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Il Comune punta a riportare sotto controllo pubblico la gestione dei 2.471 stalli oggi compresi nella convenzione con Saba. Il passaggio dovrebbe avvenire attraverso la nuova Multiservizi Piceni, ma restano da definire costi, tempi e modalità del riscatto.

Parcheggi ad Ascoli, il Comune punta a riprendere la gestione

La partita dei parcheggi di Ascoli Piceno entra in una fase decisiva. L’amministrazione guidata dal sindaco Marco Fioravanti sta preparando il percorso per riportare sotto il controllo dell’Arengo la gestione della sosta a pagamento, affidata da oltre vent’anni a Saba.

L’obiettivo politico è arrivare al 2027 con un nuovo modello interamente pubblico, imperniato sulla Multiservizi Piceni srl. Non si tratta ancora di un trasferimento già formalizzato: il Comune dovrà completare i passaggi societari, verificare la sostenibilità economica dell’operazione e comunicare l’eventuale interruzione anticipata della convenzione.

L’accordo con Saba riguarda attualmente 2.471 posti auto, comprendendo gli stalli su strada e strutture strategiche come i parcheggi di Torricella ed ex Gil. Il ritorno alla gestione pubblica consentirebbe al Comune di assumere un ruolo diretto nella definizione delle tariffe, degli abbonamenti e delle politiche per residenti, commercianti e turisti.

La convenzione è stata modificata negli anni per introdurre un meccanismo di uscita anticipata. L’Arengo può decidere di riscattare il sistema attraverso una comunicazione al concessionario, riconoscendo però a Saba un importo calcolato in base alla data scelta.

Il valore economico diminuisce con il trascorrere del tempo. Per questo il 2027 viene considerato dall’amministrazione un possibile punto di equilibrio tra la volontà di accelerare e la necessità di contenere il costo dell’operazione.

La presenza del rapporto con Saba nei documenti contabili comunali è confermata anche dal Piano esecutivo di gestione del Comune, nel quale è indicato il canone relativo ai parcheggi a pagamento.

Multiservizi Piceni, come nasce la nuova società pubblica

Lo strumento individuato per gestire la sosta è la Multiservizi Piceni srl, nata dalla riorganizzazione di Ascoli Reti Gas. La nuova società sarà interamente partecipata dal Comune e potrà ricevere direttamente servizi pubblici attraverso il modello dell’affidamento “in house”.

Nel maggio 2026 il Consiglio comunale ha approvato il progetto di scissione parziale di Ascoli Reti Gas e il regolamento sul cosiddetto controllo analogo. È il sistema che permette all’ente di esercitare sulla partecipata poteri simili a quelli utilizzati sui propri uffici.

Come riportato dal Resto del Carlino, il via libera è arrivato con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione della minoranza. La società potrà occuparsi progressivamente di parcheggi, patrimonio comunale e altri servizi di interesse pubblico.

Per mantenere la qualifica di società in house, Multiservizi Piceni dovrà realizzare oltre l’80% del proprio fatturato attraverso compiti affidati dal Comune controllante. Il vincolo serve a garantire che la società operi principalmente per l’ente pubblico e non come un’impresa attiva liberamente sul mercato.

Secondo Fioravanti, la partecipata dovrà diventare uno strumento flessibile per la gestione dei servizi essenziali e generare nuove entrate senza aumentare le imposte comunali. L’assessora al Bilancio, Annagrazia Di Nicola, ha assicurato che la riorganizzazione avverrà in continuità contabile e fiscale, senza plusvalenze o effetti negativi immediati sul bilancio.

La società potrebbe ricevere già gli spazi di sosta liberi che non rientrano nella convenzione con Saba, iniziando così a costruire competenze operative prima del possibile riscatto complessivo.

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Perché il 2027 è decisivo e quanto può costare il riscatto

Il passaggio più complesso rimane quello economico. La possibilità di interrompere anticipatamente il rapporto non rende infatti gratuito il ritorno dei parcheggi al Comune.

La revisione della convenzione ha collegato l’indennizzo alla data di esercizio del riscatto: anticipare l’uscita comporta una somma più elevata, mentre attendere ne riduce progressivamente il valore. L’Arengo deve quindi valutare se i futuri ricavi della sosta possano sostenere l’investimento e i costi della gestione diretta.

In precedenti atti comunali è comparsa una voce di 2,492 milioni di euro riferita a una quota del riscatto dei parcheggi. Quel dato, tuttavia, appartiene a una precedente fase programmatoria e non può essere considerato automaticamente il prezzo definitivo per il 2027.

Prima della scelta servirà un piano economico-finanziario aggiornato. Dovrà tenere conto non soltanto del corrispettivo da riconoscere al gestore, ma anche di personale, manutenzione, parcometri, sistemi digitali, vigilanza, assicurazioni e gestione amministrativa degli abbonamenti.

Il Comune dovrà inoltre decidere come organizzare il passaggio operativo, evitando interruzioni del servizio. La Multiservizi Piceni dovrà essere pronta a incassare i pagamenti, assistere gli utenti e mantenere efficienti sia i parcheggi in struttura sia gli stalli su strada.

Il progetto della società pubblica era stato delineato già all’inizio del 2026, con l’obiettivo dichiarato di riacquisire gli impianti di Torricella ed ex Gil e modificare la politica cittadina della sosta, come ricostruito dalla Gazzetta di Ascoli.

Cosa può cambiare per automobilisti, residenti e commercianti

Il ritorno alla gestione comunale non comporterebbe automaticamente parcheggi gratuiti o una riduzione delle tariffe. Queste decisioni richiederanno atti specifici e dovranno risultare compatibili con l’equilibrio economico del servizio.

La differenza principale riguarderebbe la governance. Incassi e decisioni operative resterebbero all’interno di una società controllata dall’Arengo, offrendo al Comune maggiore libertà nel coordinare sosta, trasporto pubblico, zone a traffico limitato e accessi al centro storico.

Una gestione unitaria potrebbe permettere di introdurre agevolazioni più mirate per residenti e lavoratori, abbonamenti differenziati, sistemi digitali integrati e tariffe utilizzate come strumento per indirizzare i flussi di traffico. Al momento, però, non è stato presentato un nuovo piano tariffario definitivo.

Anche l’individuazione di ulteriori aree di sosta sarà un elemento centrale. Gli spazi non soggetti alla convenzione potranno essere affidati gradualmente a Multiservizi Piceni, ampliando l’offerta in diversi quartieri e consentendo alla società di sperimentare il nuovo modello.

Per commercianti e attività del centro, il tema riguarda soprattutto la rotazione degli stalli e la facilità di accesso. Per i residenti saranno decisive disponibilità, costi degli abbonamenti e rapporto con la Ztl. I turisti, invece, potrebbero beneficiare di informazioni e pagamenti più coordinati con gli altri servizi cittadini.

I prossimi passaggi dovranno chiarire costo effettivo del riscatto, data di uscita da Saba, piano industriale della partecipata e futuro delle tariffe. Solo dopo questi atti il 2027 potrà trasformarsi da obiettivo dell’amministrazione nella vera data di avvio della nuova gestione pubblica.

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