbe partire nel 2028 e restare operativa fino al 2031, per un totale di quattro anni. La platea potenziale è stimata in circa 4,7 milioni di nuclei familiari con un Isee non superiore a 25.000 euro.
Il beneficio non è però già disponibile. Il Piano rappresenta la proposta italiana per utilizzare il Fondo sociale per il clima: condizioni, importi e procedure potranno cambiare durante il confronto con la Commissione e con i provvedimenti attuativi.
Bonus Energia Plus: chi potrà riceverlo dal 2028
Il requisito economico indicato dal Piano è un Isee fino a 25.000 euro. Si tratta di una soglia superiore rispetto a quella normalmente utilizzata per il bonus sociale ordinario per disagio economico, con l’obiettivo di includere anche famiglie a reddito medio-basso esposte all’aumento dei costi energetici.
La platea potrebbe raggiungere 4,7 milioni di famiglie, anche se il numero annuale dipenderà dagli Isee validi e dalle regole definitive. L’aiuto dovrebbe arrivare mediante una componente tariffaria negativa nella bolletta elettrica, cioè uno sconto in fattura.
L’erogazione è prevista in forma automatica, attraverso il sistema già utilizzato per incrociare le informazioni dell’Isee con quelle delle utenze. Per il bonus sociale ordinario, l’Arera spiega che è sufficiente presentare la Dichiarazione sostitutiva unica per ottenere un Isee valido: se ricorrono i requisiti, i dati vengono collegati alla fornitura domestica.
Il meccanismo definitivo dovrà essere regolato dall’Autorità. Non sono ancora noti eventuali requisiti aggiuntivi né le regole per le forniture condominiali.
Quanto vale il nuovo bonus e come cambierà in base al territorio
Il Piano assegna al sostegno diretto 1,34 miliardi di euro nel quadriennio 2028-2031: 1,005 miliardi arriverebbero dal Fondo sociale europeo per il clima e la parte restante dal cofinanziamento nazionale. Non è stato ancora comunicato un importo fisso per ciascuna famiglia.
La cifra dovrebbe essere modulata in base alla zona climatica di residenza. Poiché vivere in un’area più fredda comporta generalmente maggiori consumi termici, il criterio dovrebbe indirizzare più risorse verso chi è maggiormente esposto ai costi del riscaldamento.
Il contributo sarà inoltre decrescente nel tempo. La funzione del bonus, infatti, è attenuare temporaneamente l’impatto economico della transizione, mentre entrano a regime gli interventi strutturali per ridurre consumi ed emissioni.
L’Energia Plus non va confuso con l’attuale bonus sociale per luce e gas, riconosciuto per dodici mesi alle famiglie sotto le soglie stabilite. Il nuovo strumento avrà invece una platea fino a 25.000 euro di Isee e una durata programmata di quattro anni.
Perché nasce il Piano sociale per il clima da 9,35 miliardi
Il Bonus Energia Plus è soltanto una parte del Piano italiano, che dispone complessivamente di circa 9,35 miliardi di euro: 7,01 miliardi di risorse europee e 2,34 miliardi di cofinanziamento nazionale. Il programma copre il periodo 2027-2032 e sostiene famiglie vulnerabili, microimprese e persone in condizioni di povertà dei trasporti.
La misura serve a compensare gli effetti del sistema europeo ETS2, che estenderà il prezzo delle emissioni ai combustibili per edifici e trasporto stradale. Il costo sostenuto a monte dai fornitori potrebbe riflettersi sui prezzi di gas e carburanti. Il Fondo vuole evitare che la transizione pesi soprattutto sui nuclei più fragili.
Oltre al bonus, il Piano destina 1,95 miliardi agli alloggi di edilizia residenziale pubblica nelle classi energetiche peggiori e 1,25 miliardi alle microimprese vulnerabili. Altre risorse riguardano elettrificazione domestica e mobilità pubblica.
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Quando parte e cosa devono fare adesso le famiglie
La partenza indicata è il 2028, ma non è ancora una scadenza certa per l’accredito. Bruxelles potrà chiedere modifiche prima dell’approvazione; seguiranno le disposizioni nazionali e la regolazione tecnica di Arera.
Al momento le famiglie non devono presentare alcuna richiesta per l’Energia Plus. È però utile mantenere aggiornato l’Isee ogni anno attraverso la DSU, perché l’indicatore sarà il principale requisito di accesso e consentirà l’eventuale riconoscimento automatico.
Restano ancora da definire alcuni elementi essenziali:
- l’importo annuale spettante a ogni nucleo;
- le fasce territoriali e la relativa maggiorazione;
- le regole per intestatari, forniture condominiali e cambi di venditore;
- l’eventuale cumulo con il bonus sociale ordinario e altri aiuti.
Fino alla pubblicazione dei provvedimenti attuativi, dunque, la soglia di 25.000 euro e la partenza nel 2028 vanno considerate caratteristiche programmatiche della misura, non un diritto già esigibile. Il passaggio decisivo sarà l’approvazione europea, seguita dalle regole operative che stabiliranno quanto arriverà davvero in bolletta e a partire da quale fattura.









